04 Mar, 2026 - 14:22

Femminicidi, ok alla legge: chi uccide perde il diritto di decidere sulle spoglie del partner

Femminicidi, ok alla legge: chi uccide perde il diritto di decidere sulle spoglie del partner

La Camera ha approvato all’unanimità e in via definitiva il ddl n. 1261, presentato dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, in materia di spoglie mortali delle vittime di omicidio.

Il testo, già approvato al Senato, prevede che chi uccide il coniuge, il partner di un’unione civile o un parente perda automaticamente il diritto di disporre delle spoglie mortali della vittima, decidendo su seppellimento, inumazione o cremazione. Con il via libera, la preclusione assoluta scatterà a partire dall’iscrizione nel registro degli indagati, per evitare il rischio di alterazione delle prove; sarà inoltre vietata la cremazione fino alla sentenza definitiva. La legge è stata pensata in particolare per i casi di femminicidio.

Bongiorno: “Colmato vuoto legislativo”

“Colmiamo un vuoto normativo per cui finora, paradossalmente, l’autore del reato poteva disporre delle spoglie della vittima: un uomo che uccideva poteva decidere se cremare o seppellire il corpo della donna uccisa”, ha spiegato la senatrice Bongiorno, ribadendo la duplice finalità della legge: “Per noi è una norma di civiltà, che vuole evitare un’ulteriore ferita per tante vittime di femminicidio e, al tempo stesso, impedire la dispersione di prove essenziali per mano dell’autore del reato”.

Con il provvedimento, che modifica il codice penale e il regolamento di polizia mortuaria, si impedisce all’autore di femminicidio o di altri reati familiari di decidere sulla salma della vittima, evitando l’alterazione o la distruzione di prove importanti per le indagini e il processo e vietando la cremazione fino al passaggio in giudicato della sentenza definitiva.

La soddisfazione della Lega: “Norma di civiltà”

“Mentre altri fanno polemica, la Lega risponde con i fatti. Nessuna concessione per chi ha le mani sporche di sangue”, ha scritto sui social la Lega, rivendicando la norma che priva i responsabili di femminicidio o di reati commessi in ambito familiare del diritto di disporre delle spoglie della vittima.

“Desideriamo ringraziare l’onorevole Bongiorno che, con un provvedimento di assoluto valore civile e morale, ha voluto cancellare la possibilità che, ad esempio, un marito autore di un femminicidio potesse decidere quale rito funebre (sepoltura o cremazione) dovesse essere adottato per la sua congiunta da lui brutalmente assassinata. Il carnefice, una volta accertata la sua colpa, ha, per noi, un unico diritto: quello di essere condannato dalla Giustizia per l’efferato gesto compiuto nei confronti di una donna innocente”, il commento di Elisa Montemagni e Tiziana Nisini, deputate della Lega, ed Elena Meini, responsabile regionale Enti Locali della Lega Toscana.

Cosa prevede la legge sulle spoglie mortali

Il ddl n. 1261 prevede che, in caso di condanna per alcuni gravi reati commessi contro la vittima, il coniuge, il partner, la parte dell’unione civile o un parente prossimo perda il diritto di decidere sulla disposizione delle spoglie mortali.

La misura si applica per reati come omicidio, maltrattamenti con esito mortale, infanticidio in condizioni di abbandono, omicidio del consenziente, istigazione al suicidio, omicidio preterintenzionale e abbandono di minori o incapaci se ne deriva la morte.

L’articolo 2 prevede invece l’adozione di un successivo regolamento che stabilisce una preclusione assoluta, per gli stessi soggetti indicati nell’articolo 1, all’esercizio di qualsiasi diritto relativo a tumulazione, inumazione o cremazione, a partire dall’iscrizione nel registro degli indagati e fino al passaggio in giudicato di un’eventuale sentenza di assoluzione. 

In caso di procedimento penale per i reati indicati, è inoltre previsto il divieto di cremazione della vittima fino alla sentenza definitiva. Se il procedimento viene archiviato, la cremazione resta vietata per tre anni dal provvedimento, salvo diversa decisione motivata del giudice per le indagini preliminari.

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