16 Mar, 2026 - 08:48

Oscar 2026 di polemiche da "One Battle After Another" a "Golden": cosa è successo

Oscar 2026 di polemiche da "One Battle After Another" a "Golden": cosa è successo

Gli Oscar non sono mai stati soltanto cinema. Ogni anno, accanto alle statuette dorate, arrivano inevitabilmente polemiche, discorsi infuocati e momenti destinati a far discutere il pubblico per settimane. E la cerimonia del 2026 non ha fatto eccezione.

Anzi. È stata una delle edizioni più politiche e controverse degli ultimi anni. 

Tra premi che hanno diviso la critica, discorsi interrotti in diretta e dichiarazioni che hanno toccato temi sociali e politici delicatissimi, la notte degli Academy Awards ha avuto un ritmo serrato.

Il film "One Battle After Another" ha trionfato come Miglior Film, ma il dibattito sulla rappresentazione razziale ha acceso il backstage. Nel frattempo la canzone "Golden", primo brano K-pop a vincere un Oscar, ha fatto storia ma anche discutere per un momento imbarazzante durante il discorso dei vincitori.

E come se non bastasse, la cerimonia ha avuto un tono fortemente politico, tra riferimenti alle tensioni internazionali e frecciate ai leader mondiali. Insomma: gli Oscar 2026 sono stati uno spettacolo dentro e fuori dal palco. Ecco tutto quello che è successo nella notte più magica del cinema.

Oscar 2026: le polemiche su "One Battle After Another"

Il trionfo della serata è stato senza dubbio "One Battle After Another", il film diretto da Paul Thomas Anderson che ha conquistato tre premi importanti, tra cui Miglior Film e Miglior Regia.

Il film racconta la storia di un gruppo anarchico che sfida un sistema repressivo e segue le vicende di Willa, una giovane donna che decide di continuare la lotta contro le ingiustizie.

La trama si apre con un’azione clamorosa: il gruppo guidato dai personaggi interpretati da Leonardo DiCaprio e Teyana Taylor irrompe in un campo di detenzione controllato dai militari per liberare i prigionieri.

Il racconto si sviluppa tra tensioni politiche, drammi personali e ideali rivoluzionari. Il finale è volutamente aperto: Willa parte per continuare a combattere le "forze del male", simbolo di una battaglia che non si conclude mai davvero.

Ma proprio il modo in cui il film ha rappresentato alcuni personaggi, in particolare quello interpretato da Teyana Taylor, ha acceso il dibattito. Alcuni critici hanno parlato di una rappresentazione problematica delle donne nere e di temi razziali gestiti in modo controverso.

Durante il backstage degli Oscar, Paul Thomas Anderson ha risposto alle domande senza evitare l’argomento. "È complicato. Sapevamo fin dall’inizio che stavamo cercando di raccontare qualcosa di complesso", ha spiegato il regista.

Secondo Anderson, il personaggio di Taylor è volutamente imperfetto: una rivoluzionaria che prende decisioni sbagliate e che deve fare i conti con problemi personali e con la depressione post-parto. "È pericoloso quando si parte con l’idea di cambiare il mondo e poi si diventa egoisti", ha detto il regista, sottolineando che il film vuole raccontare proprio questa ambiguità morale.

Nonostante le polemiche, il successo al botteghino è stato notevole: il film ha incassato circa 210 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando uno dei titoli più visti della carriera di Anderson.

Il caso "Golden": il discorso interrotto in diretta

Se c’è stato un momento davvero surreale durante la cerimonia, è stato quello legato alla canzone "Golden". Il brano del film animato "KPop Demon Hunters" ha fatto storia diventando la prima canzone K-pop a vincere l’Oscar come Miglior Canzone Originale.

Il team di autori - composto da EJAE, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seo e Teddy Park - è salito sul palco visibilmente emozionato per ritirare la statuetta.

Ma mentre Lee stava iniziando a parlare, la trasmissione televisiva è stata improvvisamente interrotta per la pubblicità. Un taglio netto che ha lasciato i presenti increduli e ha fatto rapidamente il giro dei social. Nel backstage gli autori hanno poi completato il loro discorso, spiegando cosa avrebbero voluto dire in diretta.

"Ci sentiamo incredibilmente grati e onorati. È stato un grande lavoro di squadra", ha dichiarato EJAE. Il cantante ha anche rivelato che avrebbe voluto ringraziare le artiste Rei Ami e Audrey Nuna, che hanno partecipato alla performance del brano nel film.

Anche Sonnenblick ha aggiunto un pensiero importante: secondo lui il significato della canzone è legato all’idea di collaborazione e fiducia: "Una parte della storia parla di imparare a fidarsi di qualcuno che ti è stato insegnato a temere".

Oscar 2026 più politici tra discorsi e attacchi

Un altro elemento che ha reso questa edizione degli Oscar particolarmente discussa è stato il forte tono politico della cerimonia. Il conduttore Conan O’Brien ha aperto lo spettacolo con un discorso piuttosto serio: "Questi sono tempi molto caotici e spaventosi".

Secondo O’Brien, proprio per questo il cinema e gli Oscar hanno una risonanza speciale: rappresentano collaborazione, resilienza e ottimismo. Durante la serata, diversi artisti hanno fatto riferimento alle tensioni internazionali e alla situazione politica globale. Alcuni interventi hanno parlato di libertà di parola, altri hanno citato conflitti e crisi diplomatiche.

Particolarmente forte è stato il discorso del regista Joachim Trier, premiato per il Miglior Film Internazionale con "Sentimental Value". Nel ringraziare l’Academy, ha citato lo scrittore James Baldwin: "Tutti gli adulti sono responsabili di tutti i bambini", ha detto Trier, aggiungendo che non si dovrebbero votare politici che non prendono sul serio questa responsabilità.

Il riferimento è stato interpretato da molti come una critica implicita alle politiche globali contemporanee. Anche altri momenti hanno avuto un tono politico: alcuni presentatori hanno parlato apertamente di guerra e diritti civili, mentre alcuni comici hanno inserito battute pungenti nei loro interventi.

L’In Memoriam scatena la rabbia dei fan

Come spesso accade, un’altra polemica è esplosa dopo la cerimonia, questa volta legata al segmento "In Memoriam".

Molti spettatori hanno notato l’assenza di diversi attori e personalità del cinema scomparsi nell’ultimo anno. Tra i nomi che non sono comparsi nel tributo figurano Brigitte Bardot, James Van Der Beek e Robert Carradine.

L’Academy non ha dato spiegazioni dettagliate, ma in passato ha sostenuto che il segmento televisivo ha limiti di tempo e che alcuni nomi vengono comunque ricordati sul sito ufficiale degli Oscar. Questa giustificazione, però, non ha convinto molti fan, che sui social hanno accusato l’organizzazione di dimenticare figure importanti del cinema.

Non è la prima volta che accade: anche l’edizione precedente degli Oscar era stata criticata per omissioni simili.

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