27 Mar, 2026 - 15:18

USA-Iran, nuovo rinvio degli attacchi di Trump: la crisi in Medio Oriente tra diplomazia e pressione militare in corso

USA-Iran, nuovo rinvio degli attacchi di Trump: la crisi in Medio Oriente tra diplomazia e pressione militare in corso

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato un nuovo rinvio degli attacchi alle centrali elettriche iraniane, citando i progressi nei colloqui diplomatici con Teheran. La decisione arriva in un contesto di crescente tensione regionale, tra rappresaglie iraniane, chiusura dello Stretto di Hormuz e impennata dei prezzi del petrolio. Nonostante l’apertura al dialogo, la pressione militare americana resta alta.

Trump posticipa la scadenza per gli attacchi alle centrali iraniane

Il presidente Trump ha nuovamente posticipato la scadenza autoimposta per gli attacchi alle centrali elettriche iraniane. L'annuncio è arrivato il 26 marzo 2026.

Il leader americano ha spiegato, in un post su Truth Social, di aver sospeso gli attacchi fino al 6 aprile, citando i progressi registrati nei colloqui tra le parti.

"Come richiesto dal governo iraniano, con la presente dichiarazione comunico che sospendo di 10 giorni, fino a lunedì 6 aprile 2026 alle ore 20:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il periodo di distruzione delle centrali energetiche", ha affermato Trump.

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I colloqui sono in corso e, nonostante le dichiarazioni errate diffuse dai media che diffondono notizie false e da altri, stanno procedendo molto bene.

Ultimatum e pressione su Teheran

Il presidente statunitense ha lanciato, il 22 marzo, un ultimatum a Teheran, concedendo 48 ore per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e minacciando di colpire le centrali elettriche iraniane se la via navigabile non fosse stata riaperta. All'indomani, il 23 marzo, Trump ha annunciato il primo rinvio degli attacchi, citando "colloqui molto positivi e produttivi". Quello del 26 marzo rappresenta quindi il secondo rinvio di questo tipo.

Nonostante l'apertura diplomatica, l'amministrazione Trump mantiene alta la pressione su Teheran, con l’invio di paracadutisti e marines nella regione.

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran è iniziata con gli attacchi israelo-americani del 28 febbraio contro obiettivi iraniani. Da allora Teheran ha lanciato rappresaglie contro diversi paesi del Medio Oriente e del Golfo e ha chiuso di fatto lo Stretto di Hormuz. La crisi regionale ha causato un’impennata dei prezzi del petrolio, arrivati a tre cifre per la prima volta dal febbraio 2022.

Frustrazione di Trump verso gli alleati

Trump ha lanciato appelli agli alleati affinché contribuiscano alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, finora l’iniziativa ha incontrato scetticismo da parte dei paesi della NATO e di altri partner. Il presidente americano ha, infatti, espresso negli ultimi giorni la propria frustrazione nei confronti degli alleati.

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