04 Mar, 2026 - 16:41

Cosa aspettarsi da "Jumpers - Un salto tra gli animali", il nuovo film Pixar su animali e natura

Cosa aspettarsi da "Jumpers - Un salto tra gli animali", il nuovo film Pixar su animali e natura

Scoppiettante è il primo aggettivo che potrebbe definirlo. Un'avventura eco-consapevole ben inserita nel 2026, con una bella carica di dinamiche avventurose che ci riportano direttamente all'energia di film enormi di casa Pixar come “Up”, “Toy Story 3” o addirittura “Alla ricerca di Nemo”. Questa è la sensazione che si vive un po' durante e dopo la visione di “Jumpers - Un salto tra gli animali”, il nuovo film Pixar diretto da Daniel Chong e prodotto da Nicole Paradis Grindle.

Il film sarà disponibile nelle sale italiane dal 5 marzo 2026.

“Jumpers - Un salto tra gli animali”, trama e temi: natura, tecnologia e crescita 

Al centro della storia c’è Mabel, un’adolescente appassionata di animali e natura che, con nobili intenzioni, sperimenta una nuova tecnologia che "mette questo dentro questo", come dicono i protagonisti del film. La mente umana dentro quella di un robot animale.
La coscienza degli uomini viene trasferita direttamente in animali robotici ultra-realistici, permettendo di vivere e comunicare come loro dall’interno. In questa forma, Mabel si ritrova a incarnare un castoro robotico impegnato a salvare un fragile ecosistema (uno stagno a cui è affezionata da quando era bambina) minacciato da un sindaco senza scrupoli con un progetto edilizio invasivo.

Il film ci fa vedere, estremizzando, come potrebbero (o dovrebbero) andare le cose quando i conflitti tra uomo e natura si fanno sempre più forti.

Ha il pregio di presentarci con molta naturalezza temi importanti con i toni da commedia fantascientifica. C'è la parabola ambientale, il racconto di formazione, e si evita il moralismo un po' forzato che tanto era stato recriminato a casa Disney nel 2022.
Riesce a farci riflettere sulla nostra responsabilità individuale senza appesantirci. L'attivismo e le conseguenze dell’intervento umano sugli habitat restano al centro della narrazione, sì, ma il ritmo leggero è leggerissimo, perfetto per il formato famiglia. Il mantra del film, che ben sintetizza i temi e ci commuove dall'inizio alla fine, è il detto del re dei mammiferi, King George: "siamo tutti sotto allo stesso cielo": basta quello per invitarci a riflessioni più profonde.

Ecco il trailer del film per entrare nel mood:

“Jumpers - Un salto tra gli animali”, il ritorno allo stile Pixar in tutto

A livello di toni, “Jumpers - Un salto tra gli animali” è sorprendentemente energico, ha una struttura narrativa volutamente caotica ed esaltante, ricca di inseguimenti frenetici, svolte imprevedibili e situazioni al limite dell’assurdo, come la comparsa di uno squalo volante, tirato su da centinaia di volatili, chiamato in causa dal “consiglio reale” degli animali. Potremmo definirla una centrifuga, una visione un po' folle delle classiche fiabe dove animali e natura sono i protagonisti. C'è pure chi lo ha definito “Bambi on crack” proprio perché un po' è dolce, un po' è teso e un po' è folle anche dal punto di vista visivo.

Ed è proprio il fronte grafico che, come succede per molti film d'animazione, si rivela il punto forte. Non si può che elogiare la resa dei paesaggi verdi, la cura quasi maniacale della rappresentazione dei dettagli degli animali e la fisicità slapstick delle gag, che ci spalmano sullo schermo il mondo boschivo brulicante di vita, perfettamente credibile nonostante ci sia la forte componente robotica e fantascientifica. Insomma, non c'è niente che stoni, sebbene i rischi fossero veramente alti.

È come se avessimo assistito a un vero ritorno alla forma Pixar: la struttura di un grande classico per via dell'idea originale, il ritmo, la capacità di parlare a più livelli di pubblico e di dare voce a personaggi che non ne hanno: come succedeva per i giocattoli di “Toy Story” o le formiche di “A Bug's Life”.

Personaggi, umorismo e cosa aspettarsi al cinema

Poi, la grandezza dei personaggi. C'è sicuramente l'elemento moderno rappresentato da Mabel: l'eroina attivista, empatica, col senso della giustizia alle stelle.

Attorno a lei si muove il re dei castori, che è comico quanto saggio, aperto, colui che crede ancora che negli umani ci sia del buono, che possano effettivamente riprendere coscienza.

Ancora, gli animali che fuggono da habitat distrutti, il sindaco opportunista che impara a sue spese il valore dell’ambiente e perfino predatori “reclutati” per ristabilire l’ordine naturale.

Al cinema possiamo aspettarci soprattutto un umorismo fisico con battute sagaci, che legano volutamente la tecnologia agli istinti animali, quelli della natura. Le scene d'azione sono divertentissime e coinvolgenti, soprattutto nel finale.
E ancora una volta, per tutti percepibile, il messaggio del film sulla necessità di rispettare ecosistemi e comunità, veicolato attraverso la storia che valorizza l'empatia e la collaborazione "di più specie" che hanno una responsabilità verso i più vulnerabili. Non importa che siano umani o animali.

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