L'ipotesi di aprire nuovamente all'acquisto di gas e petrolio russo come conseguenza della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran fa litigare il centrodestra.
La Lega, infatti, sarebbe favorevole ad un allentamento delle sanzioni sul petrolio russo proposto dal presidente americano Donald Trump, mentre resta fermamente contrario Forza Italia. Fratelli d'Italia al momento non interviene, mentre Futuro Nazionale di Vannacci accusa il centrodestra.
Il tema è da giorni al centro del dibattito politico italiano ed europeo. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz a seguito della crisi scaturita dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, il ricorso all'acquisto di gas e petrolio russi è considerata da molti come la soluzione migliore all'attuale crisi energetica e all'aumento dei prezzi dei carburanti.
Una scelta che, tuttavia, ha implicazioni politiche poiché le sanzioni sono state imposte a Mosca a seguito dell'invasione dell'Ucraina nel 2022 come deterrente e per diminuire la disponibilità economica del governo russo.
Ecco perché la proposta di Donald Trump sta agitando in maniera così profonda il dibattito politico italiano ed europeo.
Nel centrodestra italiano la questione delle sanzioni alla Russia è sempre stato un elemento di divisione.
Lo è diventato anche questa volta. Ieri il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato favorevolmente la decisione del presidente USA di allentare le sanzioni nei confronti del petrolio russo, definendola una "scelta pragmatica" e invitando l'Italia e l'Europa a "prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica".
Parole che non sono piaciute all'altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha preso le distanze dal leader della Lega:
Ovvero: le sanzioni alla Russia devono essere 'assolutamente' mantenute e che l'Italia è stata tra i Paesi promotori della misura per spingere Mosca ad un cessate il fuoco.
Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni al momento non intervengono ufficialmente sulla questione, che tuttavia è inevitabilmente sul tavolo del confronto interno alla coalizione, anche perché il tema della della crisi energetica e dell'aumento del costo della benzina morde alle caviglie dell'esecutivo.
A mettere ulteriore carne a cuocere è Futuro Nazionale di Vannacci. Il deputato Rossano Sasso (ex Lega) ha criticato le diatribe nella maggioranza parlando di "ennesima messa in scena".
Dice Sasso che poi attacca il suo ex partito:
Lo scontro intestino al centrodestra non è sfuggito all'opposizione che ha immediatamente evidenziato le divisioni.
Per il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, Salvini e Tajani "vanno per conto proprio" , mentre Giorgia Meloni sceglie il silenzio.
conclude Faraone.
ha dichiarato, invece, Osvaldo Napoli della segreteria nazionale di Azione.
Ha dichiarato Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Politiche europee.
Ma anche il centrosinistra ha le sue grane. Nel campo largo, infatti, il M5S rappresenta una voce fuori dal coro e che si trova sulla stessa posizione della Lega, considerando la questione come un fatto di sopravvivenza economica.
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