09 Mar, 2026 - 16:53

Perché Calenda ha cancellato ChatGPT: lo scontro politico sull'AI dietro il gesto

Perché Calenda ha cancellato ChatGPT: lo scontro politico sull'AI dietro il gesto

Carlo Calenda ha cancellato la sua iscrizione a ChatGPT. "L'ho fatto per scelta politica", ha spiegato il senatore e leader di Azione. "OpenAI ha scelto da che parte stare: quella dell’abuso di potere, della sorveglianza indiscriminata, dell’utilizzo dei dati senza controllo." In altre parole: "Dalla parte di Trump".

Il riferimento di Calenda è allo scontro tra il Pentagono e la Casa Bianca e la startup americana di intelligenza artificiale Anthropic, guidata da Dario Amodei. Quest’ultima, resistendo alle pressioni governative sui limiti etici dell’AI, è stata scavalcata dalla concorrente OpenAI, guidata da Sam Altman, che ha approfittato della situazione per siglare un’intesa con la Difesa americana.

La questione, centrale negli Stati Uniti, è stata poco dibattuta in Italia. Eppure è di cruciale importanza per il dibattito sui futuri sviluppi dell’IA e sulle implicazioni dell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nelle nostre democrazie.

Lo scontro tra Pentagono e Anthropic 

Per capire il significato della scelta di Calenda, che in un video oggi ha spiegato di aver cancellato ChatGPT, bisogna fare un passo indietro, tornando allo scontro che nelle ultime settimane ha opposto la Casa Bianca al colosso dell’AI Anthropic.

Il terremoto si è originato quando Anthropic ha rifiutato di soddisfare le richieste del Pentagono, che aveva fatto pressioni per rimuovere alcuni limiti del modello Claude, utilizzato dalle forze armate statunitensi. I limiti, in particolare, riguardavano l’uso indiscriminato dell’AI nei contesti di guerra e l’impiego in attività di sorveglianza di massa.

La mossa di OpenAI

Di fronte al rifiuto di Anthropic di aderire alle richieste del Pentagono, il presidente Donald Trump ha reagito duramente, minacciando di interrompere i contratti con la società e accusandola di essere “woke” e di mettere a rischio la sicurezza nazionale. Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha risposto con fermezza, annunciando una causa contro gli Stati Uniti e ribadendo la volontà di non violare i principi etici, nonostante le pressioni presidenziali.

Della situazione ha approfittato OpenAI, guidata da Sam Altman, che nelle stesse ore dello scontro – anche mediatico – tra Pentagono e Anthropic ha annunciato un’intesa con la Difesa americana, scavalcando il rivale ed ex socio e entrando direttamente nel business.

Le parole di Sam Altman

Per giustificare la mossa, Sam Altman ha spiegato di aver accettato la richiesta del Pentagono di utilizzare il suo modello AI per “usi limitati a quanto legalmente ammesso” — formula, neanche a dirlo, molto ampia — ottenendo però l’impegno della Difesa a rispettare alcune "limitazioni tecniche".

Una giustificazione che, di fatto, ha un sapore più politico che tecnico, visto che da tempo OpenAI è considerata vicina alle posizioni dell’amministrazione Maga di Donald Trump e che i limiti all’uso dell’AI nella legislazione americana sono estremamente ampi.

Perché Calenda ha abbandonato ChatGPT

Ecco spiegato, dunque, il contesto per cuio Calenda ha annunciato la decisione di interrompere l’utilizzo di ChatGPT. 

"ChatGPT ha autorizzato il governo americano a utilizzare la sua forza di calcolo per fare quello che gli pare", ha spiegato il senatore, sottolineando la pericolosità di alcuni modelli di AI — in particolare quelli sviluppati da Palantir, di Peter Thiel — che possono essere impiegati per forme di controllo sociale, anche attraverso calcoli predittivi, molto rischiose. 

"Solo un modello ha detto no: Claude", ha aggiunto Calenda. "Io penso sia un segnale importante annullare l'abbonamento a ChatGPT", ha concluso, motivando il gesto ed esprimendo apprezzamento per la posizione etica di Amodei e di Anthropic.

L’appello all’Europa perché costruisca la propria AI

Motivando la sua scelta, Calenda ha poi dedicato una riflessione al ruolo dell’Europa. "Come in moltissimi altri settori, anche sulle infrastrutture digitali noi europei continuiamo ad appaltarne costruzione e gestione. E non solo restiamo indietro dal punto di vista economico e competitivo, ma mettiamo anche a rischio la nostra sicurezza.

L’Europa ha tutto per costruire una propria IA e per essere sovrana. Manca solo la volontà politica. È il momento di trovarla".

 

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