Doveva essere il grande romance gotico dell’anno. E invece il nuovo adattamento di "Cime Tempestose" - con le virgolette assolutamente - è diventato rapidamente anche il film più discusso (e divisivo) del momento.
Diretto da Emerald Fennell e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordi, il remake del classico di Emily Brontë ha debuttato con numeri da capogiro - 82 milioni di dollari al box office globale nel primo weekend - ma anche con una valanga di polemiche che non accennano a placarsi.
Sì, il pubblico su Rotten Tomatoes lo ha promosso con un solido 84%. Ma online il dibattito è esploso: tra casting contestati, cambiamenti radicali alla trama originale e presunte tensioni sul set, questa nuova versione di "Wuthering Heights" è diventata molto più di un semplice adattamento cinematografico. Ecco tutta la cronologia del drama che sta infiammando fan e critica.
La prima scintilla è scoppiata già all’inizio del 2024, quando Robbie ed Elordi sono stati annunciati rispettivamente nei ruoli di Catherine Earnshaw e Heathcliff. In apparenza, una scelta da blockbuster. In realtà, per molti lettori storici del romanzo, si trattava di un tradimento del materiale originale.
Nel libro, Catherine è poco più che adolescente quando diventa la celebre "regina della campagna". Margot Robbie, pur amatissima, ha quasi vent’anni in più del personaggio nella sua versione letteraria. Ma il vero nodo è stato Heathcliff.
Nel testo di Brontë, Heathcliff viene descritto come uno "zingaro dalla pelle scura" e persino come "nero come il muro dietro di lui" o ancora "piccolo Lascar" - con cui storicamente si indicavano i marinai del subcontinente indiano. Dunque, si è pure arrivati a pensare che il personaggio potesse avere radici in Cina o India. Da qui, l’accusa social: perché scegliere un attore bianco per un ruolo così chiaramente codificato?
Elordi ha affrontato la questione in un’intervista, difendendo la visione della regista: "Questa è l’interpretazione del testo di Emerald, un’artista che rispetto e ammiro". L’attore ha aggiunto che il suo obiettivo era semplicemente "servire la verità della sceneggiatura". Ma il dibattito sulla rappresentazione non si è mai davvero spento.
Quando sono arrivate le prime foto dal set, l’attenzione si è spostata altrove: sul rapporto tra i due protagonisti. Margot Robbie e Jacob Elordi sembravano incredibilmente affiatati - forse fin troppo.
Secondo quanto emerso durante il press tour, Elordi avrebbe scritto a Robbie una lettera d’amore dal punto di vista di Heathcliff, riempiendole la stanza di rose durante le riprese. Metodo attoriale o qualcosa di più?
Robbie stessa ha raccontato:
Ha poi definito l’esperienza come "snervante e destabilizzante", ammettendo di sentirsi quasi "come una bambina senza la sua copertina" in sua assenza. Elordi ha rincarato la dose con ironia: "È stata una sorta di ossessione".
Parole che hanno inevitabilmente acceso il gossip, soprattutto considerando che l’attrice è sposata con il produttore Tom Ackerley. La linea tra immersione nel personaggio e coinvolgimento personale è diventata uno degli argomenti più discussi sui social.
Ma la controversia più grande riguarda senza dubbio la storia. Il film di Emerald Fennell si discosta in modo significativo dalla struttura del romanzo, eliminando di fatto l’intera seconda metà della narrazione.
Nel libro originale, la morte prematura di Catherine è il momento chiave che innesca il crollo psicologico di Heathcliff e condanna la generazione successiva. Nel film, invece, questo evento viene posticipato fino al finale, riducendo l’impatto narrativo e trasformando la tragedia in un epilogo.
Anche i personaggi di Nelly Dean ed Edgar Linton - interpretati rispettivamente da Hong Chau e Shazad Latif - vengono riscritti come antagonisti espliciti, quando nel romanzo il loro ruolo è molto più ambiguo. Fennell ha difeso la sua scelta in più occasioni:
Ha spiegato che il film è ispirato alla versione del libro che ricorda di aver letto a 14 anni:
Una dichiarazione che ha fatto infuriare i puristi, ma anche incuriosito chi vede l’adattamento come una reinterpretazione artistica piuttosto che una trasposizione fedele. Eppure, nemmeno mettere le virgolette al titolo è servito a smorzare gli animi - o le aspettative. Anzi, è probabile che nei prossimi giorni nuove critiche pioveranno sulla pellicola, dopo la visione al cinema.
Nonostante tutto - o forse proprio grazie alle polemiche - il film continua a dominare il botteghino mondiale. Il pubblico sembra diviso tra chi apprezza la rilettura moderna e chi la considera un tradimento dello spirito gotico originale.
Margot Robbie, che è anche produttrice del progetto, ha ammesso di non aver letto il romanzo prima di ricevere la sceneggiatura: "Questo è Emerald che ti fa provare quello che ha provato lei".
Una posizione che riassume perfettamente l’intento del film: non adattare, ma reinterpretare.
Che lo si ami o lo si odi, questo nuovo "Cime Tempestose" ha già lasciato il segno. E mentre il dibattito continua a infuriare online, una cosa è certa: raramente un classico ottocentesco ha generato tanto rumore nel 2026 - nemmeno il "Frankenstein" di del Toro.
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