16 May, 2026 - 16:50

Qual è il libro che Gianni Alemanno non può presentare al Salone di Torino?

Qual è il libro che Gianni Alemanno non può presentare al Salone di Torino?

Gianni Alemanno, l'ex sindaco di Roma nonché ex ministro, non ha potuto raggiungere il Salone Internazionale del Libro di Torino per presentare il suo volume dedicato alle condizioni carcerarie.

Questo, nonostante l'invito ufficiale dei responsabili della kermesse.

Ma perché quest'impedimento?

Il Tribunale di sorveglianza di Roma ha negato all'ex sindaco il permesso di uscita temporanea dal carcere di Rebibbia e di fatto, sebbene alla fine della sua pena manchi solo un mese, gli ha impedito di partecipare a uno degli appuntamenti culturali più importanti d'Italia.

Il libro di Alemanno che non può essere presentato al Salone di Torino

Ma qual è il libro di Alemanno "censurato" dal Tribunale di sorveglianza?

Il volume in questione si intitola "L'emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane" ed è stato scritto dall'ex sindaco di Roma insieme a Fabio Falbo, altro detenuto nel braccio G8 di Rebibbia, con il contributo di diversi altri detenuti.

L'opera nasce dall'esperienza diretta di chi vive le carceri italiane e denuncia le condizioni degradanti se non il collasso del sistema penitenziario nazionale.

L'iniziativa di presentare il libro al Salone del Libro era partita dall'organizzazione della fiera torinese, che aveva invitato i due autori detenuti per condividere il loro messaggio culturale e civile.

La richiesta alla magistratura era semplice: concedere un permesso per andare e tornare da Rebibbia a Torino, permettendo ad Alemanno di partecipare all'evento in programma dal 14 al 18 maggio.

La partecipazione al Salone avrebbe rappresentato un'opportunità unica per far conoscere al pubblico italiano un'esperienza diretta sulle tematiche carcerarie, tanto più significativa considerando che Alemanno sta scontando la sua pena proprio nelle condizioni che il libro denuncia.

Le polemiche scaturite dalla decisione dei giudici di sorveglianza

La decisione del Tribunale di sorveglianza di negare il permesso ha scatenato forti polemiche.

Alemanno e Falbo hanno comunicato direttamente il diniego alla dottoressa Annalena Benini, direttrice editoriale del Salone, e alla professoressa Anna Grazia Stammati, direttrice del Cesp-Rete delle scuole ristrette, esprimendo amarezza per quanto accaduto.

I sostenitori di Alemanno hanno definito la decisione "inumana, insensata e incomprensibile" sottolineando (anche) che Alemanno è ormai a fine pena.

I giudici hanno accolto il ricorso relativo alla riduzione della pena proprio "a causa delle condizioni umane e degradanti da lui subite" nel carcere di Rebibbia, accorciando di 39 giorni la pena di 22 mesi per traffico di influenze illecite.

I due detenuti, in una lettera, l'hanno messa così:

virgolette
A cosa serve investire nella cultura in carcere, se poi quella stessa cultura viene fermata quando viene invitata ad uscire fuori dal cancello?

Alemanno e Falbo hanno chiesto che si rifletta sul senso di impedire la partecipazione a una delle più grandi manifestazioni culturali del Paese, chiedendosi "quante altre colpe debbano scontare agli occhi del Tribunale di sorveglianza".

La polemica ha messo in luce una contraddizione fondamentale: da un lato si promuove la cultura e la scrittura in carcere, dall'altro si impedisce alla voce nata da quei percorsi di essere ascoltata fuori.

Come hanno scritto i due autori:

virgolette
Un libro scritto in carcere può essere raccontato solo dentro la prigione?

Secondo la difesa, il silenzio imposto "non è neutro, seleziona, perché decide chi può parlare e chi no, senza mai dichiararlo apertamente".

La decisione è stata interpretata come "l'ultimo dispetto" a un detenuto che si è comportato in modo esemplare durante la detenzione.

A favore di Alemanno, nei giorni scorsi, è intervenuto tra l'altro anche il suo ex collega di partito Francesco Storace:

virgolette
A giugno finisce una tortura, ma ad #Alemanno continuano a fargliene di tutti i colori. Ma che male c’era a dargli un permesso per presentare il libro sulle carceri al Salone del libro? Temevano atti sconsiderati? Gianni sta scontando una pena esagerata e con i dispetti non si va da nessuna parte

Nulla, però, ha potuto far tornare il Tribunale sulla sua decisione 

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