14 Apr, 2026 - 13:15

Italia-Israele, Meloni sospende il Memorandum militare: cosa cambia e quali scenari si aprono 

Italia-Israele, Meloni sospende il Memorandum militare: cosa cambia e quali scenari si aprono 

Dopo 20 anni di collaborazione ininterrotta, l'Italia ha deciso di sospendere il Memorandum d’intesa Italia-Israele sulla cooperazione nel settore militare e della difesa, firmato a Parigi il 16 giugno 2003. 

Lo ha annunciato questa mattina - martedì 14 aprile 2026 - a margine del Vinitaly in corso a Verona, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

E' un segnale chiaro ed evidente della gravità della crisi diplomatica attualmente in corso tra Italia e Israele. Una decisione che non ha precedenti recenti e che dà la cifra del deterioramento dei rapporti tra i due Stati.

Deterioramento evidente nelle dichiarazioni e negli atti delle ultime due settimane: la condanna da parte del governo degli attacchi in Libano, le durissime reazioni agli incidenti che hanno coinvolto i nostri militari Unifil, le tensioni della Domenica delle Palme e la convocazione da parte di Roma e Tel Aviv degli ambasciatori. 

Tutti segnali di una crisi politica e diplomatica culminato oggi con la decisione del governo di sospendere l'accordo di cooperazione militare siglato nel 2003 da Silvio Berlusconi e che finora non era mai stato interrotto.

L'accordo è scaduto ieri 13 aprile, ma si sarebbe rinnovato automaticamente per altri cinque anni, se Palazzo Chigi non avesse deciso di sospenderlo. Una richiesta in tal senso era arrivata negli ultimi giorni dai due leader dell'opposizione, Elly Schlein e Giuseppe Conte. 

Memorandum Italia-Israele, Meloni annuncia la sospensione dell'accordo di difesa

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“Il governo in considerazione della situazione che stiamo vivendo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. 

Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivando questa mattina al Vinitaly.

L'accordo a cui fa riferimento la premier è il Memorandum d’intesa Italia-Israele sulla cooperazione nel settore militare e della difesa, firmato a Parigi il 16 giugno 2003 e ratificato con la legge n. 94 del 17 maggio 2005.

L’intesa prevede la cooperazione tra i due ministeri della Difesa e le rispettive forze armate, e si rinnova tacitamente ogni cinque anni se non viene formalmente sospesa.
Con la sua decisione il governo ha scelto di non far scattare il rinnovo tacito del memorandum e quindi di bloccarne l’estensione automatica.

E' stato il ministro della Difesa Guido Crosetto a scrivere al suo omologo israeliano Israel Katz la lettera di sospensione del memorandum Italia-Israele.

La decisione del governo guidato da Giorgia Meloni di sospendere il rinnovo automatico del memorandum militare tra Italia e Israele segna un passaggio politico e diplomatico di grande rilievo.

Dopo oltre vent’anni di cooperazione nel settore della difesa, l’intesa siglata nel 2003 durante il governo di Silvio Berlusconi viene congelata in un contesto internazionale sempre più teso.

Una decisione che avrà senza dubbio ripercussioni sui rapporti con lo Stato di Israele già messi a dura prova dagli eventi delle ultime settimane. 

Dalla cooperazione allo stop: cosa c’è dietro la decisione di Palazzo Chigi e quali conseguenze?

La scelta non equivale a una rottura definitiva, ma rappresenta un segnale forte. Il mancato rinnovo blocca automaticamente nuovi sviluppi nella collaborazione militare, inclusi programmi congiunti, scambi tecnologici e coordinamento tra forze armate. In sostanza, si tratta di una pausa strategica che riflette il deterioramento dei rapporti tra i due Paesi.

A pesare sono stati soprattutto gli eventi recenti in Medio Oriente: dall’escalation in Libano agli incidenti che hanno coinvolto i contingenti italiani della missione UNIFIL, fino alle tensioni diplomatiche culminate con la reciproca convocazione degli ambasciatori.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani e le mosse del ministro della Difesa Guido Crosetto hanno contribuito a definire una linea più prudente e critica verso Tel Aviv. 

Gli scenari futuri restano incerti. Da un lato, la sospensione potrebbe aprire a una fase di raffreddamento e ridefinizione dei rapporti bilaterali; dall’altro, rischia di incrinare ulteriormente il dialogo con Israele in una fase già critica.

Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi regionale e dalla capacità diplomatica di entrambe le parti di ricostruire un terreno comune.

Schlein e Conte incalzano, la segretaria dem: "Ci voleva tanto?"

La notizia è stata commentata con favore dai leader del centrosinistra che nelle ultime 48 ore avevano alzato il pressing sul governo, chiedendo esplicitamente alla presidente del Consiglio di non rinnovare l'intesa che è scaduta nella giornata di ieri e che in mancanza di un intervento dell'esecutivo si sarebbe rinnovata automaticamente per altri 5 anni. 

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte aveva sollevato il tema domenica sera con un post social in cui chiedeva alla premier di 'preservare la dignità del popolo italiano' bloccando il memorandum, ha commentato così la notizia di oggi:

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La sospensione dell'accordo militare Italia-Israele annunciata poco fa da parte del Governo arriva con grave, colpevole ritardo. Ma è sicuramente una buona notizia. Dopo la batosta presa dagli elettori il Governo Meloni sempre più in difficoltà è costretto a fare marcia indietro rispetto all’ottuso No con cui aveva bloccato le nostre richieste di interrompere quegli accordi con Israele.

Sullo stesso tono il commento della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein:

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Ci voleva così tanto? La presidente del Consiglio annuncia la sospensione del rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele. Lo chiedevamo da tempo insieme ad altre forze progressiste, perché la dignità di questo paese si misura anche sul rispetto del diritto internazionale. 

Ha dichiarato la segretaria dem che ha poi chiesto al governo di smettere di "fare ostruzionismo sulla sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele, su cui cresce il consenso tra gli Stati membri".

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Servono atti concreti per fermare i bombardamenti indiscriminati, l'occupazione illegale e lo smantellamento dello stato di diritto.

ha concluso la leader Pd.

 

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