Alla caduta del Muro di Berlino, nel 1989, una volta che ci si rese conto che il Partito Comunista Italiano era qualcosa da relegare alle pagine di storia, ci si chiedeva cosa dovesse nascere dalle sue ceneri. E come si dovesse chiamare.
All'epoca, cancellata la definizione comunista, costituivano problemi esistenziali. E, tra un tira e molla e l'altro, il dibattito pubblico si svolgeva attorno alla "Cosa" (o alla "Cosa Rossa") che doveva fare da nuova casa a chi fino a quel momento aveva votato Pci.
Trentasette anni dopo, se non siamo tornati a quel punto, poco ci manca.
Il Pd a trazione Schlein è stato considerato da Pina Picierno, vicepresidente del parlamento europeo nonché fino a qualche giorno fa una delle sue massime rappresentanti riformiste, troppo di sinistra.
Così, ieri, una volta detto addio al partito, ha annunciato la nascita di "Spazio Pubblico".
Di cosa si tratta? Di un altro partito? Di una corrente? Di un'associazione? Di un movimento?
Ad oggi, in realtà, ancora non si è ben capito. Solo il tempo, quello che ci separa dalle prossime elezioni politiche, potrà dirlo.
A ventiquattr'ore dall'annuncio della sua nascita, ha raccolto 4000 adesioni, ma è difficile definire bene cosa sia Spazio Pubblico. L'impressione è che rappresenti solo la prima piattaforma sulla quale Pina Picierno ha voluto mettere i piedi una volta lasciato il Pd.
Un po' come si fa al mare, quando si salta da uno scoglio all'altro: la vicepresidente del parlamento europeo è saltata dallo scoglio-Pd su un altro di cui, però, non si sa bene la consistenza: se sarà solido abbastanza per tenerla in piedi, oppure scivoloso in maniera tale da farla finire in acqua.
Ma tant'è: per ora, la cosa certa (e solida) è che, a livello europeo, Pina Picierno passa dal gruppo Socialisti & Democratici (a cui è iscritto il Pd) a quello del Partito Democratico Europeo, una formazione che aderisce a Renew Europe, la famiglia politica nella quale, tra gli altri, si ritrovano Romano Prodi, Macron, Kallas, Zelensky e il premier olandese Rob Jetten, per intenderci.
E quindi: Picierno, almeno in ambito europeo (che poi, secondo la sua visione e il suo ruolo istituzionale, è quello più importante), cade in piedi, riprendendo la metafora degli scogli. Non cade certo a mare.
Ma in Italia, "Spazio Pubblico"?
Il timore dei favorevoli coincide con la principale critica degli avversari: Spazio Pubblico, il nuovo soggetto politico annunciato da Pina Picierno è l'ennesima sigla della galassia di centro? Quella che, sondaggi alla mano, è rappresentata soprattutto da Azione di Carlo Calenda, per intenderci?
In quell'area già gravitano il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, i radicali di Matteo Hallissey, il Partito Radicale di Maurizio Turco, il movimento "Ora!" di Michele Boldrin e Alberto Forchielli, la Fondazione Einaudi. E tanti altri piccoli cespugli.
Spazio Pubblico, allora, come si presenta in questo scenario? Cosa vuole essere?
è stata la definizione che la sua madrina, Pina Picierno, ha dato l'altro giorno.
Ma riuscirà a farsi valere in quest'ottica?
C'è da dire che in Italia, con lo stesso obiettivo è partito nel 2025 Marattin costruendo il Partito Liberaldemocratico. Ma per ora, con scarso successo da questo punto di vista.
In ogni caso: in vista delle elezioni del 2027, c'è la consapevolezza che "esiste un popolo che aspetta una novità politica e abbiamo il dovere di lavorare insieme per offriglierla".
Di sicuro, in ogni caso, la "cosa" di Pina Picierno non starà all'interno del Campo largo:
ha spiegato al CorSera nei giorni scorsi, specificando che non sta "costruendo una corrente né organizzando una scissione" del Pd:
Ma, per i particolari, evidentemente, deve passare qualche tempo.
Intanto, però, la nuova "cosa" di Pina Picierno è già presa di mira dai suoi ex compagni di partito, come nella più classica tradizione di centrosinistra.
Vedere per credere la bersaniana doc Chiara Geloni. Dopo la sfuriata del suo mentore ("Io sono riformista, ma quella definizione è diventata per qualcuno il modo politicamente corretto per dar ragione agli altri ed essere subalterno"), addirittura si è spinta a questo:
Beh, a dire il vero, Picierno già da anni riempie di contenuti la sua critica alla linea politica "troppo di sinistra" di Schlein e compagni. In campo internazionale, in primis, battendosi in prima linea per l'Ucraina e tutti i Paesi che lottano per sottrarsi al giogo russo (cosa che il Pd fa solo timidamente per non inimicarsi l'alleato Cinque Stelle). Ma anche in politica interna, nel campo dell'economia, ad esempio:
ha dichiarato, ad esempio, mentre il Pd presentava una proposta di legge che vuole elargire l'ennesimo bonus (di 200 euro per tre anni) ai giovani con la speranza che restino in Italia.
E comunque: oggi, la stessa Geloni ha postato un articolo di Luca Telese che bolla le posizioni di Picierno così.
Tra le righe, ma nemmeno troppo, il conduttore di "InOnda" accusa Picierno di essere andata via dal Pd e di aver dato vita a Spazio Pubblico per garantirsi qualche altra poltrona.
Telese, pur di sparare a zero contro di lei, ha citato addirittura Andrea Scanzi che aveva definito Picierno "la Santanché della sinistra italiana".
Per lui, allora, che cos'è Spazio Pubblico?
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