16 Mar, 2026 - 10:25

“One Battle After Another” è una storia vera? Dal libro al caos negli USA per la rielezione di Reagan

“One Battle After Another” è una storia vera? Dal libro al caos negli USA per la rielezione di Reagan

“One Battle After Another” non è tratto da una storia vera ma è liberamente ispirato al romanzo "Vineland" di Thomas Pynchon. Il film di Paul Thomas Anderson che ha stravinto agli Oscar 2026 racconta fatti reali ed è ambientato in un contesto storico ben preciso, anche se i personaggi della pellicola non sono realmente esistiti. 

Scopriamo insieme tutti i dettagli e i retroscena legati al thriller politico d'azione del 2025 con Leonardo DiCaprio nei panni del protagonista. Tra satira socio-politica, inseguimenti action mozzafiato e colpi di scena, la pellicola rimanda al periodo delle tensioni reaganiane che hanno stravolto l’America negli anni Ottanta. Pronti a scoprire un'America divisa tra ribellione e repressione?

 

“One Battle After Another” è una storia vera? “Vineland”, il libro dietro il film

Per i curiosi che si stessero chiedendo se “One Battle After Another” è ispirato a una storia vera oppure no, la risposta è no. Nel senso che il film di Paul Thomas Anderson non racconta una vicenda realmente accaduta ma parla di fatti reali e di un contesto storico ben preciso.

Il film è una libera trasposizione cinematografica del romanzo “Vineland” scritto da Thomas Pynchon e pubblicato nel 1990. Si tratta di un'opera cult che esplora il post-Sessantotto americano, la voglia di ribellione di una parte della popolazione e gli scontri con i conservatori. Il tutto rigorosamente condito con satira tagliente e un black humor. 

Paul Thomas Anderson ha aggiornato l'ambientazione di Pynchon dagli anni '80 al presente, incorporando elementi come le retate dell’ICE e i nazionalisti cristiani per rendere il racconto profetico ed estremamente attuale. Il libro originale, ambientato nel 1984 – anno della rielezione di Ronald Reagan – ritrae ex hippie braccati dal governo federale, simboleggiando il passaggio dalla controcultura alla restaurazione conservatrice.

Pynchon, maestro del postmoderno, non basa "Vineland" su eventi biografici specifici, ma su un collage di storia americana: dalla repressione post-Watergate alla "guerra alla droga" reaganiana, che ha alimentato divisioni sociali e la paranoia contro il sistema. 

Anderson amplifica questo caos, trasformando personaggi come il colonnello Brock Vond (qui Steven Lockjaw) in un villain trumpiano, collegando il "caos per la rielezione di Reagan" con scandali e tensioni odierne dettate da temi scottanti come l’immigrazione e le milizie del Presidente.

Cosa ha significato per gli USA il secondo mandato di Reagan?

Il secondo mandato di Ronald Reagan (1985-1989), il presidente ultraconservatore rieletto negli USA nel 1984, ha segnato un punto molto delicato della storia degli Stati Uniti, tra trionfi economici e ombre controverse che riecheggiano anche nel film di Paul Thomas Anderson. 

Quel periodo, tra tagli fiscali per i ricchi e dal ridimensionamento del welfare, ha stimolato la crescita del PIL americano, ma ha anche fatto esplodere il debito pubblico e creato disuguaglianze tra la popolazione. Tutti effetti che possiamo vedere ancora oggi e che ricordano - senza troppi giri di parole - il governo dell’attuale presidente Donald Trump.

Quel caos al tempo - proprio come oggi - ebbe effetti anche sulla politica estera: sì, Reagan con il suo operato accelerò la fine della Guerra Fredda, ma quell’approccio aggressivo generò un enorme caos. 

Il modus operandi di Reagan creò un clima di terrore e nemici immaginari anche laddove non esistevano, rompendo così il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini per via delle lobby e dei giochi di potere emersi da innumerevoli dossier. 

Per quanto riguarda il livello sociale, la "guerra alla droga” di Reagan più che risollevare lo “spirito cristiano” ha criminalizzato intere comunità, alimentando razzismo e xenofobia, temi centrali sia in "Vineland" sia “One Battle After Another”.

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