09 Mar, 2026 - 13:00

Accise mobili, scontro tra Meloni e Schlein: proposta del Pd o misura già allo studio?

Accise mobili, scontro tra Meloni e Schlein: proposta del Pd o misura già allo studio?

Non si allenta il pressing delle opposizioni sul governo in merito alla questione dell’aumento delle materie prime energetiche (benzina e gasolio).

Un pressing che sta assumendo sempre di più i contorni di un duello – combattuto a suon di dichiarazioni ufficiali - tra Giorgia Meloni e Elly Schlein.  Il Partito Democratico rivendica come propria la proposta di ricorrere al meccanismo delle accise mobili.

La presidente del Consiglio, tuttavia, fa sapere ai microfoni della trasmissione “Fuori dal Coro” che, in realtà, il governo stava già valutando da giorni il ricorso a tale misura. 

Di contorno il battage dei leader del fronte progressista che attacca il governo di aver già aumentato le accise prima dell’inizio della crisi, mentre gli attacchi israeliani sui depositi di carburante in Iran continuano a fomentare i mercati petroliferi internazionali.

Anche questa mattina, all’apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, per sfiorare poi i 119 e assestarsi poco sopra i 108: non superava i 100 dollari da luglio 2022.

Accise mobili, la proposta di Elly Schlein e la rivendicazione del Pd

Nell’intervista rilasciata sabato al Tg2, la segretaria del Pd, Elly Schlein, aveva proposto di usare il meccanismo dell’accisa mobile per far fronte all’aumento del prezzo della benzina.

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Con la benzina che ha avuto degli aumenti stellari, aumentano gli extraprofitti di chi la vende, ma anche il gettito Iva per lo Stato. Noi proponiamo al governo di usare subito quell'extra gettito Iva per restituirlo ai cittadini abbattendo le accise per tutti: si chiama accisa mobile, anche il governo del 2023 ha riadattato questo strumento. Ora è il momento di utilizzarlo. 

In una nota diffusa nelle ultime ore, poi, Schlein ha precisato:

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Prendo atto delle parole di apertura del ministro dell’Economia rispetto alla proposta del Partito democratico. Adesso Giorgia Meloni dalle parole passi ai fatti perché bisogna proteggere famiglie e imprese dalle conseguenze economiche di questa guerra”.

La ‘primogenitura’ della proposta viene rivendicata anche da altri esponenti del PD.

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Meglio tardi che mai. Prendiamo atto della disponibilità del governo ad accogliere la proposta avanzata dalla segretaria del Pd Elly Schlein per contenere il prezzo dei carburanti. Vigileremo su una pronta attuazione della riduzione delle accise già nei prossimi passaggi parlamentari”,

si legge in una nota firmata da Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Camera dei deputati e al Senato.

Il presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, ha sottolineato la necessità di attuare la proposta di Schlein nell’interesse del Paese.

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“Il ministro Giorgetti ha aperto alla proposta della segretaria Schlein sulle accise mobili, ci aspettiamo ora piena attuazione e un sostegno da parte della presidente del Consiglio Meloni e di tutte le forze di governo”.

La replica di Giorgia Meloni: “Il governo stava già lavorando alla misura”

Giorgia Meloni, tuttavia, non è disposta a lasciare alla leader del centrosinistra il merito di un eventuale sgravio sul costo dei carburanti e ieri sera, intervenendo al programma di Mario Giordano, su Rete Quattro ha chiarito che, in realtà, il governo stava già lavorando sulla misura proposta ‘anche’ dall’opposizione.

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Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell'opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo. 

La presidente del Consiglio ha anche annunciato a partire da oggi una task force sul problema dell’energia. 

Sul fronte prezzi,

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l'Autorità dell'energia ha attivato una task force, credo che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell'energia. Il ministro Urso ha messo al lavoro quello che noi chiamiamo 'mister Prezzi', cioe' il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano aumenti ingiustificati, in particolare sulla benzina e sui generi alimentari. 

Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani che ha ribadito l’impegno del governo contro la speculazione sui prezzi dell’energia. 

Accise e benzina alle stelle: M5S e Italia Viva smascherano il governo Meloni

Attacchi al governo sul fronte del caro energia arrivano anche dal Movimento 5 Stelle e da Italia Viva concordi nell’accusare l’esecutivo di Meloni di aver alzato le accise sui carburanti già da prima dell’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran.

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Peccato che nel frattempo il governo abbia alzato le accise sul diesel proprio nel momento peggiore, quando famiglie e imprese sono già sotto pressione. Il paradosso è evidente: il governo aumenta le accise e poi attiva un meccanismo — introdotto addirittura da Bersani quando era ministro dello Sviluppo economico — che interviene 90 giorni dopo. Un cane che si morde la coda.”

Dice il vicepresidente del M5S, Stefano Patuanelli, che poi conclude: 

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“Una politica dei carburanti che gira su se stessa. Nel frattempo i prezzi sono già saliti e continueranno a propagarsi lungo tutta la filiera, fino al carrello della spesa, che da tempo è fuori controllo. Ridurre le accise serve davvero, ma in modo strutturale. 

Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, muove la stessa accusa al governo.

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E' evidente che ci saranno ricadute (sul costo del petrolio - ndr). Ma deriva dal fatto che il governo ha aumentato il costo del gasolio, le accise, ben prima della guerra in Iran. Sappiate quindi che con gli aumenti non c'entra niente la guerra in Iran ma c'entrano le scelte del governo. 

Ha detto Renzi ad Rtl per poi aggiungere:

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Aumenta il costo del carburante e parte il giochino mediatico degli influencer di Palazzo Chigi: stop agli speculatori. Qualcuno avrà il coraggio di dire che a gennaio 2026, PRIMA della guerra, Giorgia Meloni ha aumentato le accise di circa 600 milioni di€? Se la premier vuol…— Matteo Renzi (@matteorenzi) March 9, 2026

"Il primo gennaio è scattata la nuova legge di bilancio e c'è stato un aumento complessivo del gettito di 612 milioni di euro: le accise, che contrariamente alle promesse non sono state eliminate, sono addirittura state aumentate prima della guerra". 

 

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