Futuro Nazionale di Roberto Vannacci non si ferma più: il partito fondato dall'ex generale della Lega continua a crescere e questa settimana supera il 4% ritagliandosi uno spazio sempre più ampio all'interno dell'elettorato conservatore e sottraendo consensi ai partiti maggioritari del centrodestra.
Una crescita costante che non può essere più considerata episodica, dettata dalla novità o dall'entusiasmo del momento: il partito vannacciano riesce a intercettare l'elettorato che si colloca in una zona più radicale e identitaria del centrodestra, quella a cui Fratelli d'Italia e Lega nella veste istituzionale di governo non riescono più a parlare.
L'ultimo sondaggio realizzato da SWG per TG LA7 certifica questa tendenza, ma evidenzia anche un altro fattore: l'assottigliarsi della distanza tra FN e Lega, separati ormai da meno di due punti.
Insomma, Futuro Nazionale è un tema che Giorgia Meloni e i suoi alleati non possono permettersi di sottovalutare ancora per molto, perché la perdita di consensi in favore del Generale, è evidente di settimana in settimana.
Ma ritornando al sondaggio, diffuso ieri dal TG di Enrico Mentana, un altro trend da rilevare è la crescita del PD in contrapposizione alla fase negativa di Fratelli d'Italia che segna il calo più consistente della settimana.
Nel centrodestra Fratelli d’Italia resta il primo partito della coalizione con il 28,1%, ma perde lo 0,4%. Non si tratta di un arretramento significativo in termini assoluti, ma è politicamente rilevante perché è sintomo di una possibile fisiologica erosione del consenso dopo una lunga permanenza in posizione di leadership.
Ma soprattutto, il dato politicamente più rilevante è che si riduce ulteriormente il vantaggio sul Partito Democratico di Elly Schlein, in crescita anche questa settimana.
Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, scende al 7,4% (-0,2%), ma a preoccupare è soprattutto la Lega di Matteo Salvini che questa settimana rimane stabile al 6%, incapace di reagire alla perdita di consensi.
Un problema che invece non ha Roberto Vannacci, che guadagna lo 0,2% e arriva al 4,3%, avvicinandosi pericolosamente al suo ex partito.
Completa il quadro Noi Moderati, che si attesta all’1,3%.

Il partito della segretaria dem guadagna lo 0,3%, raggiungendo il 22,5%, riducendo il distacco da Fratelli D'Italia a 5,6 punti e consolidando la seconda posizione nazionale e la leadership nella coalizione progressista.
In parallelo, il Movimento 5 Stelle cresce al 12,7% (+0,2%), contribuendo a ridisegnare gli equilibri dell’area progressista.
All’interno dell’area progressista, Alleanza Verdi e Sinistra scende lievemente al 6,6%, perdendo lo 0,1% ma restando sopra la soglia del 6%. Azione di Carlo Calenda rimane stabile al 3,5%, così come Italia Viva di Matteo Renzi, ferma al 2,5%. +Europa si attesta invece all’1,4%.
Nel complesso, il centrosinistra cresce, ma resta ancora frammentato nella sua componente centrista.

Analizzando i dati aggregati per coalizione, il centrodestra è ancora avanti ma con un vantaggio che di settimana in settimana diventa sempre meno netto.
Sommando le principali liste, la compagine guidata da Fratelli d'Italia arriva al 42,8%. Il centrosinistra composto da Pd, M5S e AVS si ferma appena un punto dietro al 41,8%. La prospettiva cambia in caso di perimetro allargato al centro, con Italia Viva e +Europa, che porterebbe il centrosinistra al 45,7%, sancendo il sorpasso.
In ballo però ci sono quasi dieci punti che si dividono Azione e Futuro Nazionale e che al momento sono gli unici due partiti del panorama politico italiano che si collocano fuori dai due poli.
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