Per molti spettatori, il momento in cui si ricordano e si dà omaggio ai volti di chi ci ha lasciato è il più emotivo della notte degli Oscar. Quest’anno, però, per una fetta enorme di pubblico quel momento è stato oggetto di profonda frustrazione e delusione: nessun tributo a James Van Der Beek.
L’attore di “Dawson’s Creek”, morto l’11 febbraio 2026 a 48 anni dopo una battaglia contro un tumore al colon, era considerato da tanti una presenza obbligata nel tributo, proprio perché la sua scomparsa è recentissima e ha colpito almeno due generazioni di spettatori, entrambe cresciute con il suo volto in TV.
E non parliamo solo dell’iconico Dawson Leery, protagonista della serie tv: Van Der Beek, nel tempo, era diventato una sorta di meme vivente, dal celebre “crying face” alle sue partecipazioni ironiche in serie e reality, sempre pronto a giocare con la propria immagine.
Si è molto divertito anche col suo personaggio principale, Dawson, che è comparso in un cameo all'interno del film horror-parodia “Scary Movie”, insieme alla theme song della serie, “I Don't Want to Wait.”
Per questo, quando la carrellata di nomi dell’In Memoriam è finita senza che vi fosse neppure un riferimento all'attore, il primo istinto dei fan è stato l’incredulità.
Su X e Instagram in molti hanno raccontato di essersi messi a registrare il segmento solo per “aspettare James”, convinti che l’Academy avrebbe trovato il modo di inserirlo, nonostante fosse morto a ridosso della cerimonia. Alcuni commenti, rilanciati anche dai media statunitensi, parlano proprio di un vero e proprio tradimento nei confronti del pubblico così affezionato all'attore: dopo aver pianto la sua morte poche settimane fa, ritrovarsi senza un saluto ufficiale sul palco degli Oscar è sembrato a tanti un vero colpo basso.
Ma è vero che James Van Der Beek non è stato in alcun modo ricordato dall'Academy? Scopri tutto in questo articolo, insieme alle altre polemiche.
In molti sottolineano anche il fatto che Van Der Beek è più di una semplice icona televisiva, visto che ha avuto una carriera cinematografica non trascurabile, da “Varsity Blues” in poi.
Proprio per questo la sua esclusione viene letta come l’ennesimo segnale di quanto sia sottile e ingiusta la linea che separa chi merita il posto nel montaggio rispetto a chi non lo riceve.
Il risultato è che, a poche ore dalla cerimonia, il cordoglio per la morte di James Van Der Beek e la frustrazione per la sua assenza dall’In Memoriam si sono fusi in un unico grande racconto collettivo: quello di un attore che, anche dopo la scomparsa, continua a essere difeso a spada tratta da una community affezionata, pronta a ricordarlo anche quando l’Academy ha scelto di non farlo. E, forse, per questo, il suo ricordo è più vivo che mai.
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