06 Mar, 2026 - 15:26

Famiglia nel bosco, il Tribunale dell’Aquila dispone l’allontanamento della madre. È polemica

Famiglia nel bosco, il Tribunale dell’Aquila dispone l’allontanamento della madre. È polemica

Nuovo delicato passaggio nella vicenda della “Famiglia nel bosco”. Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di allontanare Catherine Trevallion, la mamma dei tre bambini, dalla casa famiglia nella quale era ospitata insieme ai suoi figli. A confermare la decisione del tribunale è stato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, che, visibilmente irritato, ha sottolineato “la sensibilità elevata” di una simile decisione.

Contro il provvedimento si è espressa anche Marina Terragni, Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, chiedendo che venga sospeso in attesa di un ulteriore “approfondimento medico indipendente” che valuti le conseguenze del trasferimento della madre sui bambini, che rimarrebbero soli nella casa famiglia, con il rischio di “un ulteriore trauma dopo la separazione dal padre”.

I dubbi dell’Autorità garante per l’Infanzia

Come ricordato dall’Autorità garante, solo qualche settimana fa “una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori”, indicando l’indispensabile ripristino di “una consuetudine nella situazione affettiva”. Un auspicio che, sottolinea Marina Terragni, sembra non essere stato ascoltato, ma che anzi sembra aver mosso il Tribunale “nella direzione contraria”.

“Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda”, ha commentato Marina Aiello, una delle psicologhe del team di periti della famiglia nel bosco. “È una decisione che ci terrorizza”.

Malan (FdI) annuncia legge contro allontanamenti familiari

Sulla decisione è intervenuta anche la politica. Sui social, la Lega ha parlato di “una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza” e ha annunciato la richiesta di un’ispezione urgente al Ministero della Giustizia.

Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha descritto di “decisione inquietante” da parte del Tribunale dei minori dell’Aquila, arrivata dopo che, da “settantotto giorni, i tre piccoli sono costretti contro la loro volontà e contro quella dei genitori in una struttura a loro del tutto estranea e possono vedere il padre con limitazioni analoghe a quelle dei detenuti”.

“Ora li si vuole privare anche della presenza della madre”, ha poi aggiunto Malan, annunciando l’intenzione di presentare un disegno di legge “per chiarire ulteriormente e in modo stringente quanto le norme, anche internazionali, prevedono già oggi: che l’allontanamento dalla famiglia deve essere attuato solo come ultima risorsa e solo per gravi motivi, di certo non per quell’ostilità ideologica verso la famiglia che tante volte si coglie in queste vicende”.

I commenti dal mondo Pro Vita

Di “decisione assurda dei giudici” ha parlato anche sui suoi canali social l’associazione Pro Vita. “Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha scelto di perseverare sulla linea della separazione, in barba a tutti gli appelli di ricongiungimento arrivati dai legali della famiglia, dalla Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e da diversi esperti”, ha sottolineato l’associazione ultracattolica pro life, avanzando l’ipotesi che tale misura “sproporzionata” sia motivata da “ragioni di natura ideologica”.

“Non bastava aver tolto il padre. Ora tolgono anche la madre. Secondo me è in corso un inqualificabile prova di forza. E non farà bene a quei bambini”, il commento dell’ex senatore Simone Pillon.

“Avevo scritto: non osino. Hanno osato”, il commento di Mario Adinolfi, che sui social ha parlato di “provvedimento criminale che ora richiede l’immediato intervento del governo, di Carlo Nordio e della donna madre cristiana”, con riferimento a Meloni. Adinolfi ha poi sollecitato, non senza vena polemica, anche l’intervento “della Chiesa, visto che la casa famiglia da cui Catherine verrà allontanata è dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto”.

 

 

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