La Lega entra nel vivo dei preparativi per la grande manifestazione del 18 aprile a Milano, che riunirà il gruppo dei Patrioti europei. Al centro dell’evento il tema dell’immigrazione (o, per meglio dire, della remigrazione), con lo slogan: “Senza paura, in Europa da padroni a casa nostra”.
Sul palco, accanto a Matteo Salvini, saliranno anche, tra gli altri, l’olandese Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà, e il francese Jordan Bardella del Front National. Sulla manifestazione, tuttavia, è già scoppiata la polemica.
La manifestazione, tassello fondamentale per rilanciare la strategia di Matteo Salvini sul tema dell’immigrazione — su cui il segretario della Lega è stato negli ultimi mesi apertamente sfidato dal suo ex vicepresidente, Roberto Vannacci — è già al centro delle polemiche.
A Milano, il Pd ha presentato un ordine del giorno perché il Comune dichiari la manifestazione “incompatibile con l’identità civile e democratica della città”, chiamando in causa anche prefetto e questore affinché valutino l’opportunità dell’evento, dato il tema — quello della remigrazione — ritenuto “in palese violazione della Costituzione”.
A livello regionale, il consigliere del Pd Pierfrancesco Majorino ha invece chiamato in causa il presidente leghista Attilio Fontana, chiedendogli come possa partecipare a un’iniziativa “che mette insieme le frange dell’estremismo in nome della remigrazione, idea disumana ma totalmente folle per gli interessi della Lombardia”.
Ad inasprire le polemiche, certamente, anche la coincidenza della manifestazione, che arriva solo una settimana prima delle celebrazioni per la Festa della Liberazione dal nazifascismo.
La risposta della Lega alle polemiche non si è fatta attendere. “Semplicemente ridicolo, il Pd ci vuole impedire di scendere in piazza”, ha scritto la consigliera comunale ed europarlamentare leghista Silvia Sardone. “Per loro la libertà d’opinione va calpestata. Noi ci saremo per ribadire il nostro no all’immigrazione irregolare e all’islamizzazione”.
“Non ci fermeranno”, le ha fatto eco l’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri. “Vogliono farci tacere ma non ci riusciranno”, il commento dell’europarlamentare ed ex sindaca di Monfalcone Anna Maria Cisint.
Più cauto, invece, il commento di Matteo Salvini che, nel corso della conferenza stampa tenuta ieri dalla sede dell’Associazione della Stampa Estera a Roma, ha tentato di smorzare le polemiche. “La manifestazione è centrata solo sul tema di immigrazione e sicurezza, c’è anche la nostra idea di Europa”, ha detto Salvini, precisando che sul concetto di “remigrazione” esistono diverse letture e interpretazioni.
“Chi è qui regolarmente è benvenuto. Il problema è il controllo di chi entra, la criminalità, il tasso di occupazione delle carceri italiane”, ha spiegato Salvini, rilanciando l’idea del “permesso di soggiorno a punti”, una norma “che già c’è, teoricamente funzionante”, ma — secondo il discorso del vicepremier — è azzoppata “dalla magistratura che poi dice la sua”.
L’immigrazione, secondo il leader leghista, può peraltro essere organizzata anche sulla base dell’affinità culturale, favorendo un “certo tipo”, ovvero quella “dei Paesi sudamericani, più affini per cultura e di fede cattolica, più facilmente assimilabili”.
Oltre ai già citati Geert Wilders e Jordan Bardella, sul palco della manifestazione del 18 aprile saliranno tutti i leader del gruppo dei Patrioti europei, compreso il leader ceco Andrej Babiš.
Il nome di uno dei più importanti, per ora, non figura: si tratta di Viktor Orbán, che questo weekend affronterà le elezioni presidenziali nel suo Paese. Per la prima volta, dopo 16 anni al potere, il leader di Fidesz è dato in svantaggio. “Ho fiducia in una sua riconferma”, ha dichiarato Salvini, definendolo una persona di cui “l’Europa ha bisogno”.
In caso di sconfitta, come indicano i sondaggi, è difficile immaginare che Orbán possa decidere di presenziare all’ultimo minuto. Diversamente, una vittoria potrebbe determinare un cambio di agenda e uno slancio per il gruppo di Patrioti, oggi la prima forza di opposizione in Europa.
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