L'esito del voto referendario è stato troppo eclatante per non produrre effetti immediati sull'esecutivo.
Mentre nelle segreterie dei tre partiti di maggioranza si ragiona sulla sconfitta, in serata sono arrivate le dimissioni dell'ormai ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro e dell'ex capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusy Bortolozzi.
L'opposizione che da giorni stava chiedendo con insistenza le dimissioni di entrambi, appresa la notizia, ha pensato di rilanciare chiedendo un passo indietro anche del ministro della Giustizia e di Daniela Santanchè, la ministra del Turismo.
Domani, proprio il ministro Nordio è atteso alla Camera per il question time con all'ordine del giorno il caso Delmastro. Le dimissioni arrivate in serata non sono state sufficienti, quindi, a placare scontri e polemiche.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, commenta alla trasmissione "Di Martedì" su La7 sottolineando che le "dimissioni" di Delmastro e Bartolozzi "sono tardive perché avrebbero dovuto già essere pretese dalla presidente del Consiglio e poi mi sembra che siano capri espiatori facili di una sconfitta che è tutta di Giorgia Meloni".
Per il capogruppo in Senato del Pd, Francesco Boccia, il titolare del dicastero della Giustizia deve andare in Parlamento a spiegare cosa sta accadendo nel suo ministero.
"Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo”, dichiara Boccia che poi si chiede:
Per la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, le dimissioni tardive di Delmastro sono "il minimo" e chiede:
Si unisce alla richiesta di ulteriori chiarimenti anche il leader di AVS, Nicola Fratoianni:
Unanime è anche la richiesta delle opposizioni di un passo indietro del ministro Nordio e della collega Daniela Santanchè.
Chiede "a che ora si dimette Nordio", il segretario di +Europa, Riccardo Magi, per il quale "in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l’intero governo a cadere”.
Una richiesta di dimissioni a cui si aggiunge anche il leader di Azione, Carlo Calenda, che anzi chiede anche quelle della ministra del Turismo e del ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, già che c'è.
"Procederei secondo la allegata to do list", dice Calenda riferendosi a un post di questa mattina in cui elencava una serie di 'cose da fare' in cui metteva al primo posto: "Mandare a casa Bortolozzi, Delmastro, Urso, Santanche’ (minimo sindacale)".
All'attacco anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, per il quale "Meloni si è dovuta arrendere". Per Conte le dimissioni di Delmastro erano "assolutamente necessarie" .
Il leader M5s poi rincara la dose e si chiede:
E a chiudere la girandola di commenti, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che da ieri chiede le dimissioni della presidente del Consiglio, e non perde l'occasione per ribadire la sua posizione:
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