17 May, 2026 - 15:00

Gismondo spegne l’allarme Hantavirus: “Non c’è motivo di preoccuparsi”. A cosa si riferisce quando parla di “teatrino”?

Gismondo spegne l’allarme Hantavirus: “Non c’è motivo di preoccuparsi”. A cosa si riferisce quando parla di “teatrino”?

Sono passate due settimane e ne dovranno passare ancora almeno altre tre prima che il mondo possa tirare un sospiro di sollievo e dichiararsi al sicuro dal rischio di una possibile epidemia o addirittura di una pandemia legata all’Hantavirus.

Dopo la diffusione della malattia sulla nave da crociera Hondius circa quindici giorni fa, termini come “paziente zero”, “quarantena”, “lockdown" e "vaccini”, sono ritornati con prepotenza nel dibattito pubblico internazionale, riportandoci indietro agli anni del Covid e ad un copione già visto.

La malattia trasmessa dai topi delle Ande ha viaggiato nel mondo prima sulla nave da crociera – focolaio dell'infezione - e poi sul volo di linea della Klm da Johannesburg ai Paesi Bassi, con scalo a Roma. 

Nei giorni scorsi è arrivata anche in Italia, dove al momento sono sei le persone (tutte negative) in quarantena precauzionale dopo essere entrate in contatto, direttamente o indirettamente, con soggetti infetti. 

La professoressa Maria Rita Gismondo, microbiologa e virologa, già direttrice del Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e Bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, ha però invitato alla cautela nei toni. 

In un’intervista rilasciata a Tag24.it, l’esperta ha spiegato che l’allarmismo di questi giorni non trova riscontro nei dati scientifici attualmente disponibili e che parlare, in questa fase, di lockdown o campagne vaccinali è del tutto fuori contesto. 

Hantavirus, Gismondo: “Non c'è motivo di preoccuparci. Infezione contenuta e contenibile”

Alla domanda su cosa fosse l'Hantavirus e se dovessimo preoccuparci della diffusione di un'eventutale nuova emergenza sanitaria, la sua risposta è stata netta:

“Non c'è motivo di preoccuparci. Punto.” 

La virologa italiana ha anche rassicurato sul fatto che, al momento, l'infezione sembra essere sottocontrollo:

“Non è dilagata (l'infezione, ndr) come inizialmente qualche collega, forse sperava, per aver un po' più di scena”,

ha detto Gismondo, che poi ha spiegato: 

“Chiedo scusa, ma sono molto stanca di questo teatrino”, riferendosi al dibattito sui rischi di una possibile epidemia.

La dottoressa ha spiegato che l'hantavirus prevede solo in rarissimi casi un contagio da uomo a uomo e che quindi è “un'infezione molto contenuta e contenibile”.

“L'hantavirus che ci sta interessando è la specie Andes. Le persone che hanno contratto l'infezione sono andate a visitare una riserva di uccelli, e respirando polvere infestata da feci e urine si sono infettate, perchè appunto il contagio avviene attraverso gli escrementi e le urine dei topi. Si sono infettate, sono salite sulla nave e come ormai è chiarissimo sono diventati positivi alcuni soggetti che sono stati a stretto contatto con quelli che sono andati a fare questa escursione.”

La virologa: “Allarmismo? Il ricordo del Covid è ancora molto recente” 

Anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità arrivano quotidiane rassicurazioni sul fatto che i rischi per la popolazione mondiale sono molto bassi, e che non saremmo di fronte ad un nuovo Covid-19.

Eppure ci è voluto un attimo perchè l'allarmismo si diffondesse.

“Il ricordo del Covid è ancora molto recente e quindi partiamo, come popolazione, da un livello di attenzione molto più elevato che non prima.”

Secondo la virologa, il solo sentire parlare di una nuova possibile emergenza sanitaria riporta inevitabilmente alla mente quei “tristi momenti che abbiamo vissuto durante la pandemia”. 

Per la professoressa Gismondo, però, il clima di allarme sarebbe stato alimentato anche da un altro fattore, ovvero: 

“Questo è uno dei due motivi importanti per cui si è scatenato un po' questo fermento di panico. L'altro, purtroppo lo devo ribadire perchè è sotto gli occhi di tutti, è il fatto che qualche virostar non riesce a rassegnarsi a non essere in primo piano sugli schermi. Quindi lo vede come opportunità per essere nuovamente star, ed essere nuovamente sulle prime pagine.”

Ha affermato nel corso dell’intervista.

“Scarsa contagiosità del virus ci dovrebbe rassicurare”

L'Hantavirus non è il Covid-19. E' una malattia nota, ma che ha comunque colto un po' tutti di sorpresa. 

Alcuni elementi, infatti, continuano ad alimentare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto sul fronte della possibile diffusione del contagio: tra questi, l’incertezza sul momento esatto in cui una persona infetta diventi contagiosa — prima o dopo la comparsa dei sintomi — e i tempi di incubazione piuttosto lunghi, che potrebbero rappresentare l'anello debole dalla catena del tracciamento della malattia. 

“E' vero che quando un'infezione ha un'incubazione molto lunga, il periodo di contagio è sicuramente importante- Però dobbiamo mettere alla base una cosa: questo è un virus che ha una capacità di contagio pari a 0.1 rispetto al Covid che aveva 20, quindi una capacità di diffusione molto molto bassa.”

Dunque bisogna soltanto aspettare? 

“I giorni stanno passando e ci stanno dando ragione sul fatto che il virus si trasmette soltanto in presenza di sintomi, quando il paziente è malato. Questo ci dovrebbe confortare. E ripeto, la scarsa contagiosità del virus, che nella maggioranza dei casi si prende dai topi e non dall'uomo, ci dovrebbe rassicurare abbastanza.”

Gismondo: “Vaccini Hantavirus? Teatrino già visto durante il Covid”

Negli ultimi giorni molte case farmaceutiche si sono dette pronte a sviluppare un vaccino contro l'Hantavirus – che attualmente non è disponibile - in tempi relativamente brevi.

Inoltre è spuntata nuovamente la parola lockdown, agitata quasi come uno spauracchio.

“Stiamo parlando di uno scenario completamente diverso. Innanziatutto dimentichiamo il lockdown che non ha fatto nulla di positivo neanche con il Covid.”

Ha precisato la microbiologa che anche sul tema vaccini si mostra molto critica: è un teatrino già visto, ha detto.

“Per i vaccini, Moderna subito ha avuto le azioni che sono schizzate alle stelle e prima ha detto che il vaccino era in preparazione e che quindi ci sarebbero voluti anni. Dopo ha detto che potrebbe essere pronto anche in dieci mesi. Questo teatrino lo abbiamo visto già durante il Covid.” 

Secondo la professoressa, inoltre, non bisogna dimenticare la natura stessa dell’Hantavirus: 

“Ricordiamoci, pochi l'hanno detto, che l'hantavirus è ancora un virus ad Rna . E' difficilissimo avere vaccini efficaci contro virus a Rna, anche se la ricerca può arrivarci, ma ci vogliono anni.”

Richiamando, poi, il dibattito già vissuto durante la pandemia da Covid-19 ha spiegato: 

“Stiamo parlando di un vaccino eventualmente genico, torniamo ancora al discorso del Covid, ci vogliono anni per conoscere l'assenza di effetti collaterali, che non sono quelli a 48 ore.”

Da qui la conclusione, netta: 

“Non siamo nella contagiosità, nella capacità di indurre una pandemia tale che potrebbe giustificare una vaccinazione di massa.”

 

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