22 Feb, 2026 - 16:31

Sondaggi politici: cosa è successo questa settimana? Chi sale e chi invece deve preoccuparsi

Sondaggi politici: cosa è successo questa settimana? Chi sale e chi invece deve preoccuparsi

Quella che si chiude oggi è stata una settimana complessa dal punto di vista dei consensi per tutti i principali partiti italiani. Nessun terremoto degno di questo nome: Fratelli d'Italia è sempre il primo partito e il centrodestra la coalizione favorita per la corsa per Palazzo Chigi 2027. 

Eppure qualcosa ha cominciato a muoversi nel panorama politico italiano, soprattutto dentro la maggioranza di governo da ormai due settimane alle prese con quello che molti analisti hanno ribattezzato l'effetto Vannacci. 

L'addio dell'ex generale della Folgore alla Lega e la fondazione del suo movimento, Futuro Nazionale, hanno dato una scossa ai – fino a quel momento – granitici equilibri della maggioranza.

I principali sondaggi (SWG per TgLa7, Only Numbers per Porta a Porta e Supermedia YouTrend per Agenzia Italia) raccontano di una settimana di assestamenti, scosse interne e piccoli segnali che, sommati, agitano la premier Giorgia Meloni.

I sondaggi, tuttavia, raccontano anche di un centrosinistra senza slanci, che continua a non riuscire ad approfittare del momento di flessione degli avversari politici. 
Ecco, nel dettaglio, cosa è successo questa settimana e chi sale e chi scende nelle intenzioni di voto degli italiani.

Chi sale e chi scende nei sondaggi: centrodestra oltre il 45%, ma cambia tutto 

Come dicevamo, Fratelli d'Italia resta il primo partito in tutti i sondaggi oscillando da un minimo di 29,3%  ad un massimi di 29,8%. Solo due settimane fa, il partito della premier viaggiava stabilimente sopra il 31%, mentre oggi è scivolato sotto la soglia psicologica del 30%.

E' questo il dato politico da evidenziare, non il primato, la tendenza: per la seconda settimana consecutiva, il partito perde terreno. 

Non è un crollo, ma è un’inversione di clima. Dopo mesi di crescita o stabilità granitica, la flessione ripetuta apre interrogativi. Per ora, comunque, la leadership non è in discussione, nonostante il vantaggio accumulato si stia assottogliando. 

Sondaggi elettorali: Vannacci agita la maggioranza, Lega in crisi 

Il vero caso politico della settimana è la crisi della Lega di Matteo Salvini. L'addio di Vannacci e la nascita di Futuro popolare hanno rappresentato un colpo durissimo per il Carroccio che secondo Swg scende al 6,4%, superato da Alleanza Verdi e Sinistra (salito al 6,6%).

Altri istituti restituiscono numeri meno drammatici (8,3% per Only Numbers, 7,1% per Supermedia), ma il trend è chiaro: in due settimane la Lega ha perso più di un punto.

Per molti analisti è l’effetto Roberto Vannacci. Futuro Nazionale cresce ovunque: 3,6% per SWG, 3% nella Supermedia, 2,6% per Only Numbers con un balzo di un punto in due settimane.

La vera sorpresa del centrodestra è la crescita di Forza Italia che i sondaggi collocano stabilmente tra l’8,4% e il 9,1%. E' l’unico partito della maggioranza ad essere cresciuto dopo l'entrata in scena di Futuro Nazionale.

Si tratta di un segnale importante perchè suggerisce una capacità di intercettare quell'elettorato moderato spaventato dalla competizione a destra tra Lega e Vannacci,

Il centrodestra, sommando FdI, Lega, FI e Noi Moderati, resta oltre il 45% in quasi tutte le simulazioni. Con l’eventuale apporto di Futuro Nazionale sfiora il 50%. Numericamente, dunque, la maggioranza tiene. Politicamente, però, è più frammentata e meno compatta di qualche mese fa.

Centrosinistra: minimo sindacale, ma qualcosa si muove

Il centrosinistra cresce ma non entusisma. Il fronte progressista non riesce ad approfittare delle difficoltà degli avversari. Il Partito Democratico di Elly Schlein che dovrebbe trainare la rimonta resta il secondo partito del Paese ma non sfonda oscillando intorno al 22%.

Il dato costante è l’incapacità di ridurre davvero il distacco da FdI, che resta di circa 7-8 punti. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte è stabile intorno all’11-12%, con leggere oscillazioni. Mantiene la terza posizione, ma senza slancio.

La vera novità, come detto, è la crescita strutturale di AVS ormai sopra il 6%.
Nel centro liberale si muovono Azione e Italia Viva, entrambe in lieve crescita, mentre +Europa arretra. Un fermento che però non si traduce ancora in un progetto unitario.

Chi vincerebbe se si votasse oggi?

Chi vincerebbe se si votasse oggi? Ebbene, il centrodestra resterebbe il favorito con una percentuale largamente superiore al 45%. In caso di alleanza con Futuro Nazionale di Vannacci volerebbe oltre il 50% nella migliore delle ipotesi, ipotecando la permanenza a Palazzo Chigi.

Il centrosinistra si avvicina e nel migliore degli scenari arriva a superare il 44%, ma ancora non basta. La settimana, dunque, non cambia il vincitore potenziale. Cambia però la dinamica: Meloni non cresce più, Salvini arretra, Vannacci avanza, il centrosinistra accorcia senza entusiasmare. 

 

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