La quarta proroga al taglio delle accise sui carburanti è arrivata oggi, sabato 6 giugno, a poche ore dalla scadenza.
Con un decreto ministeriale del Mef, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il governo ha prorogato fino al prossimo 3 luglio lo sconto sul prezzo di benzina e gasolio.
Come ampiamente prevedibile, l'esecutivo ha ulteriormente ridotto l'entità del taglio, dimezzando quello per il gasolio, che passa da 10 centesimi a 5 e lasciando invariato quello sulla benzina (5 centesimi).
Anche questa volta, Palazzo Chigi ha optato per il meccanismo degli sconti "fissi" uguali per tutti.
Il quarto round di interventi è stato finanziato con 149,4 milioni di euro provenienti dall'extragettito Iva dovuto ai rincari.
La crisi nel Golfo Persico e gli aumenti del costo dei carburanti hanno spinto il governo a proseguire sulla strada del taglio delle accise su benzina e gasolio.
L'obiettivo è quello di mantenere i prezzi alla pompa sotto i 2 euro al litro, o, nella peggiore delle ipotesi, impedire l'impennata fuori controllo.
Con un decreto ministeriale pubblicato questa mattina in Gazzetta Ufficiale, l'esecutivo ha prorogato fino al prossimo 3 luglio lo sconto sui carburanti. Sconto che, tuttavia, è stato sensibilmente ridotto per il gasolio, mentre è rimasto invariato per la benzina.
A partire da domani, domenica 7 giugno, il gasolio costerà 5 centesimi in meno rispetto ai 10 previsti nell'ultima proroga (che scade alla mezzanotte di oggi) e la benzina continuerà ad essere scontata di 5 centesimi.
Niente da fare per il voucher da 100 euro per le famiglie svantaggiate, anche se da Palazzo Chigi non escludono che in una seconda fase il governo possa procedere con misure mirate per famiglie e imprese.
Per queste ultime si attende di sapere dall'Unione Europea quali misure è possibile finanziare con la nuova flessibilità per l'energia. Circa 14 mld di risorse in deficit fino al 2028: quasi 7 mld del totale possono essere spesi quest'anno, ma solo per misure per la sostenibilità e resilienza energetica.
Sicuramente non sarà possibile utilizzare questi soldi per rifinanziare eventuali nuovi tagli delle accise.
Con l'attuale stanziamento di 149,4 milioni, il conteggio delle spese sostenute dallo Stato per affrontare i rialzi dei carburanti allo scoppio della guerra in Iran a oggi sale a circa 1,7 miliardi. Un costo difficile da sostenere a lungo termine.
Questa volta le risorse sono arrivate dall'extragettito dell'Iva attraverso il meccanismo delle accise mobili.
In pratica, il governo ha deciso di utilizzare l'Iva extra sui carburanti incassata nel mese di maggio per finanziare il nuovo taglio delle accise.
L'intenzione del governo sarebbe di procedere su questa stessa strada anche per gli interventi futuri, la cui entità quindi dipenderà da quanto sarà stato incassato nel mese precedente.
È per questo che nei giorni scorsi il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva detto di dover attendere i dati sull'extragettito, per capire quante risorse avrebbe avuto a disposizione per finanziare la nuova proroga.
Il meccanismo delle accise mobili è più semplice di quanto sembri. In pratica, il prezzo che paghiamo alla pompa è composto da più elementi, tra cui le accise (cioè le tasse fisse sui carburanti) e l’IVA, che viene calcolata in percentuale sul prezzo finale di benzina e gasolio.
Quando il prezzo dei carburanti aumenta, anche il gettito dell’IVA cresce automaticamente, perché si applica a un valore più alto. In alcune situazioni, lo Stato può decidere di utilizzare questo “extra incasso” (il cosiddetto extragettito) per intervenire sul costo dei carburanti.
In questo caso, le risorse aggiuntive vengono usate per ridurre temporaneamente le accise, con l’obiettivo di contenere il prezzo finale alla pompa e attenuare l’impatto sui consumatori.
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