Cuba sta affrontando una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi anni. Il governo dell’isola ha annunciato l’esaurimento delle scorte di carburante, mentre blackout prolungati stanno colpendo milioni di cittadini e alimentando proteste nella capitale L’Avana. La situazione è aggravata dall’embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti.
Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha annunciato il 13 maggio 2026 che l'isola caraibica ha completamente esaurito le scorte di gasolio e olio combustibile. Questi sono di fondamentale importanza per alimentare la rete elettrica del paese. Il ministro cubano ha infatti aggiunto che la rete elettrica era entrata in una situazione "critica".
L'emergenza energetica a Cuba è iniziata dopo l'arresto del presidente venezuelano, Nicolas Maduro, e il successivo embargo petrolifero degli Stati Uniti all'isola. Il 3 gennaio, Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati arrestati in un'operazione statunitense a Caracas e sono stati trasferiti negli USA. In seguito, l'amministrazione statunitense sotto la guida di Donald Trump ha imposto un blocco petrolifero all'isola. Il presidente americano ha inoltre minacciato dazi sui paesi che forniscano carburante a Cuba.
Il Venezuela era il principale fornitore di petrolio verso Cuba, seguito dal Messico. A causa del blocco, l'isola di circa 10 milioni di abitanti ha subito un'interruzione della catena di approvvigionamento che ha causato blackout, oltre agli effetti sulla vita quotidiana, sui servizi come ospedali e trasporti e sul settore produttivo del paese.
Secondo quanto affermato da de la O Levy, nelle condizioni attuali la capitale, L'Avana, affronta blackout fino a 22 ore al giorno. L'impatto sarebbe più grave nel resto del territorio.
In questo contesto di crisi, nella serata del 13 maggio, sono scoppiate proteste nella capitale cubana. Reuters ha riportato che centinaia di persone sono scese in strada in tutta L'Avana per protestare contro la mancanza di elettricità. Secondo quanto riferito, si tratterebbe delle più grandi manifestazioni dall'inizio della crisi energetica.
La crisi energetica cubana continua quindi ad aggravarsi in un contesto di forte isolamento economico e crescente pressione sociale. L’esaurimento delle scorte di carburante rischia di compromettere ulteriormente il funzionamento dei servizi essenziali e della rete elettrica nazionale, mentre il governo dell’Avana tenta di trovare nuove forniture per evitare un ulteriore peggioramento della situazione sull’isola.
Il ministro dell'Energia e delle Miniere cubano ha aggiunto che L'Avana continua a trattare per importare carburante nonostante l'embargo. Tuttavia, l'impennata dei prezzi del petrolio e dei trasporti, alimentata dalle tensioni in Medio Oriente, sta complicando gli sforzi del governo.
Da quando l'amministrazione Trump ha imposto il blocco petrolifero, solo una petroliera battente bandiera russa, Anatoly Kolodkin, ha consegnato greggio all'isola caraibica nel mese di marzo. L'invio del petrolio da parte della Russia ha concesso un sollievo momentaneo.
La situazione umanitaria a Cuba ha suscitato preoccupazione internazionale. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno dichiarato in un comunicato che il blocco imposto dagli Stati Uniti "ha aggravato drasticamente la carenza di carburante in tutta l'isola, spingendo i servizi essenziali sull'orlo del collasso".
Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato, il 13 maggio, che Washington ha offerto 100 milioni di dollari in aiuti diretti all'isola. Tuttavia, L'Avana non li accetterà.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *