Il sottosegretario Mantovano svela la risposta di Gratteri a Formigli che lo inquieta (VIDEO)
È considerato il Richelieu di Giorgia Meloni: quando parla il sottosegretario Alfredo Mantovano non lo fa mai a caso. E così, concedendo un'intervista al direttore di Libero Mario Sechi, fa riflettere che abbia svelato, a proposito del prossimo referendum sulla riforma della giustizia, che c'è una dichiarazione che lo inquieta.
È quella resa due settimane fa dal Procuratore capo di Napoli, volto simbolo del fronte del No, Nicola Gratteri in diretta tv a Corrado Formigli.
Cosa ha detto Gratteri che inquieta il sottosegretario Mantovano
Per impressionare Alfredo Mantovano ce ne vuole. Il Richelieu di Giorgia Meloni o, se preferite, il Gianni Letta della premier, è un tipo che descrivono riservato ma bello tosto.
Tuttavia, nell'intervista che ha concesso a Mario Sechi su Libero, ha confidato che un passaggio televisivo dei giorni scorsi, nello specifico di Piazza Pulita di Corrado Formigli, quasi non lo fa dormire la notte:
Io voterò sì, ma non sono iscritto a nessuna loggia massonica né mi risulta di essere indagato. Però c'è un'altra dichiarazione del 12 febbraio che Gratteri ha reso a Formigli e che io, quando l'ho ascoltata, ho pensato fosse frutto dell'intelligenza artificiale. Poi però, fatte le dovute verifiche, si è rivelata vera...
Cosa ha detto Gratteri a Formigli? Ha chiesto Sechi a Mantovano. E lui:
Era un commento sulle sue passate dichiarazioni e quindi sul fatto che sui social si fosse scatenata tutta una serie di commenti pro e contro di lui. Lo stenografico è questo: Basta che lei vada sui social e vede le persone che scrivono sotto. Chi sono, se sono persone perbene. Ci sono persone perbene, ci sono pregiudicati, ci sono parenti di pregiudicati, c'è di tutto. Ci sono persone perbene e persone non perbene. Andiamo a vedere sotto e vediamo i numeri. Ma questo è niente; poi vediamo più avanti se serve altro...
Proprio quest'ultima affermazione inquieta Mantovano:
Se serve altro, cosa? Per caso stiamo parlando di indagini verso chi, sui social, si esprime a favore del Sì? Se uno è un criminale va perseguito per i crimini che ha commesso, non per come voterà al referendum. Siamo arrivati al punto che un procuratore della Repubblica ipotizza un'indagine a carico di chi dichiara sui social dove metterà la croce sulla scheda referendaria? Io mi permetto di dire: basta
L'appello di Mattarella da prendere sul serio
Meno male che qualche giorno fa Mattarella è intervenuto proprio presiedendo il Csm e invitando tutti ad abbassare i toni della campagna referendaria.
Certo, è inaccettabile che Nicola Gratteri, frontman del No alla riforma Nordio, continui a dividere il mondo in buoni (chi vota contro) e cattivi (chi vota a favore). Per questo Mantovano invita tutti a prendere sul serio le parole del Capo dello Stato e, in questi ultimi 29 giorni di campagna referendaria, a concentrarsi sul contenuto della riforma, senza inquinare il dibattito pubblico:
Io faccio una proposta: affianchiamo all'invito del Capo dello Stato, che è da sottoscrivere anche nelle virgole, quello che ha rivolto, poche ore dopo la sua elezione, l'attuale Pontefice a voi giornalisti: disarmiamo le parole. Cito testualmente: Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio. Mancano trenta giorni al voto: parliamo del merito della riforma, non solo per non trovarci il 24 marzo a fare l'inventario delle macerie, ma anche perché potremmo usare questi trenta giorni per parlare del merito della riforma. E parliamone in contraddittorio...