Nell'agone della politica è entrato anche chi dovrebbe occuparsi di tutt'altro: la magistratura.
È questo l'allarme del direttore del Giornale Tommaso Cerno, secondo il quale "le toghe politicizzate sono in campo per il referendum".
L'avviso ai naviganti, quindi, è lanciato: da qui al 22 e 23 marzo ne continueremo a vedere e a sentire delle belle attorno alla riforma Nordio. E non saranno solo i partiti politici delle diverse aree a scontrarsi.
In un editoriale pubblicato oggi in prima pagina sul Giornale, Tommaso Cerno avvisa tutti: quelli del No sono un po' come quelli della banda nella canzone di Ivano Fossati, solo un po' più monocordi. Infatti, puntualmente si schierano contro il governo Meloni, a prescindere dal merito di ciò che viene proposto.
Ma tant'é:
scrive Cerno: trattasi di quello che vannaccianamente potremmo definire "il mondo al contrario" che vede il direttore. Per colpa della magistratura politicizzata. Quella, vale a dire, che non agisce secondo le leggi, ma secondo la loro interpretazione per favorire la parte politica che avverte più vicina: il centrosinistra.
Tanto è vero, ricorda sempre Cerno, che gli stessi magistrati l'hanno messo nero su bianco quando si sono rammaricati del fatto che Giorgia Meloni fosse intoccabile in quanto pulita e non raggiunta nemmeno da un avviso di garanzia:
Per Cerno, novello Borrelli di "resistere, resistere, resistere", la parola d'ordine della magistratura di sinistra è "favorirla, favorirla, favorirla", l'immigrazione irregolare. Solo così si spiegano anche diversi altri episodi di cronaca accaduti in questi giorni tra cui quello dell'incriminazione di alcuni rappresentanti delle Forze dell'Ordine:
Per questo, la conclusione cui giunge il direttore del Giornale, quindi, è opposta a quella espressa nei giorni scorsi dal Procuratore capo di Napoli nonché testimonial del No Nicola Gratteri:
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