23 Apr, 2026 - 17:00

Sondaggi politici, chi si allea con chi? Basta un accordo e cambia tutto, ecco quale

Sondaggi politici, chi si allea con chi? Basta un accordo e cambia tutto, ecco quale

Frena il centrosinistra nella rincorsa alla coalizione di maggioranza dopo l'accelerazione dell'ultimo mese.

E' questo il dato politico più rilevante emerso dall'ultima Supermedia Youtrend sui sondaggi delle intenzioni di voto degli italiani nelle ultime due settimane.

I dati demoscopici mostrano, rispetto al 9 aprile, una fase di relativa stabilità nel panorama politico italiano con lievi oscillazioni tra i partiti principali che non incidono sugli equilibri all'interno delle coalizioni.

Ma è proprio a livello di coalizioni che si registra un leggero arretramento del centrosinistra che perde lo 0,3%. Il centrodestra si conferma avanti con il 44,9%, mentre il cosiddetto campo largo guidato dal centrosinistra si ferma al 41,4%.

Tuttavia, gli scenari cambiano sensibilmente se si considerano alleanze più ampie. Ecco, allora, nel dettaglio cosa è emerso dall'ultimo sondaggio politico sulle intenzioni di voto degli italiani in vista delle Elezioni Politiche 2027.

Centrodestra in testa ma non al sicuro: il vantaggio è più fragile del previsto

Il centrodestra resta la coalizione più solida nei numeri complessivi. Fratelli d’Italia si conferma per distacco primo partito della coalizione e dell’intero panorama politico, con il 28,2% (+0,1%).

Giorgia Meloni resta sopra la soglia psicologica del 28% e trascina gli alleati che continuano a fare fatica ad attrarre consensi. 

Forza Italia, con l’8,3%, registra anche questa settimana una leggera flessione (-0,3%). Cresce seppur di poco la Lega che sale al 7,3%, mostrando segnali di recupero (+0,1), ma restando comunque distante dai livelli raggiunti nelle tornate elettorali precedenti.

Noi Moderati sale all'1,1%. Al di fuori della coalizione, ma nell'area del centrodestra cresce ancora Futuro Nazionale dell'ex generale, Roberto Vannacci, che sale al 3,5% (+0,2%), ritagliandosi uno spazio sempre maggiore nell'area.

Centrosinistra in frenata, la ricorsa si complica

Nella coalizione di centrosinistra, il Partito Democratico fa registrare una lieve flessione scendendo al 22,4% (-0,2%). Resta il primo partito dell'area.

Il Movimento 5 Stelle si conferma secondo pilastro del campo progressista con il 12,8% (+0,1), mostrando una sostanziale stabilità. Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,2% (-0,2), mantenendo un ruolo complementare ma non trainante.

Le forze centriste e liberali restano più distaccate: Azione è al 3,0%, Italia Viva al 2,6% registra un incoraggiante passo avanti (+0,3%) e +Europa resta stabile all’1,5%, con variazioni minime ma potenzialmente decisive in ottica coalizionale.

Chi vincerebbe se si votasse oggi?

Calcolatrice alla mano, lo scenario complessivo mostra un Paese sostanzialmente diviso in due blocchi quasi equivalenti.

Il centrodestra, con il 44,9%, mantiene un vantaggio nel perimetro attuale delle alleanze, ma il centrosinistra allargato potrebbe superarlo in diversi assetti, arrivando fino al 48,5%.

Nel complesso, il centrodestra raggiunge il 44,9% nelle configurazioni attuali, un dato che consente alla coalizione di mantenere un vantaggio competitivo, ma non ampio. Interessante il dato relativo agli scenari di allargamento: con l’ingresso di Azione, la coalizione salirebbe al 47,9%, mentre con Futuro Nazionale si arriverebbe al 48,4%.

Il campo largo si ferma al 41,4% (Pd, M5S, AVS), ma la sua capacità di espansione dipende proprio dall’eventuale inclusione dei partiti centristi. Con Italia Viva e +Europa si arriverebbe al 45,5%, mentre l’ingresso di Azione porterebbe il centrosinistra fino al 48,5%, trasformandolo potenzialmente nella prima coalizione del Paese.

In altre parole, l’esito di un’ipotetica elezione oggi dipenderebbe interamente dalla capacità delle coalizioni di allargarsi e trovare accordi programmatici con le forze centriste. Senza ulteriori ingressi, il centrodestra resterebbe avanti; con un centrosinistra allargato ad Azione, Italia Viva e +Europa, il quadro si ribalterebbe.

 

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