Oggi, giovedì 4 giugno, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge delega al governo sul nucleare. Il testo che è passato con 155 voti a favore, 86 no e 8 astenuti (Italia Viva) è atteso adesso al Senato per il via libera definitivo.
Il voto di oggi è un importante passo avanti per la ripresa della produzione dell’energia nucleare in Italia dopo il referendum popolare che nel 1986 decretò la chiusura di tutte le centrali attive nel Paese.
Non si tratta, tuttavia, di un processo immediato poiché quella approvata dalla Camera è una legge delega, ovvero, una legge con cui il Parlamento autorizza il Governo a emanare norme (decreti legislativi) su una determinata materia.
Ecco nel dettaglio cosa ha appena approvato – tra le polemiche e le proteste delle opposizioni – l’aula di Montecitorio.
La Camera ha votato per la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia? Non esattamente.
L’aula di Montecitorio non ha dato l’ok all’immediato ritorno alla produzione di energia atomica in Italia, ma ha conferito al Governo (previa approvazione anche da parte del Senato) la facoltà di stabilire le regole per il futuro utilizzo dell’energia atomica attraverso l’emanazione di decreti legislativi.
I decreti dovranno stabilire: come e se costruire nuove centrali atomica (il riferimento è agli SMR, piccoli reattori modulari di nuova generazione), quali tecnologie usare, dove eventualmente collocare i nuovi impianti e come gestire in sicurezza scorie e rifiuti.
La legge promuove anche la ricerca su tecnologie nucleari avanzate e sulla fusione, ancora in fase sperimentale. I decreti, infine, dovranno tenere conto delle indicazioni contenute nel disegno di legge delega approvato dal Parlamento.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha assicurato che il governo è pronto a presentare i decreti attuativi entro Natale, così da avviare il processo di transizione al nucleare entro la fine della legislatura.
Nelle intenzioni del governo il nucleare sarà fondamentale per rafforzare il mix energetico nazionale in cui l’utilizzo di fonti fossili importate (gas e petrolio) rappresenta ancora una parte preponderante.
Una circostanza che è alla base della grave crisi energetica che sta attraversando il paese a causa dello scoppio della crisi in Iran.
Ha commentato il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Antonio Tajani.
Vibranti le critiche del centrosinistra, con Alleanza Verdi e Sinistra che ha portato la protesta in Aula. Al momento del voto i deputati di AVS hanno mostrato dei cartelli sul posizionamento delle centrali in Italia e sulle ragioni del no.
Ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, i cui deputati – insieme a quelli del Pd – hanno votato no alla legge.
Si sono astenuti, invece, i deputati di Italia Viva mentre, Azione ha votato a favore.
I no sono stati 86 e sono arrivati dal Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Le opposizioni di centrosinistra e sinistra si sono schierate contro, accusando la maggioranza di voler scavalcare la volontà popolare espressa nei passati referendum sul nucleare.
ha detto il deputato di Azione Fabrizio Benzoni.
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