Si è tolto la vita in ospedale il 39enne arrestato dopo aver accoltellato e tenuto in ostaggio una donna all'interno di un autobus a Napoli, mentre transitava su via Simone Martini. L'uomo era ricoverato nel reparto di psichiatria del San Giovanni Bosco: il suicidio è avvenuto nella serata di ieri, lunedì 9 marzo 2026.
È l’epilogo drammatico di una vicenda che ha scosso il quartiere Vomero e l'intera città.
L’uomo, già in cura per problemi psichiatrici, si trovava piantonato nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco. Si è impiccato con un lenzuolo.
Secondo quanto si apprende, dopo il fermo aveva già tentato un gesto di autolesionismo sia in caserma dopo l'arresto, dove si era colpito con una chiavetta USB, sia durante la permanenza nel carcere di Poggioreale, dove si era ferito lanciandosi contro una parete.
Per questo motivo, era stato trasferito nella struttura ospedaliera.
Lo scorso 5 marzo, nel cuore del quartiere Vomero di Napoli, l'uomo aveva sequestrato una donna di 32 anni a bordo di un autobus della linea C32 e l'aveva accoltellata più volte, senza alcun motivo. Quindici minuti di terrore. La vittima, un'avvocata, aveva riportato ferite al volto e alle braccia, curate all'ospedale Cardarelli.
Le forze dell'ordine erano riuscite poi a distrarre e bloccare il 39enne, trascinandolo via anche dalla folla che, nel frattempo, aveva circondato il mezzo del trasporto pubblico. Ai carabinieri aveva dichiarato di voler attirare l'attenzione del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.
Il fermo era stato convalidato ieri dal giudice per le indagini preliminari, come riferisce Il Corriere del Mezzogiorno: l'uomo era apparso a tratti lucido e a tratti smarrito, sostenendo di non ricordare i momenti relativi all'aggressione. Aveva risposto solo ad alcune domande. In serata il tragico gesto.
La salma resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali.
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