Il Governo ammette la presenza di possibili speculazioni sui prezzi energetici, soprattutto sui carburanti, e annuncia di essere già al lavoro per varare contromisure immediate. A confermare "l'attività speculativa", ai microfoni di Sky TG24, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Il costo dell’energia è ingiustificato in questo momento”, ha osservato il ministro, ricordando come le conseguenze della guerra in Iran “ci saranno tra un mese, perché il gas e il petrolio che abbiamo sono quelli di scorta”. “La speculazione c’è e la vedono tutti”, hanno ribadito le organizzazioni di categoria dei gestori dei benzinai, Faib e Fegica.
Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di un incontro dedicato proprio all’andamento dei mercati energetici, rassicurando sul monitoraggio continuo della situazione da parte del Governo. “Allo stato attuale il prezzo è sotto i 2 euro”, ha detto Urso, sottolineando “l’aumento di qualche centesimo, ben lontano da quello che si verificò dopo l’invasione della Russia in Ucraina, quando i prezzi balzarono a 2,25”.
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, sulla rete ordinaria la benzina viaggia in media a 1,744 euro al litro in modalità self-service e 1,879 al servito, mentre il diesel si attesta a 1,867 euro al litro self-service e 1,996 al servito. Più marcati i rincari in autostrada, dove la benzina è venduta a 1,836 euro al litro self (2,092 al servito), mentre il gasolio si attesta a 1,949 euro al litro self (2,206 al servito).
I casi di speculazione, hanno rassicurato Urso e Tajani, sono stati già segnalati alla Guardia di Finanza, oltre che alle altre autorità competenti come Arera. “Il monitoraggio riguarda i distributori”, ha precisato il ministro delle Imprese.
Le organizzazioni di categoria dei gestori, Faib e Fegica, sono intervenute sul punto prima della riunione della Commissione ministeriale di intervento rapido convocata dal ministro Urso, per sottolineare come la responsabilità della speculazione non possa essere addebitata ai gestori.
“Non è credibile che alle primissime fibrillazioni dei mercati internazionali corrisponda l’immediata e violenta reazione dei listini dei carburanti”, hanno affermato, sottolineando come l’industria petrolifera continui “a nascondersi dietro i soliti ‘numerelli’ del Platts, del Brent e del WTI” per giustificare i rincari.
“Il ministero ha tutti gli strumenti normativi per tornare temporaneamente, considerata l’emergenza, da una parte a un regime di prezzi controllati e, dall’altra, al meccanismo dell’accisa mobile, per ridurre le accise in funzione del maggior gettito IVA non previsto registrato con gli aumenti dei prezzi di questi giorni”, la conclusione delle due organizzazioni.
Contro la speculazione sui beni energetici si è attivato anche il Codacons, che ha annunciato di essere pronto a presentare denunce presso tutte le Procure italiane per eventuali manovre speculative su merci e per il reato di aggiotaggio, in base all’articolo 501-bis del codice penale. Allo stesso tempo, l’associazione ha chiesto al Governo di intervenire sulle speculazioni, fermandole sul nascere attraverso l’introduzione della definizione di prezzo “anomalo”.
La fattispecie, “prevista dalla legge 231 del 2005 ma mai attuata dal nostro Paese”, ha spiegato l’associazione di tutela dei consumatori, “vieta gli aumenti eccessivi dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare”.
“Il Governo deve estendere la norma a tutti gli altri comparti, compresi i carburanti, definendo in modo preciso il ‘prezzo anomalo’, ossia la percentuale massima di aumento dei listini oltre la quale scatta l’illecito sanzionabile in base alle leggi dello Stato”.
Il rischio di speculazione, d’altronde, era stato già evocato ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua intervista a RTL 102.5.
“Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e dei generi alimentari”, ha spiegato Meloni, sottolineando come il Governo si sia già attivato con il presidente di Arera, “che ha già messo in campo i meccanismi necessari a evitare fenomeni speculativi e ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas”.
“Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta a chi cerca di speculare” ha infine sottolineato la premier, aprendo anche alla possibilità di "reagire aumentando le tasse ad aziende che eventualmente dovessero speculare per rimettere i proventi sul taglio delle bollette"
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