Il Caso Epstein, riguardante abusi sessuali su minorenni, traffico internazionale di giovani donne e presunti legami con figure rilevanti del mondo politico ed economico, costituisce uno degli scandali giudiziari e mediatici più ampi degli ultimi anni. Dalle indagini dei primi anni 2000, alle più recenti rivelazioni derivanti dai cosiddetti Epstein Files, emersi tra gennaio e febbraio 2026, il caso continua a scuotere l’opinione pubblica internazionale, generando nuove polemiche e ampliando il dibattito sulle responsabilità delle istituzioni.
Origini e sviluppi del caso
Il caso si apre nel 1996, quando Maria Farmer afferma di essere stata abusata sessualmente dall’imprenditore miliardario Jeffrey Epstein, un uomo che vive costantemente tra New York, Palm Beach, i Caraibi e Parigi: Farmer denuncia l’accaduto al Dipartimento di Polizia di New York e contatta l’FBI due volte, ma gli agenti non procedono sin da subito con un’indagine. Nel 2000, Ghislaine Maxwell, amante e collaboratrice di Epstein, invita la sedicenne Virginia Giuffre (che lavorava nella villa di Donald Trump a Palm Beach) a diventare “massaggiatrice” personale di Epstein, segnando così l’inizio del suo coinvolgimento nella vicenda.
Proprio tra il 2000 e il 2002 iniziano gli abusi dell’imprenditore sulle minorenni e, negli stessi anni, la banca JPMorgan Chase presenta, al Ministero del Tesoro, sei segnalazioni sospette sui conti di Epstein, tra cui pagamenti a giovani donne e ingenti prelievi di contanti: l’FBI riceve le segnalazioni ma, ancora una volta, non effettua le dovute ricerche. Nel 2005, la Polizia di Palm Beach avvia nuovamente le indagini dopo che i genitori di una 14enne segnalano un “comportamento inappropriato” avuto da Epstein nei confronti della figlia, durante un servizio nella sua villa: seguono, a ciò, altre denunce simili da parte di minorenni che dichiarano di essere state pagate come “massaggiatrici”, ma di aver subito, in realtà, abusi sessuali durante il loro servizio.
Tali indagini si concludono nel 2006 e portano alla scoperta di un sistema organizzato di sfruttamento di minorenni, mettendo a punto un fascicolo di accuse per rapporti sessuali illeciti: nel luglio dello stesso anno, Epstein viene effettivamente incriminato dallo Stato della Florida per induzione alla prostituzione. Nel 2007, i procuratori federali depositano un atto di accusa di 60 capi d’imputazione contro Epstein ma, dopo due mesi, gli avvocati del miliardario negoziano un patteggiamento con il procuratore statunitense Alex Acosta, per chiudere l’indagine e firmare un accordo segreto che garantisse l’immunità ad Epstein e ai principali complici (tra cui Maxwell).
Nel 2008, Epstein accetta di dichiararsi colpevole di reati minori, in modo da scontare solo 18 mesi (poi ridotti a 13) di reclusione, durante i quali gli vengono concesse anche delle uscite di lavoro. Nel 2010, un giudice della Florida ordina che questo stesso accordo sull’immunità federale venga reso pubblico, in risposta alle continue denunce e richieste delle vittime e dei media: tuttavia, dopo aver ricevuto altre accuse, nello stesso anno, Epstein risolve diverse cause civili con le vittime, tramite accordi extra-giudiziali.
Le nuove indagini del 2025-2026
Dopo anni di pressioni, nel 2025, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato l’Epstein Files Transparency Act, una legge che impone al Dipartimento di Giustizia statunitense di pubblicare tutti i documenti investigativi sul caso. Il 30 Gennaio 2026 sono stati rilasciati circa 3.5 milioni di documenti di ogni tipo: con la pubblicazione di questi file, detti Epstein Files, che racchiudono documentazioni giudiziarie, verbali investigativi, email, deposizioni e altro materiale di tipo civile e penale relativo alle indagini delle forze dell’ordine, è stata sicuramente adempiuta la legge, sebbene il totale delle carte, si pensa, possa essere ancora più vasto.
Nei nuovi documenti, che hanno generato nuove analisi e dibattiti, appaiono molti nomi di personaggi pubblici e potenti, anche se spesso in contesti poco chiari o estranei agli abusi: migliaia di riferimenti vengono fatti anche al presidente statunitense Donald Trump. Le vittime, tuttavia, hanno criticano il modo in cui alcuni dei loro nomi siano stati rilasciati non oscurati, esponendo dati personali, cartelle cliniche, immagini raffiguranti materiale pedopornografico, e hanno avviato dure proteste sulla tutela della loro privacy: ciò che è paradossale è che, piuttosto, rimangono ancora nascosti i nomi di coloro che hanno commesso le violenze, motivo per cui le vittime chiedono giustizia a gran voce.
Poco dopo, la Camera dei Deputati convoca Ghislaine Maxwell a testimoniare: la donna, nel frattempo trasferita in Texas, in un carcere di minima sicurezza spesso descritto come una delle strutture federali “più comode”, afferma che non ci sono mai stati incontri “inappropriati” con Trump. Tuttavia, a Novembre del 2025, i democratici, in minoranza alla Camera dei Deputati, pubblicano delle email provenienti dagli eredi di Epstein (parte degli Epstein Files) che suggeriscono che, in realtà, Trump sapesse delle attività dell’imprenditore e lo conoscesse personalmente.
Quest’ultima teoria è stata rafforzata dalle ricerche condotte a Gennaio 2026, dal New York Times, che si è dedicato all’esame dei nuovi documenti, tra i quali ce ne sarebbero 3.200 che menzionano il nome di Donald Trump, e di rilevanti miliardari come Steve Bannon, ex-braccio destro del Presidente statunitense, Bill Gates ed Elon Musk. Nonostante ci fossero anche moltissime email che fanno semplicemente riferimento al Presidente, di cui Epstein era solito parlare spesso, dal 2016, Trump ha sempre continuato a negare qualsiasi illecito in relazione al miliardario, così come le numerose accuse ricevute da donne che affermerebbero di essere state abusate da Trump (accuse che, in seguito, oltre ad essere state sempre respinte dal Presidente, sono state anche ritirate da tutte le ipotetiche vittime).
Sviluppi recenti
Di recente è stato fatto anche il nome di Bill Clinton, con il quale Ghislaine Maxwell avrebbe intrattenuto una corrispondenza. Una foto senza data, rilasciata dai Democratici della Commissione di Supervisione della Camera, mostra l’ex Presidente, Maxwell e Epstein, con la firma di Clinton in cima alla foto: sia Bill Clinton che la moglie testimonieranno il 26 Febbraio 2026 in pubblico (come da loro stessi stabilito), e chiedendo a Trump che vengano resi pubblici anche tutti i documenti che, a detta loro, la Casa Bianca sta ancora insabbiando.
La pubblicazione dei nuovi documenti ha scatenato indagini anche in Norvegia, dove sono state perquisite le proprietà di ex-politici per possibili legami con Epstein, tra cui quella dell’ex-premier Thorbjorn Jagland: lui e la sua famiglia avrebbero trascorso le vacanze con Epstein tra il 2011 e il 2018, quando Jagland presiedeva il Comitato per il Nobel che gli assegnava il Premio per la Pace, ed era segretario generale del Consiglio d’Europa pan-continentale. Mercoledì 18 Febbraio, il Consiglio d’Europa ha dichiarato di aver accolto la richiesta delle autorità norvegesi di revocare l’immunità di Jagland dai processi giudiziari di cui aveva precedentemente goduto.
Un altro nodo importante della vicenda, è stata la causa civile di Virginia Giuffré avviata tempo fa contro l’ex Principe britannico Andrew Mountbatten-Windsor, mentre era ancora minorenne, e ora maggiormente approfondita: il principe inizialmente negò qualsiasi correlazione alla vittima, ma la causa venne, in realtà, risolta con un accordo. Dai documenti emersi recentemente, nel mese di gennaio, si è in realtà scoperto che l’ex-Principe avrebbe avuto una stretta amicizia con l’imprenditore, partecipando anche al traffico di minorenni. Le ricerche della polizia britannica si sono concentrate, ultimamente, sui circa 90 voli che sono partiti o sono arrivati, nel corso del tempo, a Stansted, con il jet privato di Epstein e in un terminal privato, soprattutto dopo che Epstein venne arrestato per la prima volta nel 2008. I messaggi contenuti negli Epstein Files collegavano l’ex-Principe ad almeno una delle vittime portate a Londra, nel 2010, con il Lolita Express, prima di essere introdotte di nascosto a Buckingham Palace, mentre la Regina era via per degli impegni a Balmoral. Al momento, si sa che l’ex-reale ha dovuto trascorrere l’intera giornata di Giovedì 19 Febbraio in carcere, per poi essere rilasciato (da indagato) la sera stessa: tecnicamente, pur non essendo ancora incriminato, potrebbe essere arrestato nuovamente o riconvocato per un altro interrogatorio. Ora saranno il Crown Prosecution Service e la polizia a determinare se ci sono prove sufficienti per incriminarlo definitivamente ma, per ora, le accuse si riferiscono solo ad un presunto abuso d’ufficio con il quale l’ex-Principe avrebbe condiviso, tra il 2010 e il 2011, delle informazioni confidenziali relative a missioni ufficiali compiute in Asia, come emissario commerciale del Regno Unito.
I milioni di fascicoli relativi ai reati sessuali commessi da Jeffrey Epstein, come anche confermato dagli esperti delle Nazioni Unite, suggeriscono l’esistenza di una “impresa criminale globale” che ha compiuto atti categorizzabili nei “crimini contro l’Umanità”, commessi anche sullo sfondo di suprematismo, razzismo, corruzione ed estrema misoginia.
I crimini dimostrano una mercificazione e disumanizzazione di donne e ragazze, e la riluttanza a svolgere le dovute ricerche e a divulgare i documenti completi, nel corso degli anni, ha lasciato molti sopravvissuti traumatizzati (si pensi al suicidio di Virginia Gioffre, lo scorso aprile). Nonostante le scoperte più recenti, rimane ancora molto lavoro da fare per chiarire completamente i fatti e garantire giustizia alle vittime coinvolte.
A cura di Arianna Pisciarino
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *