20 Feb, 2026 - 14:56

Caso Dora Lagreca, "no" all'archiviazione: nuovi accertamenti sul telefono del fidanzato indagato

Caso Dora Lagreca, "no" all'archiviazione: nuovi accertamenti sul telefono del fidanzato indagato

Non sarà archiviato per il momento il caso di Dora Lagreca, la 30enne originaria di Montesano sulla Marcellana (Salerno) trovata morta ai piedi del balcone dell'appartamento in cui viveva a Potenza nell'ottobre 2021. Il giudice per le indagini preliminari Salvatore Pignata ha respinto la terza richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, che ritiene che la giovane si sia tolta la vita, disponendo nuovi accertamenti tecnici sul telefono dell'allora fidanzato Antonio Capasso, indagato per istigazione al suicidio.

Nuova perizia sullo smartphone di Antonio Capasso

Il gip ha affidato l'incarico per la nuova perizia a Silverio Greco, che inizierà le operazioni il 4 marzo e avrà poi sessanta giorni di tempo per depositare i risultati. L'obiettivo è accertare se all'interno del cellulare di Capasso vi siano "file cancellati o non ancora recuperati" in grado di spiegare meglio la dinamica dei fatti.

Secondo quanto sostenuto dai familiari della giovane, dopo la morte di Dora il dispositivo sarebbe rimasto per due giorni nell'auto dell'indagato, che si sarebbe anche recato in un'area in cui ci sono negozi specializzati in modifiche agli smartphone. 

La famiglia si era opposta alla richiesta di archiviazione

La  Procura di Potenza aveva chiesto per la terza volta l'archiviazione del caso. Ma la famiglia, assistita dagli avvocati Cristiana Coviello e Renivaldo Lagreca, si era opposta, convinta a differenza degli inquirenti che Dora non si sarebbe mai tolta la vita. E che dietro la sua morte possa quindi celarsi altro. 

La morte di Dora Lagreca e i dubbi ancora da chiarire

Capasso ha sempre raccontato che quella sera lui e la ragazza ebbero una discussione. Poi, stando alla sua versione, Dora si sarebbe lanciata nel vuoto. Quando i soccorsi arrivarono, per lei non c'era già più nulla da fare. L'autopsia avrebbe rilevato che era morta per le lesioni riportate nella caduta.

La 30enne aveva da poco iniziato a lavorare come assistente scolastica in una scuola di Tito, trasferendosi dal piccolo paese del Salernitano in cui era nata per avvicinarsi al fidanzato, conosciuto un anno prima sui social.

Alcune sue amiche raccontarono che i rapporti tra loro erano però tutt'altro che distesi e che il giovane si era mostrato in più occasioni molto geloso. Dichiarazioni che, unite a quelle dei familiari della vittima, hanno sollevato una serie di interrogativi. Risposte potrebbero arrivare dai nuovi accertamenti. La prossima udienza è stata fissata per il 23 giugno.

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