14 Feb, 2026 - 16:45

Sondaggio sul referendum: ecco quale sarà la soglia dell'affluenza che farà vincere il Sì

Sondaggio sul referendum: ecco quale sarà la soglia dell'affluenza che farà vincere il Sì

Questa mattina, il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio di Nando Pagnoncelli secondo il quale più alta sarà l'affluenza alle urne, maggiore sarà la possibilità che al referendum del 22 e del 23 marzo si imponga il Sì alla riforma Nordio.

L'istituto demoscopico ha anche fissato la soglia che segnerà questo risultato: si tratta del 46%.

In pratica, se almeno il 46% degli italiani andrà a votare, il Sì dovrebbe vincere, con buona pace di Gratteri, Travaglio, Schlein & compañeros.

Il sondaggio sul referendum sulla Giustizia secondo cui l'affluenza sarà decisiva

E quindi: pur non essendo, quello che si celebrerà tra cinque settimane, un referendum che sarà valido solo con il raggiungimento del quorum del 50% più uno dei votanti, secondo l'ultimo sondaggio di Pagnoncelli, l'affluenza sarà comunque decisiva.

Più gente andrà a votare, maggiori saranno le possibilità per il Sì di imporsi.

Ma com'è la situazione ad oggi?

Come rilevato in altre analisi, in realtà, al di là della cerchia ristretta di chi segue costantemente la politica, il referendum non scalda granché i cuori degli italiani.

Solo il 10% si dichiara molto informato sui suoi contenuti. Il 36% abbastanza informato. Più della metà ammette di saperne poco o nulla.

Ma tant'è: per Pagnoncelli, "il tema centrale è evidente: è proprio quello della partecipazione al voto". Ad oggi, la vera incognita.

Solo il 36% si dichiara certo di recarsi alle urne. Mentre il 16% pensa che probabilmente lo farà. Di contro, quasi la metà, il 48%, ritiene certo o molto probabile che diserterà il voto.

I tre scenari che disegna Pagnoncelli

A questo punto, Pagnoncelli ha disegnato tre scenari:

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Il primo vede una partecipazione piuttosto contenuta: si stima che solo poco più del 40% si rechi a votare, ed è la stima più probabile coi dati di oggi. In questo caso, si registra una lieve prevalenza del No con il 50,6% contro il 49,4% del Sì. Un distacco così lieve non consente di prevedere la vittoria dell'una o dell'altra opzione, essendo troppo vicino il dato, ma segnala, quantomeno, una maggiore mobilitazione dei contrari alla riforma

Il secondo scenario, però, sempre per Pagnoncelli, deriva dal fatto che, probabilmente, lo svilupparsi della campagna referendaria produca una maggiore mobilitazione e quindi una maggiore affluenza:

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Se si recasse al voto il 46% degli aventi diritto, i risultati favorirebbero il Sì che otterrebbe il 51,5% dei voti validi contro il 48,5% del No. Ancora un distacco ridotto ma con un segnale più evidente di prevalenza del consenso

Il terzo scenario, infine:

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Se la partecipazione arrivasse al 52%, il livello massimo oggi ipotizzabile, la vittoria del Sì sarebbe oggi decisamente più netta, ottenendo il 53,7% contro il 46,3% del No
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