Continuano a far discutere le dichiarazioni di Michele Santoro, ospite ieri a Piazzapulita su La7. In uno scambio con Corrado Formigli, il giornalista ha parlato della necessità di superare quella che ha definito una narrazione falsa che “contrappone la Russia cattiva e autocratica e l’Ucraina democratica e civile”.
“Non abbiamo una democrazia efficiente e rodata in Ucraina”, ha detto Santoro, sostenendo che, a suo avviso, la dialettica politica “sia molto più forte in Russia che in Ucraina”. Le sue parole, riprese dalle agenzie di stampa, hanno fatto rapidamente il giro del web, polarizzando il dibattito tra chi le considera un intervento in linea con la propaganda russa e chi, invece, ha dichiarato di condividere la posizione del giornalista. Vediamo allora cosa ha detto nel dettaglio.
“Non possiamo continuare a parlare dell’Ucraina con immagini compatte e coerenti”, ha sostenuto Santoro, osservando che “non si vede mai, nei telegiornali, un elemento minimo di dissenso” nella narrazione del Paese. Poi, la critica, con l’affermazione che in Ucraina non esisterebbe “una democrazia efficiente e rodata”.
Immediata la replica di Formigli: “Ne abbiamo più di quanta ce ne sia in Russia”. “Non penso proprio”, ha ribattuto Santoro, insistendo sul fatto che, a suo avviso, “la dialettica politica sia molto più forte in Russia che in Ucraina”.
Il confronto si è ulteriormente acceso quando Formigli ha richiamato la repressione del dissenso a Mosca: “In Russia abbiamo ancora i gulag con i detenuti politici. Navalny è stato ammazzato o messo nelle condizioni di morire”.
Santoro ha quindi a sua volta replicato: “Si, però nemmeno possiamo continuare a parlare dell’Ucraina con immagini compatte e coerenti. Quello che cerco di dire non è che la Russia sia il paradiso e l’Ucraina l’inferno, ma che fanno parte di una stessa vicenda”.
Prima di questo scambio, Santoro si è inoltre soffermato sulla guerra che da quattro anni prosegue senza interruzioni. “Questa guerra sta durando più della Seconda guerra mondiale: sono più di due milioni tra morti, feriti, mutilati e persone costrette a lasciare le loro case. Assistiamo a uno spopolamento dell’Ucraina, con dieci milioni di abitanti in meno”, ha ricordato il giornalista, riconoscendo poi l’eroismo degli ucraini.
“Uno dei pregiudizi su quelli come me”, ha aggiunto, “è che non apprezzino l’eroismo del popolo ucraino. Hanno combattuto con uno spirito di eroismo eccezionale, hanno resistito, hanno dovuto fare a meno dell’energia elettrica e del riscaldamento mentre c’erano meno venti gradi”, ha sottolineato Santoro, ricordando però anche i danni subiti dalla Russia: “La devastazione c’è anche dall’altra parte: 15 miliardi di danni provocati dagli ucraini in Russia”.
“Noi guardiamo sempre a questa storia indietro, mentre invece dovremmo guardare avanti e capire come porre fine alla sofferenza dei due popoli. Non sappiamo davvero come la pensi la gente comune; io sono convinto che la maggior parte del popolo ucraino – così come quello russo – voglia la pace”, ha poi argomentato Santoro, richiamando le immagini “dei giovani che resistono all’arruolamento”.
Sugli ostacoli del percorso di pace, Formigli ha allora ricordato come vi sia la pretesa di Putin di ottenere più di quanto conquistato militarmente sul campo. “Putin è d’accordo sul fatto che l’Ucraina entri in Europa”, ha replicato Santoro, respingendo le tesi avanzate poco prima nella stessa trasmissione da Michele Serra. “Se parliamo dei problemi di un eventuale accordo di pace patrocinato da Trump, uno dei nodi è proprio il riconoscimento della lingua russa”.
“Ma Trump propende per Putin”, ha osservato Formigli. “Trump attribuisce la responsabilità a Zelensky”, ha risposto Santoro, sostenendo che il presidente ucraino sarebbe in difficoltà qualora accettasse la pace, perché “in Ucraina si è formata un’oligarchia della guerra molto corrotta e tutto l’entourage di Zelensky è stato coinvolto in scandali rilevanti”.
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