Eyal Waldman è un imprenditore israeliano diventato miliardario dopo aver ceduto la sua azienda high tech, Mellanox.
Tuttavia, soprattutto nel suo Paese, è ancor più noto per il suo impegno pacifista e filantropico a favore della convivenza tra israeliani e palestinesi.
In Israele, il quotidiano Haaretz stima il suo patrimonio in 6,9 miliardi di dollari, soldi con i quali finanzia diversi gruppi attivi nel processo di pace.
Da anni porta avanti questo suo impegno di pacificazione, nonostante il fatto che il 7 ottobre abbia perso sua figlia Danielle: a 24 anni, si trovava, insieme al fidanzato, anche lui assassinato da Hamas, al posto sbagliato nel momento sbagliato per un ebreo: al Nova Festival.
In Italia, è balzato all'onore delle cronache solo da qualche giorno: il 6 maggio, è stato insultato e aggredito verbalmente da alcuni Pro Pal durante un corteo organizzato da questi ultimi contro il padiglione di Israele in occasione dell'apertura della Biennale di Venezia.
Le telecamere hanno immortalato il suo tentativo di parlare con il leader della protesta. Tentativo che si è rivelato vano, come ha avuto modo di raccontare lui stesso questa mattina a Repubblica:
Nato a Gerusalemme nel 1960, Eyal Waldman proviene da una famiglia colta: madre chimica, padre economista.
Ha un fratello gemello e due sorellastre.
Negli anni dell'adolescenza, ha vissuto per oltre due anni in Scozia per un programma post-dottorato della madre.
Ha servito come ufficiale di fanteria nella Brigata Golani delle Forze di Difesa Israeliane. Poi ha studiato ingegneria chimica e informatica al Technion, ottenendo un master in ingegneria elettronica.
Imprenditore di successo, Waldman ha fondato Mellanox Technologies nel 1999, azienda che poi ha venduto a Nvidia per 6,9 miliardi di dollari nel 2019.
Nel 2020, ha fondato Waldo Holdings.
Ma Waldman, in Israele, è conosciuto da sempre soprattutto come un uomo di pace, proteso al dialogo con i palestinesi.
Per questo, ha ricevuto il Premio Israele, la massima onorificenza civile, nel 2024, nonostante le critiche pervenutegli dal ministro dell'Istruzione Yoav Kisch che non gli perdonava l'opposizione al governo Netanyahu e alla sua riforma della giustizia.
Attivista per la soluzione due popoli, due Stati, Waldman è diventato famoso anche per aver dato lavoro a circa 200 ingegneri palestinesi, inclusi 20 a Gaza e 80 a Rawabi in Cisgiordania, dove aveva aperto un centro di design.
A Gaza ha donato anche 360.000 dollari per un reparto oncologico in un ospedale della Striscia.
Tuttora, Waldman partecipa al forum "Breaking the Impasse", un'associazione impegnata a trovare soluzioni diplomatiche per la crisi israelo-palestinese.
La sua vita privata, in ogni caso, è segnata dalla tragedia della figlia minore, Danielle: a 24 anni, insieme al fidanzato Noam, fu uccisa da Hamas nel corso del pogrom del 7 ottobre 2023.
Molti chiedono a Eyal Waldman di candidarsi alle prossime elezioni israeliane, previste tra circa sei mesi.
Waldman è uno dei critici più accesi dell'attuale premier Nethanyahu: ne ha chiesto le dimissioni dopo il 7 ottobre per il fallimento sul piano della sicurezza ma, prima ancora, per la sua riforma sulla giustizia.
A Repubblica, alla domanda di Francesca Caferri "si sta candidando alle elezioni?", ha risposto così.
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