19 Mar, 2026 - 15:32

“Lucio Fontana. The final cut”: cosa sappiamo sull’uscita del film documentario

“Lucio Fontana. The final cut”: cosa sappiamo sull’uscita del film documentario

Nelle sale italiane dal 25 al 27 maggio 2026 arriverà “Lucio Fontana. The final cut”, il film documentario dedicato a uno dei maestri dell’arte più amati del mondo. 

Bucare la tela per aprire un varco sull’infinito: questa è stata la celebre e iconica rivoluzione di Lucio Fontana. La pellicola promette di svelare i retroscena inediti, tra materiali d’archivio, testimonianze internazionali e capolavori del maestro che ha ridefinito l’arte contemporanea. 

Il film è il secondo appuntamento della nuova stagione di “Nexo Studios La Grande Arte al Cinema”, grazie alla collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

Quando esce “Lucio Fontana. The final cut” e dove vederlo?

“Lucio Fontana. The final cut” sbarcherà al cinema in Italia solo per tre giornate, dal 25 al 27 maggio 2026. Si tratta del secondo appuntamento della stagione “Nexo Studios La Grande Arte al Cinema”, un ciclo che porta i capolavori dell’arte e i suoi maestri sul grande schermo con proiezioni speciali. 

L’elenco completo delle sale dove sarà possibile vedere il film sarà pubblicato a breve sul sito di nexostudios.it, il portale ufficiale per verificare le programmazioni nelle città. Le prevendite dei biglietti apriranno il 23 aprile, quindi segnatevi la data per non perdervi questo evento dal sold-out potenziale.

Prodotto da Good Day Films e Nexo Studios, con main partner Unipol e collaborazioni di Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia e Sky, il film gode del patrocinio del Comune di Milano e del Consolato Generale Argentino. Tra i media partner ricordiamo Radio Capital, Sky Arte, MYmovies e Abbonamento Musei.

Di cosa parla “Lucio Fontana. The final cut”? La trama

“Lucio Fontana. The final cut” non è solo un semplice  documentario, ma molto di più: è un viaggio magico nell’universo ipnotico del maestro Fontana, che alterna biografia, analisi artistica e visioni filosofiche. 

Diretto dal regista Andrea Bettinetti e narrato dalla voce di Miriam Leone, il documentario si apre con una citazione iconica del maestro: “La scoperta del cosmo è una dimensione nuova, è l’infinito. Allora buco questa tela... e ho creato una dimensione infinita”.

Grazie alla preziosa collaborazione con Fondazione Lucio Fontana, il film ha potuto avere il privilegio di attingere a materiali d’archivio inediti, testimonianze di artisti internazionali come Doug Wheeler, Antony Gormley, Carsten Höller e Alfredo Jaar, e voci storiche come Michelangelo Pistoletto, Heinz Mack, nonché esperti e studiosi come Luca Massimo Barbero e Daniela Alejandra Sbaraglia. 

Un viaggio nei musei di Milano, Nord Europa e New York, dalla galleria Martha Jackson fino alla casa-studio di Comabbio dove Fontana morì nel 1968.

Il docufilm parte da Rosario in Argentina, il luogo che diede i natali al maestro, fino alla Milano post-bellica, esplorando sculture, ceramiche e manifesti teorici. Esperti interdisciplinari come il filosofo Padre Paolo Benanti, l’archistar Norman Foster e Giuliana Bruno aggiungono un tocco unico all’opera. 

Il fil rouge del documentario lega l’arte, la fisica quantistica, la spiritualità e la rivoluzione del maestro. È un ritratto eclettico, visionario, che collega Fontana all’arte contemporanea attuale.

Chi era Lucio Fontana: la vita e le opere del maestro

Lucio Fontana non era solo un artista: era un visionario italo-argentino che ha squarciato per sempre la storia dell’arte con i suoi tagli su tela. Nato a Rosario nel 1899 da genitori italiani, tornò in Italia da giovane, studiò a Milano e insegnò a Buenos Aires negli anni ’40, assorbendo influenze dal futurismo al surrealismo fino a esplodere con il “Concetto spaziale” negli anni ’50.

I suoi “tagli” – lame precise che “bucano” la superficie – sono elementi filosofici, quasi metafisici, come delle porte sull’infinito: gesti visionari con cui l’artista si è liberato del limite bidimensionale dello spazio.

Le opere del maestro sono esposte in tutto il mondo: dal MoMA, al Tate Modern e fino alla Pinacoteca di Brera, e ancora oggi continuano a ispirare intere generazioni di artisti. 

La personalità eclettica e innovativa di Fontana spaziava dalla scultura alle ceramiche, agli ambienti teatrali e agli interventi architettonici, il tutto sempre guidato da un’idea ben precisa: considerare l’arte come elemento cosmico, oltre la materia.

Fontana morì nel 1968 a Comabbio, ma il suo lascito resta vivo tutt’oggi. Questo documentario lo celebra come pioniere assoluto dell’arte contemporanea.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1964, idropittura e tagli su tela, 72 x 93 cm. Collezione privata © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2026.

 

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