Maria Antonietta Cutillo aveva appena 16 anni quando morì fulminata nella vasca da bagno, nella sua abitazione di Montefalcione, in provincia di Avellino: era il 2 maggio 2023. In quel momento era in videochiamata con un'amica.
A distanza di quasi tre anni dalla tragedia, è stato richiesto il rinvio a giudizio per sei persone: si tratta di tre importatori di origine cinese, due imprenditori italiani e il titolare di un esercizio commerciale irpino.
Secondo quanto emerso nelle indagini, il caricabatterie a cui era collegato il telefono non era a norma.
Mentre Maria Antonietta Cutillo stava facendo il bagno, il suo cellulare - collegato al caricabatterie inserito nella presa di corrente - è finito nell'acqua. A causare il decesso della giovane, secondo l'autopsia, era stata una scarica elettrica.
Per le sei persone indagate è stato chiesto il rinvio a giudizio dal pm Cecilia De Angelis: dovranno comparire davanti al Gup il 18 giugno 2026, come riportano le testate locali.
I tre importatori e due imprenditori sono indagati per i reati di omicidio colposo, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con marchi mendaci. Il titolare dell'attività commerciale, invece, risponde di frode in commercio.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Riccardo Ghilli, Amalia Laura Raimondi, Giuseppina Alfano, Guido Ferdinando Cesarini, Luigi Gianzi e Alessandra Del Mauro. La famiglia della giovane è rappresentata dall'avvocato Fabio Tulimiero.
Stando agli accertamenti, se il caricabatterie fosse stato a norma, Maria Antonietta si sarebbe salvata. Infatti, come evidenziato da analisi tecniche, aveva dei difetti di fabbricazione.
In particolare, il condensatore ceramico all'interno del caricabatterie, classificato come CY1, non era conforme alle norme di riferimento.
Secondo l'accusa, la scarsa qualità dei materiali usati ne avrebbe causato il deterioramento, compromettendo l’isolamento tra la rete elettrica e il dispositivo.
Inoltre gli alimentatori sequestrati erano risultati mancanti delle istruzioni d'uso, delle avvertenze di sicurezza e delle dichiarazioni di conformità "Ce", oltre che della marcatura "classe Y", come richiesto per i dispositivi di questo tipo.
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