Andrea Costantini aveva 38 anni e lavorava come macellaio all'interno di un supermercato a Termoli, in provincia di Campobasso. Ed è proprio lì, all'interno di una cella frigorifera, che è stato trovato senza vita lo scorso 15 settembre, con due coltellate al petto.
A pochi giorni dalla tragica scoperta del cadavere, la Procura della Repubblica di Larino aveva chiesto l'archiviazione per suicidio. Una tesi a cui i familiari della vittima, però, non hanno mai creduto.
Prima che il GIP decidesse sulla richiesta, i genitori dell'uomo si sono rivolti all'avvocato Piero Lorusso.
"Abbiamo depositato una denuncia circostanziata per omicidio e per istigazione al suicidio, o in alternativa omicidio colposo per inosservanza della normativa in materia di sicurezza del lavoro. A questo punto la Procura ha revocato la richiesta di archiviazione" spiega il legale a TAG24.
Il cadavere di Andrea Costantini è stato riesumato per procedere con l'autopsia, a distanza di quattro mesi dai fatti.
"È stato nominato un medico legale, che è il professor Christian D'Ovidio. Noi abbiamo nominato come consulente tecnico di parte il professor Paolo Arbarello. C'è stato l'esame del cadavere e il termine di 90 giorni per il deposito della perizia scade a metà aprile" spiega l'avvocato Lorusso.
Sono diversi i punti oscuri nella morte del 38enne: anomalie che il papà ha subito notato nel momento in cui si è recato in obitorio per il riconoscimento.
"In questo caso sono legati innanzitutto alla presenza di segni di strangolamento intorno al collo di Andrea, che sono stati fortunatamente rilevati attraverso una fotografia scattata dal papà. Abbiamo chiesto l'acquisizione di questa fotografia a colori perché purtroppo, essendo l'esame autoptico autorizzato con un ritardo di 4 mesi, questi segni, così come quelli che erano stati trovati sul basso ventre, nella zona inguinale-scrotale, saranno difficilmente rilevabili. Il cadavere era in uno stato di saponificazione" afferma il legale.
Ci sono però altri elementi, secondo la famiglia, che fanno emergere dei dubbi sull'ipotesi del suicidio.
"In sede di esame autoptico sono state rilevate due coltellate nella zona emitoracica sinistra, quindi in prossimità del cuore. Il coltello non è stato trovato nell'immediata vicinanza del corpo, ma a vari metri di distanza, dietro delle casse" evidenzia Lorusso.
Oltre alle ecchimosi sul corpo e all'arma trovata a distanza dal cadavere, l'avvocato elenca ulteriori stranezze riscontrate rispetto al cadavere e alla scena del crimine.
"Un altro elemento riguarda il ‘buco temporale’ tra l’ultima immagine rilevata dalla telecamera del supermercato, che riprende Andrea intorno alle 17 del 15 settembre, fino alle 20:25, quando viene scoperto il cadavere. In queste tre ore non si hanno rilevazioni di Andrea. Anche togliersi la vita in una cella frigorifera è un caso rarissimo" afferma. "Di solito è un modo per alterare la temperatura corporea e rendere così assai difficile determinare l'ora del decesso".
C'è poi la modalità con cui Andrea Costantini avrebbe deciso di suicidarsi a far emergere ulteriori dubbi.
"Sulla base della scienza criminologica, i suicidi avvengono nel 50% dei casi mediante impiccagione, nell'ordine del 10-15% con uso di arma da fuoco, e per il 6-7% attraverso la precipitazione (ad esempio sotto un’auto, un tram o un treno). Solo nell'1% dei casi attraverso l'uso dell'arma bianca. Se poi consideriamo che, nel caso specifico, l'arma bianca è stata utilizzata di punta, siamo nell'ordine dello 0,01%" spiega il legale.
"Infatti, normalmente, un'arma bianca viene usata di taglio, come nel caso del taglio delle vene, della giugulare o delle arterie".
Ma le anomalie, secondo quanto riferito dal legale di parte, non sono di certo finite.
"I vestiti, custoditi dai genitori e non ancora oggetto di sequestro da parte della Procura, riportano i segni dell'arma da taglio. Eppure le fotografie della scena del crimine, che sono poche, non più di un paio, ritraggono il corpo di Andrea denudato nella parte toracica. Quindi c'è un problema nel problema".
L'avvocato Lorusso ha fatto analizzare il traffico telefonico di Andrea Costantini, non essendo in possesso del cellulare, consegnato dai carabinieri alla compagna della vittima, assistita dall'avvocato Paola Cecchi.
Secondo questi accertamenti, sarebbe emersa una chiamata in uscita alle 20:08 del 15 settembre, quindi oltre tre ore dopo l'ultima volta che viene ripreso ancora in vita.
"Non sappiamo se sia stato lui a farla" sottolinea il legale della famiglia. "Se invece è stato lui, abbiamo un ulteriore elemento per accertare l'orario della morte, ancora ignoto. Bisogna verificare se il fine è quello di un depistaggio o altro" aggiunge.
Per quanto riguarda un possibile movente di un omicidio o dell'istigazione al suicidio, Lorusso sottolinea che le indagini "sono a tutto campo".
L'avvocato Paola Cecchi è il legale della compagna di Andrea Costantini. Intervistata da TAG24, ha sottolineato come sia necessario che il caso venga approfondito, "al di là che si tratti di un suicidio oppure di un omicidio perché, nella prima ipotesi, potremmo trovarci di fronte anche a un'istigazione".
Ma come stava Andrea Costantini nei giorni precedenti alla sua morte? "Andrea era una persona stabile, serena, non aveva alcun problema né familiare, né economico, né lavorativo. Almeno fino all'acquisto di un terreno, avvenuto il 27 giugno" spiega l'avvocato.
Proprio su questo terreno – che la vittima avrebbe voluto insistentemente vendere appena pochi giorni dopo averlo comprato – si concentrano i loro dubbi, sottolinea.
"Andrea aveva paura, come aveva detto espressamente alla compagna, anche se non aveva esternato i motivi dei suoi timori. Avevo presentato un'istanza per disporre degli accertamenti ambientali forensi sul terreno, ma mi è stata rigettata" racconta.
"Allora, dal momento che il dispositivo è nella piena proprietà e possesso della mia assistita, ho pensato di procedere con un accertamento informatico sul cellulare, realizzato da Luca Mercantati di Viareggio. Mi ha fornito la copia forense, che ho depositato in Procura. Ovviamente non posso divulgare i risultati, perché siamo coperti dal segreto istruttorio. Per me questo è un passaggio fondamentale per capire cosa sia successo".
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