26 May, 2026 - 11:30

Amministrative 2026, da Venezia a Reggio Calabria: le 5 sorprese che cambiano gli equilibri prima delle Politiche 2027

Amministrative 2026, da Venezia a Reggio Calabria: le 5 sorprese che cambiano gli equilibri prima delle Politiche 2027

E' calato il sipario sul primo turno delle elezioni amministrative 2026, l'ultimo appuntamento elettorale (in attesa dei ballottaggi) prima delle Politiche del prossimo autunno.

Una sorta di prova generale che servirà ai partiti e agli schieramenti per fare gli ultimi aggiustamenti prima della volata per la conquista di Palazzo Chigi.

In totale sono stati 749 i comuni interessati dal voto nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 maggio, ma gli occhi e l'attenzione erano tutti puntati sui 18 comuni capoluogo.

In totale sono stati 12 i sindaci eletti al primo turno, mentre per 6 bisognerà aspettare i ballottaggi del 7 e 8 giugno. Il centrosinistra ha vinto in sette comuni, il centrodestra in tre e i civici si sono confermati in due casi. 

In questo caso il dato numerico puro può risultare fuorviante, perché nonostante la differenza nel numero di sindaci eletti, la coalizione di centrosinistra non ha raggiunto l'obiettivo della vigilia: assestare la spallata definitiva alla maggioranza di governo. 

Il centrodestra ha vinto a Venezia e ha strappato dopo 12 anni Reggio Calabria alla sinistra rinviando “a domani” – come ha sottolineato ironicamente, ieri sera Giorgia Meloni in un post – il “crollo del centrodestra”.

Tra attese deluse e sorprese inattese, tutti i vincitori e gli sconfitti del primo turno delle amministrative 2026 in Italia. 

Amministrative 2026, ribaltone Venturini a Venezia: Meloni respira, Schlein frena 

Il centrodestra difende a sorpresa Venezia ed espugna ancora più a sorpresa Reggio Calabria. Due vittorie pesanti per Giorgia Meloni perché allontanano lo spettro della spallata e i timori post-referendum facendo ritornare il sorriso a Palazzo Chigi. 

Due vittorie che hanno i volti di Simone Venturini nella Laguna e di Francesco Cannizzaro a Reggio Calabria, due candidati che, per ragioni diverse, partivano sfavoriti, ma hanno saputo ribaltare i pronostici. 

A Venezia, Venturini ha vinto quasi da solo: la sua lista ha raggiunto il 30%. A soli 38 anni è il sindaco più giovane della storia della città di San Marco.

Nato a Marghera, vicino al sindaco uscente Luigi Brugnaro di cui è stato assessore alla Coesione sociale, è riuscito a convincere i veneziani e a smentire pronostici della vigilia che davano come favorito il candidato del centrosinistra, il senatore Andrea Martella.

Il flop della coalizione di Elly Schlein nella Laguna è evidente dai numeri: Venturini ha ottenuto il 51% delle preferenze, mentre Martella si è fermato al 39,2%. Non c'è mai stata partita, l'enfant prodige, candidato unico del centrodestra veneziano, espressione dell'Unione di Centro, ha immediatamente monopolizzato exit poll e proiezioni. 

Reggio Calabria cambia bandiera con Cannizzaro: tutti i top e flop del voto 

Il centrosinistra aveva puntato molto sulla vittoria a Venezia e avrà molto da riflettere sulla sconfitta. Lo stesso vale per Reggio Calabria, dove la sconfitta del candidato progressista, Domenico Battaglia, brucia più del previsto per le modalità con cui è arrivata.

Il candidato unico del centrodestra, il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro si è imposto con il 65,7% delle preferenze, un plebiscito in confronto al 24,7% di Battaglia.

Dopo dodici anni si è chiusa l'era del Pd e di Giuseppe Falcomatà, il sindaco uscente decaduto dopo l'elezione in Consiglio Regionale. Una vittoria netta che forse nessuno si aspettava, o almeno non con questi numeri. 

In Calabria, il centrodestra si conferma anche a Crotone dove il sindaco uscente, Vincenzo Voce, viene rieletto con il 62,4%, mentre è in vantaggio nei ballottaggi ad Arezzo, Lecco e Macerata.

Toscana rossa, ma non troppo: il centrosinistra si riprende Pistoia e sogna il bis 

Il centrosinistra si impone in Toscana, dove si riconferma alla guida del Comune di Prato con il ritorno di Marco Biffoni, già sindaco PD dal 2014 al 2024, e strappa Pistoia al centrodestra.

Il candidato unico del campo largo, Giovanni Capecchi si impone con il 54,4% sulla candidata del centrodestra Anna Maria Ida Celesti (42,9%). Un flop per il centrodestra che non è riuscito a difendere la poltrona lasciata da Alessandro Tomasi (FdI), una vittoria per il centrosinistra che fa bene al morale in una regione, dove a giugno si giocherà un'altra partita determinante, il ballottaggio per la città di Arezzo. 

Dopo Pistoia, il campo progressista punta al bis: la sfida sarà tra il centrodestra con Marcello Comanducci (43,8%) e il centrosinistra con Vincenzo Ceccarelli (32,4%). Anche Viareggio andrà al ballottaggio: a contendersi la guida della città saranno Sara Grilli per il centrodestra e Federica Maineri per il centrosinistra.

De Luca stravince a Salerno (per la quinta volta) senza il simbolo del Pd

L'ex governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, torna alle origini. Torna alla sua Salerno, che lo ha eletto sindaco per quinta volta, dopo un decennio dall'ultima esperienza a Palazzo di Città, lasciato per la carica di governatore.

Anche questa volta, come nelle precedenti quattro occasioni, non c'è stata partita per gli sfidanti: De Luca ha ottenuto il 57,9% al primo turno senza il simbolo del Partito Democratico.

A Salerno, l'ex governatore campano non ha bisogno di simboli, è sufficiente il suo nome, tant'è che si è presentato agli elettori appoggiato solo da una serie di liste (Progressisti per Salerno, Dc Democrazia Cristiana-Insieme per Salerno, Avanti-Psi, Salerno per i giovani, Cristiani democratici, A testa alta, Davvero ecologia & diritti) battendo sia il candidato di Avs e M5s, Franco Massimo Lanocita, sia quello del centrodestra Gherardo Maria Marenghi.

Un successo inappellabile per De Luca, un flop per Pd e alleati.

Effetto Vannacci a Vigevano: Futuro Nazionale supera la Lega 

L'ultimo caso da segnalare sul piano politico è il risultato ottenuto a Vigevano dal candidato di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, alla sua prima volta alle urne. 
Furio Suvilla ha ottenuto il 14,21%, superando la Lega che si è fermata al 9,55%.

Una sconfitta amara per il Carroccio che dopo 26 anni non sarà alla guida del comune lombardo. 

virgolette
“Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche. Questi sono i veri sondaggi non quelli delle agenzie ammaestrate.

Ha commentato a caldo Vannacci a risultato acquisito. 

A Vigevano il centrodestra si è diviso in due: da una parte Forza Italia e dall'altra Lega e FdI. Terzo incomodo Futuro Nazionale.

Le sorti del comune si decideranno a giugno ai ballattoggi, dove a sfidarsi saranno Paolo Previde Massara, per la coalizione formata da Forza Italia e la lista Lab27029, e Rossella Buratti, per il centrosinistra

 

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...