La Corte d'Assise d'Appello di Cagliari ha confermato la condanna all'ergastolo per Igor Sollai, reo confesso dell'omicidio della moglie Francesca Deidda, avvenuto a San Sperate, nel Cagliaritano, nel maggio 2024. I giudici hanno riconosciuto l'impianto accusatorio, rigettando la richiesta della difesa dell'uomo di concedergli le attenuanti generiche. Esclusa solo l'aggravante della crudeltà.
La Corte ha confermato la condanna già emessa dai giudici di primo grado, ritenendo pienamente provata la responsabilità di Sollai sia per l'omicidio che per l'occultamento del cadavere della moglie.
La sentenza è arrivata al termine di una breve camera di consiglio, dopo che in aula, questa mattina, il procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio, aveva chiesto, appunto, la conferma integrale.
Tre le aggravanti riconosciute: la premeditazione, la minorata difesa e il rapporto coniugale. Caduta, come aveva richiesto la difesa - che puntava, però, a uno sconto di pena - quella della crudeltà.
I fatti risalgono al 10 maggio di due anni fa. Secondo le ricostruzioni, Sollai uccise la moglie Francesca Deidda, 42 anni, all'interno della loro abitazione, per poi nasconderne il corpo in un borsone e abbandonarlo nelle campagne tra Sinnai e San Vito. La scoperta avvenne solo nel luglio successivo. Nel frattempo, l'uomo cercò di depistare le indagini facendo credere a familiari e amici che la donna si fosse allontanata volontariamente per una pausa in vista di una separazione.
Sotto pressione, avrebbe poi ammesso le sue responsabilità. Senza chiarire, tuttavia, diversi elementi. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado si legge che avrebbe agito per motivi sentimentali ed economici. Da qualche tempo aveva intrapreso una nuova relazione sentimentale: secondo i giudici, voleva essere libero di vivere la nuova storia, beneficiando della polizza vita della moglie e della casa coniugale.
Al momento della lettura del dispositivo, Sollai, difeso dagli avvocati Carlo Demurtas e Laura Pirarba, era in aula. Presente anche il fratello della vittima, Andrea Deidda, per cui la Corte ha confermato il risarcimento, escluso invece per gli zii. "Per noi non è cambiato nulla", il commento del suo legale, Gianfranco Piscitelli, presidente di Penelope Sardegna, a Tag24.
"Il mio assistito in questa storia ha perso tutto - ha aggiunto l'avvocato - La sorella, ovviamente, ma anche quello che riteneva essere una sorta di fratello maggiore, un punto di riferimento. Non vede l'ora che si chiuda definitivamente il processo, poi cercherà, pian piano, di elaborare il lutto. Anche se Sollai non gli ha mai neanche chiesto scusa".
"Di fronte a vicende del genere, di fronte a un omicidio, sono sempre diverse persone a soffrire. C'è poco da rimanere soddisfatti. Se esiste un Dio, Sollai (condannato di recente anche a un anno e otto mesi per violenza sessuale su minore, ndr) prima o poi dovrà vedersela con lui", ha concluso l'avvocato. Si attendono ora le motivazioni.
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