19 Mar, 2026 - 13:30

Beatrice Celia morta a Catanzaro, ok a nuovi esami. La madre: "Non si è suicidata, vogliamo la verità"

Beatrice Celia morta a Catanzaro, ok a nuovi esami. La madre: "Non si è suicidata, vogliamo la verità"

Il 17 marzo di due anni fa fu trovata senza vita nell'abitazione in cui viveva a Catanzaro. Beatrice Celia aveva 22 anni e ancora tanti sogni da realizzare. Sul suo caso la Procura ha aperto un fascicolo d'inchiesta per morte come conseguenza di altro reato contro ignoti. "Siamo convinti che non si è suicidata, come era stato inizialmente ipotizzato. Tante cose non tornano", spiega a Tag24 la madre, Elena Bitonte.

La nomina del nuovo perito e gli accertamenti

Lo scorso novembre il giudice per le indagini preliminari Mario Santoemma aveva conferito al medico legale Massimo Rizzo l'incarico per nuovi accertamenti irripetibili da eseguire in sede di incidente probatorio. L'esperto ha chiesto ieri, 18 marzo 2026, una proroga di 30 giorni per completare la sua relazione.

Ma è arrivato, da parte del gip, anche l'ok ai nuovi esami richiesti sia dalla Procura che dai familiari di Beatrice. "Parliamo di esami mai svolti, in particolare su alcuni indumenti, su oggetti che non appartenevano a mia figlia rinvenuti sulla scena del ritrovamento e su delle macchie ematiche", spiega la madre della ragazza.

"Il nuovo perito nominato, l'ex ufficiale del Ris di Parma Giorgio Pontera (che si è occupato, tra gli altri, anche del caso di Yara Gambirasio, ndr) dovrà inoltre confrontarsi con il Ris di Messina, che a suo tempo isolò dei profili di Dna misti, senza però procedere a una vera e propria comparazione", aggiunge ancora Elena. 

La convinzione dei familiari: "Non fu suicidio"

Per le nuove verifiche il perito ha chiesto 90 giorni di tempo. "Troppe cose non tornano - afferma Elena - Io mi sono fatta una mia idea, ma abbiamo bisogno di dati oggettivi, riscontrabili. Di certo mia figlia non si è tolta la vita. Lo dico da sempre (come lo dice il padre della giovane, Andrea Celia, ndr)".

"Il fascicolo - spiega - è stato aperto d'ufficio dal pm. Noi siamo convinti che Beatrice non fosse sola quella sera, che in casa ci fossero una o più persone. Mia figlia era una ragazza piena di vita, amata, con dei progetti per il futuro. Dal suo telefono - che pure si sta analizzando - non è emerso nessun segno di sconforto". 

La scena del ritrovamento e le cose da chiarire 

La 22enne, anzi, aveva preso degli appuntamenti per i giorni seguenti. E aveva scritto dei pensieri sul figlio avuto dal papà e dalla sua nuova compagna. "Voleva vederlo crescere", racconta mamma Elena. "Non vogliamo una verità di comodo, ma la verità", conclude la donna, commossa. Per maggiori risposte, bisognerà attendere la prossima udienza, fissata per il 7 ottobre.

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