27 Mar, 2026 - 12:50

La guerra in Iran "non è una questione della NATO": il presidente finlandese Stubb sulla crisi in Medio Oriente e sui rapporti transatlantici

La guerra in Iran "non è una questione della NATO": il presidente finlandese Stubb sulla crisi in Medio Oriente e sui rapporti transatlantici

Il presidente della Finlandia, Alexander Stubb, ha rilasciato dichiarazioni sullo stato della partnership transatlantica, sottolineando un approccio pragmatico basato sugli interessi condivisi tra Europa e Stati Uniti. Stubb ha commentato anche la guerra in Iran, il ruolo della NATO e l’impatto economico globale del conflitto.

Alexander Stubb: partnership transatlantica pragmatica e interessi condivisi

Il 26 marzo 2026, dopo il vertice dei leader della forza di spedizione congiunta JEF a Helsinki, il presidente finlandese, Alexander Stubb, ha rilasciato dichiarazioni incentrate sulla natura della collaborazione tra Europa e Stati Uniti.

"Siamo molto pragmatici nella nostra partnership transatlantica. In parte si basa sui valori, ma ormai si basa soprattutto sugli interessi", ha affermato Stubb, evidenziando come le relazioni transatlantiche si siano evolute negli ultimi anni.

Stubb ha precisato che aveva già notato che la "politica estera statunitense è diversa da quella di un tempo". Di conseguenza, ha invitato a concentrarsi sulle aree in cui esistono punti d’incontro chiari e interessi condivisi, citando tra gli altri, la difesa e la NATO.

Guerra in Iran e ruolo della NATO secondo Stubb

Riguardo al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, Stubb ha chiarito che non si tratta di una questione direttamente legata alla NATO, sottolineando il carattere difensivo dell’Alleanza.

"Per quanto riguarda la guerra in Iran, non è una questione che riguarda la NATO, perché la NATO è un'alleanza di difesa", ha spiegato. Tuttavia, Stubb ha evidenziato che una volta terminato il conflitto, alcuni paesi potrebbero contribuire a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

"Certo, quando la guerra sarà finita, probabilmente ci saranno paesi disposti ad aiutare a mantenere aperto lo stretto di Hormuz. Questo è uno dei motivi per cui la Finlandia, la Norvegia... hanno aderito alla dichiarazione in merito insieme ad altri 31 paesi", ha dichiarato Stubb.

Stubb sull’impatto economico della guerra in Medio Oriente

In un’intervista esclusiva al Politico, pubblicata il 27 marzo, Alexander Stubb ha avvertito che l’impatto economico del conflitto in Iran "potrebbe essere peggiore del Covid". Secondo il presidente finlandese, il mondo dovrebbe prendere sul serio questi rischi.

"Credo che ci troviamo in una situazione in cui questa potrebbe essere una recessione globale autoindotta", ha affermato Stubb.

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Dimostra cosa succede quando si agisce al di fuori del quadro delle regole e delle norme internazionali.

Stubb ha sottolineato come la crisi in Medio Oriente abbia già messo in evidenza l’interconnessione globale.

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Tutto è collegato a tutto: il prezzo del petrolio al prezzo del gas, al prezzo dei generi alimentari, al prezzo dei fertilizzanti, al prezzo dei farmaci, e l'elenco continua.

Critiche all’approccio “America First”

Secondo Stubb, l’approccio "transazionale" dell’amministrazione Trump alla politica estera, basato sul principio “America First”, non è efficace in un mondo interconnesso.

"La diplomazia raramente è una transazione", ha affermato il leader finlandese e ha aggiunto che attualmente il mondo sta assistendo ad un indebolimento delle istituzioni e delle regole internazionali, in un momento in cui queste sarebbero più necessarie che mai.

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