06 Jun, 2026 - 20:30

Chiesa sogna il ritorno alla Juve, ma è davvero necessario?

Chiesa sogna il ritorno alla Juve, ma è davvero necessario?

C'era un tempo in cui vincevano assieme, sollevando trofei e dando l'impressione di essere destinati a grandi cose. Federico Chiesa e la Juventus si sono corteggiati, amati e lasciati sul più bello, come in una vera e propria storia d'amore. Il lieto fine non c'è stato ma, nonostante ciò, l'esterno azzurro non ha mai smesso di pensare ai suoi anni in bianconero. E, insieme a lui, anche una parte della tifoseria juventina, che lo rivorrebbe nella squadra allenata da Luciano Spalletti. D'altronde se n'è parlato con insistenza anche nelle scorse sessioni di mercato, giungendo poi alla conclusione che Chiesa non è più l'uomo ideale per la Juve. O almeno questo è stato il responso del club.

Ma a riaccendere la love story a distanza ci ha pensato lo stesso giocatore, che parlando ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha ammesso di sognare ancora la Juve. "Mi piacerebbe tornare in bianconero. La Juve è sempre nel mio cuore e vorrei tornarci". Una dichiarazione d'amore senza mezzi termini e senza giri di parole. E nell'attesa di capire se la sua intervista inciderà nelle strategie della Juve, è lecito chiedersi se questo ritorno sia davvero necessario.

Chiesa-Juve, non è tutto oro quello che luccica

Le dichiarazioni di Chiesa hanno aperto le porte al ritorno in Italia. Prima di chiudere definitivamente la parentesi al Liverpool, però, il giocatore dovrà parlare con il nuovo tecnico Iraola e capire i margini di manovra con il club inglese. I Reds continuano a valutarlo 15 milioni di euro e sarebbero disposti a lasciarlo andare per liberarsi dell'ingaggio da 7 milioni di euro netti a stagione. Il 28enne spingerà per la pista che porta in bianconero, dando priorità proprio alla Juve. Dal canto suo, però, Comolli e soci non sono convinti che sia l'opzione giusta.

I costi dell'operazione tra ingaggio e cartellino restano importanti e Chiesa è reduce da una stagione chiusa con appena 3 gol in tutte le competizioni. Insomma, Spalletti dovrebbe ricominciare da capo con un giocatore che, nonostante le indubbie qualità, resta un'incognita. C'è poi un altro aspetto da considerare: la Juve ha già un esterno con quelle caratteristiche e pronto per il riscatto. Boga costa meno di 5 milioni di euro e l'ivoriano ha già fatto vedere di essere un'opzione valida. La seconda parte di stagione ha dato garanzie anche dal punto di vista fisico, le stesse che Chiesa non è in grado di assicurare. Nonostante il nome dell'azzurro accostato alla Juve evochi dolci ricordi, però, la ragione imporrebbe di virare su altre piste.

C'è ancora uno spiraglio

Se l'affare tra Chiesa e la Juve appare complicato, c'è solo un uomo che potrebbe cambiare le carte in tavola: Luciano Spalletti. Ai tempi della nazionale l'attuale allenatore bianconero lo definì "il Sinner del calcio italiano", a conferma della stima che provasse nei suoi confronti. Quel sentimento non è mai cambiato e, nonostante Chiesa abbia fallito l'esperienza al Liverpool, Spalletti lo ritiene ancora ideale per una big.

Allo stesso tempo, però, il tecnico toscano sa bene che al momento le priorità sono altre. La Juve è priva di un centravanti all'altezza e anche la questione portiere non fa dormire sonni tranquilli alla dirigenza. I discorsi con Chiesa andranno avanti solo e soltanto se ci saranno le condizioni economiche adeguate, altrimenti il suo ritorno in bianconero rimarrà una piacevole illusione.

La concorrenza non manca

Chiesa potrebbe tornare in Italia anche con una maglia diversa da quella bianconera. Milan e Inter sembrano fuori dai giochi: i rossoneri devono ancora definire il nuovo assetto tecnico, mentre ai nerazzurri non serve un giocatore del genere. Il Napoli difficilmente affonderà il colpo, mentre alla Roma peserebbero i vecchi attriti con Gasperini.

Tra le possibili destinazioni prendono quota Como, Atalanta e Lazio, club che potrebbero garantirgli maggiore spazio. Il vero nodo, però, resta l'ingaggio: i 7 milioni netti percepiti al Liverpool sono un ostacolo importante e senza un taglio dello stipendio ogni trattativa rischia di fallire.

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