Cattiverie a domicilio” (altrimenti detto in originale: “Wicked Little Letters”) è la black comedy “in costume” del 2023, diretta da Thea Sharrock, che gioca con l’idea del mistero di paese e con l’ossessione morale per lo scandalo.
Al centro della trama abbiamo Olivia Colman e Jessie Buckley. Ma di cosa parla il film e cosa ha ispirato la trama?
A Littlehampton, una piccola città di mare negli anni Venti, la vita è tranquilla e tutti badano molto alle regole e alle apparenze. Un giorno Edith, una donna molto religiosa e rispettata, comincia a ricevere lettere anonime piene di oscenità e insulti pesanti. Le lettere si moltiplicano e iniziano ad arrivare anche ad altre persone. Improvvisamente si crea una nube di panico, pettegolezzi e sospetti ovunque.
La principale sospettata diventa Rose, la vicina di Edith: è una donna schietta, indipendente e poco “perbene”, e per questo la comunità è pronta a darle la colpa. Solo una giovane poliziotta decide di non fermarsi alle apparenze e di indagare davvero. Scoprirà così che dietro queste cattiverie potrebbe celarsi una verità molto diversa da quella che tutti immaginano.
Ecco il trailer del film:
La risposta è sì: il film è ispirato a un fatto reale noto come “Littlehampton libels”, uno scandalo dei primi anni Venti legato proprio a una raffica di lettere anonime piene di insulti e oscenità che colpirono la comunità di Littlehampton. La stessa regista Thea Sharrock ha spiegato che la storia del film nasce da quel caso e che molte delle lettere reali sono state usate come materiale di partenza (pur senza rivelare qui l’identità dell’autore, che nel film resta un perno del mistero).
Senza svelare esattamente chi fosse l'autore, Sharrock ha spiegato che la voce apparteneva a una "giovane donna repressa che ha bisogno di trovare una via d'uscita dalla vita in cui è quasi intrappolata".
Per la regista, la storia di una donna che trova la propria voce è "emblematica" dei limiti legati all'emancipazione femminile del primo dopoguerra.
ha detto la regista.
Nel racconto cinematografico, Edith Swan (Olivia Colman) accusa la vicina Rose Gooding (Jessie Buckley) di essere la responsabile della corrispondenza oscena, ma l’intreccio si allarga quando altre persone iniziano a ricevere lettere simili e una poliziotta decide di indagare sul serio.
Questa dinamica richiama il cuore del caso storico: un’ondata di “poison pen letters” che diventa caso pubblico. Ci sono reputazioni distrutte, sospetti di classe e si respira il bisogno collettivo di trovare in fretta un colpevole credibile, il famoso capro espiatorio.
Alla regia c’è Thea Sharrock e la sceneggiatura è firmata da Jonny Sweet, mentre nel cast vediamo Olivia Colman, Jessie Buckley e Anjana Vasan (oltre a un gruppo di caratteristi britannici). La cornice è quella di una commedia noir con elementi da “mystery”.
Il linguaggio è volutamente scandaloso ed è la chiave di svolta narrativa per dare anche il via alla satira sociale. La promozione internazionale ha voluto insistere su questo punto: una storia “stranger than fiction” dichiaratamente basata su eventi reali. Questo anche se la realtà di partenza era così assurda da sembrare inventata.
Il film andrà in onda il 20 febbraio alle 21.25 su Rai 3.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *