Jannik Sinner continua a riscrivere la storia del tennis azzurro. Il numero uno del mondo ha superato Daniil Medvedev in semifinale e si è qualificato per la finale degli Internazionali d'Italia per il secondo anno consecutivo. Un traguardo che va oltre il semplice risultato sportivo: si tratta infatti di un’impresa che, in oltre novant’anni di storia del torneo del Foro Italico, era riuscita soltanto a un altro italiano.
La vittoria contro Medvedev conferma il momento straordinario dell’altoatesino, ormai protagonista assoluto anche sulla terra rossa. Roma, per Sinner, è sempre più un torneo speciale: il pubblico di casa, il Centrale gremito e la possibilità di scrivere una nuova pagina di storia del tennis italiano rendono ogni successo ancora più significativo.
Per trovare l’ultimo italiano capace di raggiungere due finali consecutive agli Internazionali di Roma bisogna tornare a Nicola Pietrangeli, leggenda assoluta del tennis italiano e simbolo del Foro Italico.
Pietrangeli riuscì nell’impresa nel 1957 e nel 1958. Nel primo caso conquistò il titolo battendo in finale Giuseppe Merlo in un derby tutto azzurro. L’anno seguente tornò ancora una volta all’ultimo atto del torneo, ma venne sconfitto dall’australiano Mervyn Rose.
Sinner entra quindi nello stesso club esclusivo. Dopo la finale del 2025, persa contro Carlos Alcaraz, il numero uno del ranking mondiale conquista nuovamente l’accesso all’ultimo atto del Masters 1000 romano. È il primo italiano a riuscirci dopo quasi settant’anni.
Guardando i numeri, il dato è impressionante. Nella lunga storia del torneo romano, soltanto due italiani sono riusciti a raggiungere almeno due finali consecutive nel singolare maschile:
Nicola Pietrangeli (1957-1958)
Jannik Sinner (2025-2026)
Questo basta a spiegare la portata dell’impresa. In un torneo che ha visto sfilare campioni di ogni epoca, da Borg a Nadal, nessun altro azzurro era più riuscito a costruire una continuità simile al Foro Italico.
Il parallelismo tra i due campioni è ancora più interessante osservando il percorso. Pietrangeli arrivò alla seconda finale consecutiva dopo aver vinto la prima. Sinner, invece, torna a giocarsi il titolo dopo aver perso la finale dello scorso anno contro Alcaraz.
Un dettaglio che aggiunge fascino alla sfida del 2026. Per il campione altoatesino, infatti, non si tratta solo della possibilità di confermare la presenza costante ai vertici del torneo, ma anche dell’occasione di prendersi la rivincita dopo la delusione della scorsa stagione.
Negli ultimi anni Roma si è trasformata in uno dei palcoscenici preferiti di Sinner. Se inizialmente la terra battuta sembrava la superficie meno adatta al suo tennis aggressivo, oggi il campione azzurro ha dimostrato di poter dominare anche qui, adattando il proprio gioco e aggiungendo nuove soluzioni tattiche.
La finale consecutiva conferma la crescita del suo rendimento sulla terra e certifica il suo status di protagonista assoluto in ogni fase della stagione. A soli 24 anni, Sinner non è più soltanto il miglior tennista italiano del presente: è ormai uno dei più grandi interpreti della storia nazionale.
La finale che attende Sinner ha un peso enorme. Dopo aver eguagliato il record di Pietrangeli, ora il numero uno del mondo può compiere il passo successivo: conquistare il titolo a Roma e legare definitivamente il proprio nome alla storia del Foro Italico.
Il pubblico sogna di rivedere un italiano alzare il trofeo nel torneo di casa. E Sinner ha tutte le carte per riuscirci. La seconda finale consecutiva non è soltanto una statistica: è la dimostrazione di una continuità che nel tennis azzurro mancava da quasi settant’anni.
Dopo Pietrangeli, nessuno c’era più riuscito. Oggi quel nome è Jannik Sinner. E adesso Roma aspetta il capitolo più importante.
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