02 Mar, 2026 - 16:47

La legge elettorale accelera le primarie nel centrosinistra: vantaggio per Schlein o opportunità per Conte?

La legge elettorale accelera le primarie nel centrosinistra: vantaggio per Schlein o opportunità per Conte?

La nuova legge elettorale depositata la scorsa settimana in Parlamento dal centrodestra introduce tra le altre novità l’indicazione del premier sulla scheda elettorale. 

L’elettore non dovrà – come si era ipotizzato inizialmente – votare il candidato presidente del Consiglio, ma le coalizioni dovranno indicare al momento della presentazione delle liste il leader che in caso di vittoria avrà il compito di formare e guidare il governo. 

Una novità che ha messo in agitazione il centrosinistra dove, come è noto, la leadership della coalizione è una partita tutt’altro che chiusa e che con molta probabilità sarà decisa con le primarie di coalizione.

A Elly Schlein, infatti, non è bastato essere la segretaria del primo partito della coalizione e averlo portato in meno di tre anni al 22%, il privilegio di guidare il campo largo dovrà guadagnarselo ai gazebo.

Lo “Stabilicum” (il nome scelto per la riforma elettorale targata Meloni) ha avuto il merito di accelerare un processo già in corso da tempo nel Pd e nella coalizione: stabilire le regole per l’individuazione del candidato premier da indicare sulla scheda elettorale.

Ecco, allora, come si sta sviluppando il dibattito sulle primarie tra i partiti del fronte progressista e soprattutto a chi potrebbe giovare rimettere la decisione agli elettori. 

Elly Schlein parte avvantaggiata nelle primarie di partito e di coalizione?

Che si tratti di primarie di partito o di coalizione, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein partirebbe avvantaggiata in entrambi i casi. 

La segretaria dem, infatti, potrebbe contare sull’appoggio di quello che è stato ribattezzato come il “correntone di Montepulciano”, una maxi-corrente del Pd composta da Areadem, Dems e Articolo Uno, degli ex ministri Franceschini, Orlando e Speranza, i lettiani, l'area che fa riferimento a Gianni Cuperlo e Energia Popolare che fa riferimento a Stefano Bonaccini. 

Un correntone che blinderebbe l’investitura di Schlein come candidata premier del Pd in caso di primarie di coalizione. Le primarie di coalizione diventano così uno strumento strategico, con vantaggi evidenti per chi può contare su una base organizzativa forte e sul sostegno dei principali esponenti del partito.

Da parte sua, la segretaria del Pd ha già espresso la propria disponibilità a candidarsi.

virgolette
“Come sceglieremo il futuro candidato premier del centrosinistra? Le modalità le decideremo insieme agli alleati: si può fare come la destra, indicando chi prende un voto in più, oppure scegliere altre strade, come le primarie di coalizione, a cui ho già dato la mia disponibilità”. 

Parole di sostegno arrivano anche dall’eurodeputato Dario Nardella che ha confermato che Elly Schlein sarà la candidata del Partito Democratico in caso di primarie. 

virgolette
Se nel campo largo oggi si dovesse scegliere il criterio che il partito principale della coalizione indica il leader, noi ovviamente non avremmo alcun dubbio. Così come se si dovessero scegliere le primarie, il Partito Democratico sosterrà come proprio candidato la sua segretaria”.

Opportunità per Conte? Il M5S resta cauto e prova a differenziarsi

Nel Movimento 5 Stelle, invece, non si sbilanciano e le dichiarazioni in merito ad eventuali primarie sono più caute.

Giuseppe Conte non ha mai nascosto la sua aspirazione a guidare la coalizione che sfiderà Giorgia Meloni alle Elezioni Politiche del 2027. I pentastellati tuttavia temono la maggiore capacità organizzativa del Partito Democratico sui territori.

Capacità che potrebbe rivelarsi determinante per l’esito delle consultazioni. Allo stesso tempo, tuttavia, il M5S sa di poter contare sulla popolarità trasversale del proprio leader e sulla portata istituzionale, essendo già stato a Palazzo Chigi. 

In un'intervista al Corriere della sera, Michele Gubitosa, vicepresidente e deputato del Movimento 5 stelle non si sbilancia sul candidato premier della coalizione progressista. 

virgolette
Leggo tante ipotesi, tanti retroscena, ma il totonomi non ci interessa. I criteri sono vari, a tempo debito insieme agli alleati si deciderà quale sarà il più efficace. Ripeto: adesso pensiamo ai contenuti.

L’altro vicepresidente Stefano Patuanelli dichiara:

virgolette
Non c’è un obbligo di coalizione ma un obbligo per arrivare a una coalizione che abbia un progetto chiaro. La strada probabilmente più percorribile è quella delle primarie di coalizione ma serve partire dal presupposto di un progetto serio per il Paese.

Come la nuova legge elettorale cambia le regole del gioco

La nuova legge elettorale, ribattezzata “Stabilicum”, introduce una novità significativa per il centrosinistra: non sarà più l’elettore a scegliere direttamente il candidato premier sulla scheda, ma sarà la coalizione a indicare il leader che, in caso di vittoria, guiderà il governo.

La legge obbliga i partiti a definire alleanze e strategie prima ancora del voto, rendendo la politica interna del centrosinistra più trasparente ma anche più competitiva.

Il risultato è un equilibrio delicato tra leadership consolidata e legittimazione popolare, che determinerà chi avrà il privilegio di guidare la coalizione alle Elezioni Politiche del 2027.

 

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