Il centrodestra regge, ma non è più quello che ha vinto a mani basse le elezioni del 2022. Lo sa bene Giorgia Meloni, che da sola tiene a galla la coalizione e nel frattempo prova ad accelerare sull’approvazione della nuova legge elettorale in Parlamento.
La crisi della Lega e la scalata di Futuro Nazionale stanno cambiando gli equilibri nella maggioranza, ormai è evidente a tutti.
Nel centrosinistra il Partito Democratico mantiene la leadership, ma fatica a fare quello scatto che gli consentirebbe di chiudere definitivamente la partita con il Movimento 5 Stelle, che non ha nessuna intenzione di rendere le cose facili alla segretaria dem, Elly Schlein.
La supermedia dei sondaggi delle ultime settimane di Youtrend per Agenzia Italia restituisce la fotografia di uno scenario politico solo in apparenza immutato, ma attraversato da dinamiche che stanno modificando i rapporti di forza tra i partiti.
Qualcuno potrebbe dire parafrasando che a destra “non l’hanno visto arrivare”, ma non sarebbe vero, perché le avvisaglie c’erano da prima ed erano anche evidenti. Il riferimento è al generale Roberto Vannacci e al suo partito, Futuro Nazionale, che anche questa settimana registra un’importante crescita nei sondaggi (+0,7%), arrivando al 4,3%.
A farne le spese è soprattutto la Lega che scende al 6,4% (-0,4%). A dividere Matteo Salvini dal generale della Folgore ci sono appena 2 punti. Non è solo un calo numerico. È un problema strategico, la Lega è ormai stabilmente sotto Forza Italia, lontanissima dai livelli storici e continua a perdere terreno mentre cresce Futuro Nazionale.
Basterebbe questo per capire perché il centrodestra di Meloni non è più quello che vinse nel 2022, quando il Carroccio era ancora la seconda forza della coalizione. Oggi la Lega è stata superata da Forza Italia che si attesta stabilmente intorno all’8% (8,2%) senza tuttavia riuscire a fare il salto di qualità auspicato dal segretario Antonio Tajani che dovrebbe portare il partito al 10%.
L’unico punto fermo della coalizione è Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni non cresce più come prima, ma è stabilmente sopra il 28%, sintomo di un consenso consolidato e acquisito. Questa settimana il partito della premier è stabile al 28,2%. Chiude il centrodestra, Noi Moderati all’1,1% (-0,1%).
???? #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia dei sondaggi (e variazione rispetto al 21 maggio):
— Youtrend (@you_trend) June 4, 2026
FdI 28,2% (=)
PD 21,8% (-0,4)
M5S 13,0% (+0,5)
FI 8,2% (-0,1)
Lega 6,7% (-0,4)
AVS 6,6% (+0,1)
FN 4,3% (+0,7)
Azione 3,0% (=)
IV 2,4% (-0,1)
+E 1,4% (-0,1)
NM 1,1% (-0,1) pic.twitter.com/qH3PphkW24
Nel centrosinistra crescono il Movimento 5 Stelle e Avs, mentre il Pd fa registrare una flessione. Il partito di Giuseppe Conte guadagna mezzo punto e sale al 13%, portandosi a 8 punti dal Partito Democratico che perde lo 0,4% e scende al 21,8%. Avs, invece, sale al 6,6% (+0,1%).
Conte vede il PD e tiene aperta la corsa per la leadership della coalizione in vista delle Politiche del 2027, che, se dovesse passare la nuova legge elettorale, sarebbe decisa quasi sicuramente con le primarie.
Il dato da evidenziare, tuttavia, non è la crescita – tutto sommato moderata – del Movimento 5 Stelle, ma la difficoltà del Pd di mantenere la centralità nel proprio campo politico attraverso una crescita costante nel gradimento.
La componente centrista continua a procedere con alti e bassi: perdono Italia Viva (2,4%) e +Europa (1,4%) mentre Azione resta stabile al 3%.
Nel complesso il centrodestra resta in vantaggio, attestandosi al 43,9%. Il centrosinistra composto da Pd, M5s e Avs si ferma al 41,4%, ad una distanza di due punti e mezzo.
Naturalmente se si allarga il perimetro della coalizione al centro, il risultato diventa favorevole al campo progressista che con Italia Viva e +Europa arriva al 45,2%. Fuori dal calcolo Futuro Nazionale, che potrebbe consegnare la vittoria al centrodestra, e Azione che al momento continua ad escludere apparentamenti con entrambi gli schieramenti.
Se si votasse oggi e le coalizioni fossero quelle del primo scenario (43,9% contro 41,4%), il centrodestra sarebbe nettamente favorito.
Se invece si realizzasse davvero un campo largo da 45,2%, il vantaggio si sposterebbe quasi completamente dall'altra parte, sia con l’attuale legge elettorale, sia con lo Stabilicum.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *