Alcuni collaboratori di Donald Trump preferirebbero che Israele attaccasse l’Iran prima di un intervento statunitense, secondo quanto riportato da Politico. Gli Stati Uniti mantengono la pressione militare, mentre i sondaggi mostrano un’opinione pubblica divisa sul possibile intervento.
Alcuni collaboratori stretti del presidente Donald Trump preferirebbero che Israele attaccasse l’Iran prima che gli Stati Uniti iniziassero un proprio intervento. Lo ha riportato Politico in un articolo esclusivo del 25 febbraio 2026, citando due persone a conoscenza delle discussioni.
Secondo l’idea riportata, un primo attacco israeliano provocherebbe una risposta iraniana, e questa risposta renderebbe più facile ottenere il consenso dell’opinione pubblica statunitense per un intervento degli USA.
La notizia è arrivata mentre l’amministrazione statunitense ha aumentato, nelle ultime settimane, la pressione su Teheran, avviando un massiccio dispiegamento militare nella regione. Parallelamente, le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Iran si sono impegnate in colloqui indiretti sul programma nucleare iraniano. Tuttavia, nonostante gli sforzi diplomatici in corso, le ipotesi di un eventuale attacco restano sul tavolo.
Le rivelazioni di Politico hanno avuto risonanza mondiale. Parallelamente, un recente sondaggio ha rivelato che la maggioranza degli americani tende ad opporsi ad un’azione militare degli Stati Uniti contro l’Iran.
Un sondaggio Economist/YouGov, condotto tra il 23 e il 25 febbraio 2026, mostra che il 49 per cento degli americani è contrario, in modo moderato o forte, all’uso della forza militare da parte degli Stati Uniti per attaccare l’Iran, mentre il 27 per cento sostiene un intervento militare contro il paese.
La maggioranza dei repubblicani, ovvero il 58 per cento, sostiene l’attacco, mentre la maggioranza dei democratici (76 per cento) e degli indipendenti (54 per cento) si oppone.
Anche se l’opposizione all’uso della forza militare per rovesciare il leader iraniano, Ali Khamenei, è inferiore rispetto ad altre ipotesi di intervento, resta comunque più alta del sostegno. Il 39 per cento degli americani si oppone all’uso della forza militare per rovesciarlo, mentre il 29 per cento è favorevole.
I repubblicani sono in maggioranza favorevoli al rovesciamento (57 per cento favorevoli, 18 per cento contrari), i democratici in maggioranza contrari (62 per cento contrari, 10 per cento favorevoli), mentre gli indipendenti risultano più divisi, con il 22 per cento favorevole e il 38 per cento contrario.
Il 58 per cento degli americani ritiene che sia almeno in qualche modo probabile che gli Stati Uniti intraprendano un’azione militare contro l’Iran nel prossimo mese. Solo il 18 per cento pensa che sia molto probabile, mentre l’11 per cento considera l’azione militare poco o per nulla probabile.
Questi dati indicano un’opinione pubblica divisa e cauta, nonostante la crescente pressione militare e le tensioni internazionali tra Washington e Teheran.
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