20 Apr, 2026 - 12:35

Guerra Russia-Nato e città europee bersagli armi nucleari: cosa è stato detto all’Ambasciata russa a Roma?

Guerra Russia-Nato e città europee bersagli armi nucleari: cosa è stato detto all’Ambasciata russa a Roma?

Sta facendo discutere il convegno, svoltosi lo scorso 15 aprile presso l’Ambasciata russa a Roma, dedicato ai temi della deterrenza nucleare e alle possibili evoluzioni della dottrina strategica russa, inclusa l’ipotesi di un passaggio dalla deterrenza alla cosiddetta “coercizione”, ovvero all’impiego delle armi nucleari in un contesto di conflitto.

Nel corso dell’incontro è stato evocato anche lo scenario di un’escalation del conflitto in Ucraina fino a un coinvolgimento diretto tra Russia e NATO, con riferimenti al possibile impatto sul territorio europeo.

Il ragionamento, naturalmente, è stato sul piano teorico, ma le parole pronunciate nel corso dei diversi interventi sono state interpretate da qualcuno come velate minacce. 

Al centro del convegno la presentazione del volume “Dalla deterrenza alla coercizione: la nuova dottrina nucleare russa”, scritto dai politologi russi Sergej Karaganov, Sergej Avakyants e Dmitrij Trenin. All’incontro ha preso parte anche l’ambasciatore russo in Italia, che ha fatto gli onori di casa.

Armi nucleari sulle città europee? Il convegno di Mosca a Roma

Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa”, uno degli autori – Sergej Karaganov, presidente onorario del Presidium del Consiglio per la Politica Estera e di Difesa– in collegamento da Mosca avrebbe detto:

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“Non è escluso che dovremmo fare un’escalation. Prima si potrebbe parlare di attacchi con armi convenzionali nei centri decisionali delle principali città europee. Se questo non basterà, potremmo arrivare all’impiego delle armi nucleari.”

Questa dichiarazione non compare nel resoconto pubblicato sul sito ufficiale dell’ambasciata russa, dove è invece riportato un altro passaggio dello stesso Karaganov:

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Il problema è che le élite europee sono impazzite. Non capiscono che stanno mandando i propri popoli al macello. Sono semplicemente, fuori di senno. Dobbiamo fermarle con ogni mezzo possibile.”

E ancora:

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“Se le élite europee non porranno fine alla guerra aggressiva contro la Russia e non si ritireranno, prima o poi, ormai, molto probabilmente, abbastanza presto, la Russia sarà costretta a salire ulteriormente, in modo ancora più deciso, la scala dell’escalation.

Guerra Russia-Nato: cosa ha detto l’ambasciatore Paramonov?

Più misurate sono state le parole dell’ambasciatore Alexey Paramonov, che nel suo intervento – riportato integralmente sul sito dell’ambasciata di Mosca in Italia – ha evocato lo scenario di un coinvolgimento della Nato nella crisi in Ucraina.

Nel suo intervento ha ribadito la posizione ufficiale russa sul tema nucleare.

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Come evidente, dalla situazione attuale a un conflitto militare su larga scala tra Russia e NATO, il passo non è poi così lungo.”

Ha detto Paramonov che ha accusato il governo di Kiev di adoperarsi “in ogni modo possibile” affinché il conflitto tra Russia e UE e tra la Russia e la NATO, "entri in una fase “calda”, coinvolgendo, peraltro, anche l’Italia.”

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“In questo contesto, la Russia, quale membro responsabile del “club nucleare” e in quanto aderente al “Trattato di non Proliferazione”, ha condotto e continua a condurre in campo nucleare una politica responsabile, considerando queste armi come esclusivo strumento di deterrenza e di prevenzione di una guerra nucleare.”

Ha detto l’ambasciatore russo che tuttavia ha anche chiarito che:

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“Prosegue a Mosca un serio dibattito sulle possibili risposte a eventuali ulteriori abusi nel campo della sicurezza strategica da parte dei Paesi dell’UE e della NATO” e che si valutano “diverse opzioni di risposta, qualora le minacce rivolte alla Russia dovessero oltrepassare le “linee rosse” definite dall’attuale dottrina nucleare russa”.

Argomento, ha specificato Paramonov, a cui è dedicato il volume oggetto del convegno.

Sensi, ‘Tajani convochi ambasciatore o troppo occupato da avviso sfratto Berlusconi?’

Le parole dell’ambasciatore russo in Italia non sono passate sottotraccia e il senatore del Pd, Filippo Sensi, ha chiesto al ministro degli Esteri Antonio Tajani di convocare il diplomatico alla Farnesina.

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“Non so cosa stia facendo Tajani, immagino occuparsi dell’avviso di sfratto di Marina. Forse dovrebbe convocare questo gentiluomo dell’ambasciatore di Putin e dirgli per bene dove può alloggiare le sue minacce e armi nucleari. Persone non grate in Italia”.

 

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