Dopo Sabino Cassese, il Giornale ha intervistato un altro insigne giurista schierato sul fronte del Sì alla riforma Nordio sulla Giustizia.
Si tratta di Antonio Baldassarre, 85 anni, anche lui, come Cassese, proveniente dall'area politico-culturale della sinistra.
L'ex presidente della Corte Costituzionale nonché presidente della Rai all'epoca di Berlusconi si è espresso anche sul caso che ha monopolizzato il dibattito referendario in queste ore: quello di Nicola Gratteri che, novello Dante, ha posto tutti coloro che voteranno No il 22 e 23 marzo in Paradiso dicendo che sono persone perbene e tutti coloro che voteranno Sì all'inferno etichettandoli come poco di buono.
Cosa ha detto nello specifico Antonio Baldassarre su Nicola Gratteri, protagonista del caso del giorno? Intervistato da Hoara Borselli, l'ha messa così:
Alla domanda perché voterà Sì, in ogni caso, Baldassarre ha risposto:
Antonio Baldassarre, poi, non lo cita. Ma parla soprattutto del dirigente del Pd romano Goffredo Bettini quando parla dei politici che hanno dichiarato di votare no alla riforma Nordio non perché contro la separazione delle carriere dei magistrati o contro il sorteggio scassa-correnti per il Csm, ma per andare contro, "a prescindere", il governo Meloni che l'ha proposta.
Perché? In politica, il proponente conta, ha ribattuto Borselli. Al che Baldassarre ha citato Aristotele:
Ma qual è, da giurista, l'opinione di Baldassarre sulla riforma Nordio?
Baldassarre ha specificato che, in tal caso, si riferisce a quelle inglese e americana.
Ma tant'è: il professore si dice convinto anche del sorteggio per indicare i componenti del Csm:
Meglio sorteggiare che eleggere? Gli ha chiesto, infine, Hoara Borselli. E lui:
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