La maggioranza di centrodestra ha respinto ieri la proposta di legge delle opposizioni per introdurre il congedo parentale paritario. Il disegno di legge, a prima firma di Elly Schlein, prevedeva l’estensione del congedo a entrambi i genitori per un periodo di cinque mesi, con retribuzione al 100%. Una proposta di cambiamento significativo soprattutto per i padri, per i quali la normativa attuale riconosce soltanto dieci giorni di congedo obbligatorio.
La proposta, sostenuta dal cosiddetto campo largo, ha raccolto l’adesione dei principali leader delle forze di opposizione: Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra), Riccardo Magi (+Europa), Maria Elena Boschi per Italia Viva. È stata poi sostenuta anche da Azione, solitamente estranea ai tentativi unitari del campo largo, con la presidente Elena Bonetti.
Nel dibattito è intervenuta stamattina anche la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, che si è detta favorevole alla proposta di congedo paritario, sottolineando però la necessità di renderne sostenibile l’attuazione
Lo stop alla proposta unitaria delle opposizioni è arrivato dopo il parere della Ragioneria generale dello Stato, che ha rilevato l’assenza di coperture finanziarie adeguate per il provvedimento, esprimendo un parere contrario. Secondo la Ragioneria, in particolare, la copertura indicata dalle opposizioni sarebbe insufficiente perché basata su ipotesi programmatiche e su risparmi e rimodulazioni non specificamente quantificati, a fronte di oneri ritenuti certi, strutturali e sottostimati.
A questo stop le opposizioni hanno reagito chiedendo la riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti, così da individuare nuove coperture, oppure una sospensione per approfondire i rilievi sollevati. Tuttavia, la maggioranza ha scelto di recepire l’indicazione della commissione Bilancio, affossando il testo. Incassato lo stop, i rappresentanti dei sei partiti di opposizione hanno convocato una conferenza stampa unitaria per denunciare la decisione del centrodestra.
“Per l’ennesima volta affossate una proposta senza consentirne la discussione nel merito”, ha denunciato la segretaria del Pd, Elly Schlein, chiamando in causa direttamente la presidente del Consiglio e ricordando il precedenti sul salario minimo.
“Mi chiedo come la presidente Meloni, la prima presidente del Consiglio donna di questo Paese, possa essere contro questo testo”, ha aggiunto la segretaria, chiedendo alla premier di rispondere nel merito della proposta avanzata dalle opposizioni. “La domanda è se ritenete giusti cinque mesi di congedo obbligatorio per entrambi i genitori: se è così, fermatevi e discutetene; se non lo ritenete giusto, almeno spiegatene il motivo”.
“Mi chiedo a cosa serva una premier donna se non combatte per migliorare le condizioni di vita di tutte le altre donne di questo Paese”, ha infine concluso Schlein, criticando la natura politica, e non tecnica, della decisione del centrodestra.
Contro il metodo del centrodestra e contro una bocciatura ritenuta più politica che tecnica si sono espressi anche gli altri esponenti dell’opposizione.
“Se pensate di voler bocciare per l’ennesima volta un provvedimento delle opposizioni per inidoneità delle coperture, con un escamotage che non ci permette neanche di riscrivere gli emendamenti, almeno fatelo alla luce del sole”, ha dichiarato Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra. Alla sua posizione ha fatto eco Maria Cecilia Guerra, ribadendo la richiesta “di dare la possibilità all’Aula di discutere nel merito una proposta presentata da sei gruppi di opposizione”.
“Non usate la commissione Bilancio per affossare una proposta di legge come questa” ha invece affermato la deputata del M5S, Daniela Torto aggiungendo: “Trovate i soldi per qualunque cosa, per le bombe, per le armi, ma non per qualcosa che interessa i cittadini”. Parole che, in un attimo, hanno incrinato l’unità raggiunta con Azione su questo tema.
Contro le parole della collega del Movimento 5 Stelle si è infatti espressa immediatamente Elena Bonetti di Azione, che si è dissociata dal parallelismo con l’Ucraina, soprattutto in un giorno simbolico, nell’anniversario dei quattro anni dall’invasione russa.
“Grave e indegno, in questo anniversario, affiancare la scelta politica di difendere e sostenere la resistenza ucraina con questa misura”, ha dichiarato Bonetti, sottolineando la distanza tra il suo partito e le altre forze di opposizione. “Finché le altre opposizioni si ostineranno a dire ‘mettete i soldi per le armi e non li date per i congedi’, non si arriverà da nessuna parte”.
Da parte di Meloni, nonostante le sollecitazioni dirette delle opposizioni che l’hanno chiamata in causa anche sul piano personale, non è arrivata alcuna replica.
A rispondere alle critiche è stato invece il presidente della commissione Lavoro, Walter Rizzetto (FdI), che ha sottolineato il carattere demagogico della proposta delle opposizioni. “La relazione della Ragioneria generale dello Stato è inequivocabile: mancano le coperture adeguate e dati certi sulla platea coinvolta, in particolare per il personale della scuola. Siamo pronti al confronto, ma servono proposte credibili e sostenibili, non slogan”.
“Presentare proposte di legge che non possono trovare applicazione non è un bel favore ai cittadini, anzi è solo un modo per prenderli in giro pur di fare un po’ di propaganda”, ha aggiunto la senatrice di FdI Paola Mancini.
Un’apertura sul tema del congedo paritario è arrivata stamattina dalla ministra del Lavoro, Elvira Calderone. “Sono assolutamente favorevole”, ha detto la ministra, sottolineando l’importanza della condivisione della genitorialità.
“Io dico che si possono avviare percorsi tenendo conto che è importante continuare a tutelare le donne nel percorso di maternità, sostenere i padri nell’assunzione delle responsabilità, ma anche garantire la sostenibilità delle misure”, ha aggiunto
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