Non più di tre mesi fa, Fratelli d’Italia viaggiava stabilmente intorno al 30%, oggi sta scivolando pericolosamente sotto la soglia psicologica del 27%.
Anche questa settimana, infatti, il partito di Giorgia Meloni ha fatto registrare un calo nei sondaggi, confermando il momento di flessione iniziato con il debutto di Futuro Nazionale sulla scena politica del centrodestra.
Flessione che non sembra neanche sfiorare il partito del Generale Vannacci che continua a crescere nelle previsioni demoscopiche, settimana dopo settimana, consolidando il sorpasso al suo ex partito, la Lega di Matteo Salvini.
È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di SWG per TGLa7 diffuso ieri, 29 giugno 2026 in cui si fotografa il momento di crisi attraversato dalla coalizione di maggioranza.
Per un partito che solo pochi mesi si trovava stabilmente sopra il 30%, scendere sotto il 27% significherebbe attraversare un confine pericoloso.
La perdita di consensi degli ultimi mesi per FdI e Lega ha un nome e cognome ormai assodato: Roberto Vannacci. Futuro Nazionale sta velocemente erodendo i consensi di quella parte di elettorato sovranista e radicale che un tempo votava Meloni e Salvini.
FNV continua a crescere, portandosi al 5,6% (+0,3%) e consolidando il sorpasso sulla Lega, che questa settimana resta bloccata al 5,3%.
Nel centrodestra perde anche Forza Italia che scende al 7,2% (-0,2%). L’unico in positivo è Noi Moderati che sale all’1,2% (+0,2%).

Neanche il centrosinistra fa registrare particolari fuochi d’artificio. Il Partito Democratico resta inchiodato al 21,8% per un’altra settimana, mentre Alleanza Verdi e Sinistra fa registrare una lieve flessione scendendo al 6,4% (-0,2%). L’unico partito del campo largo a crescere è il Movimento 5 Stelle che sale al 13,3% (+0,1%).
Segno negativo anche per i partiti del centro: Italia Viva di Matteo Renzi scende al 2,4% (-0,1%) e +Europa di Riccardo Magi all’1,5% (-0,1%). Azione di Carlo Calenda passa dal 3,7% al 3,5%.
Questa settimana debuttano nei sondaggi altri due partiti: Sud chiama Nord di Cateno De Luca e Avanti Psi, entrambi all’1%.

Se si votasse oggi il centrodestra avrebbe ancora un vantaggio sul campo largo. La coalizione di Giorgia Meloni (senza Vannacci) si attesta al 42%, mentre il Campo Largo (senza IV e +Europa) si ferma al 41,5%.
La partita tra le due coalizioni maggiori si gioca su una differenza di mezzo punto, ma basterebbe poco per modificare gli equilibri a vantaggio di uno dei due schieramenti.
Se il centrosinistra rendesse organica l’apertura al centro di Iv e +Europa, infatti, si attesterebbe stabilmente oltre il 45%, percentuale sufficiente per battere la coalizione di Meloni.
Allo stesso modo se la maggioranza di governo aprisse all’ingresso di Futuro Nazionale, allora, la vittoria sarebbe assicurata.
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