Era ora o mai più. Questo era il pensiero che aleggiava attorno ad Alexander Zverev dopo la prematura eliminazione di Jannik Sinner, che aveva spalancato al tedesco una grande occasione per conquistare il suo primo titolo del Grande Slam. In una finale caratterizzata da una tensione altissima, nella quale Zverev ha dovuto fare i conti anche con i fantasmi del passato, il tedesco è riuscito finalmente a coronare il sogno più grande della sua carriera.
E lo ha fatto proprio sul Philippe-Chatrier, teatro di alcune delle delusioni più cocenti: dalla drammatica semifinale contro Rafael Nadal nel 2022, conclusa con il grave infortunio alla caviglia che lo costrinse al ritiro, alla finale persa contro Carlos Alcaraz nel 2024, quando si era ritrovato avanti due set a uno prima della rimonta dello spagnolo.
Dall’altra parte della rete c’era però un Flavio Cobolli tutt’altro che disposto a recitare il ruolo della vittima sacrificale. Alla prima finale Slam della carriera, l’azzurro – quarto italiano dell’era Open dopo Panatta, Berrettini e Sinner – ha confermato quanto di buono mostrato nelle due settimane parigine, giocando con coraggio e personalità anche nei momenti più delicati del match. La sua resistenza ha costretto Zverev a spingersi oltre i propri limiti, trasformando la finale in una battaglia lunga cinque set.
Partenza in salita per Flavio
Cobolli era alla sua prima finale Slam in carriera, a differenza di Zverev già abituato a questo tipo di palcoscenico, alla sua quarta finale Major. L’azzurro paga inevitabilmente la tensione dell’evento e, in apertura di match, perde subito il servizio complice una serie di errori gratuiti. Aveva anche avuto l’occasione di portarsi sull’1-0, ma un nastro vincente gli nega il vantaggio.
Zverev invece parte con grande solidità: servizio preciso, pochi errori e ritmo alto da fondo campo. Nel primo set il tedesco mette in mostra una delle sue armi principali, il rendimento con la prima di servizio, facendo registrare un eccellente 76% di prime in campo, dato che gli consente di comandare gli scambi e togliere ritmo all’azzurro.
Cobolli prova a reagire conquistando il game del 2-1, ma sarà l’unico sussulto del primo set. Zverev lo brekka infatti in altre due occasioni, chiudendo il parziale 6-1 in poco più di 30 minuti, con l’azzurro condizionato dalla tensione della sua prima finale Slam.
La reazione di Cobolli
Il secondo set si apre in maniera completamente diversa. Cobolli si scioglie e inizia a giocare con maggiore aggressività, soprattutto con il dritto e con un rovescio più incisivo. Il dato che testimonia la crescita è netto: dal 47% di punti vinti con la prima nel primo set, l’azzurro sale all’80% nel secondo, concedendo appena tre punti quando entra la prima di servizio.
Zverev invece cala leggermente, concedendo qualcosa sia in risposta sia negli scambi da fondo campo. Il tedesco appare meno aggressivo e più falloso. Sul 3-3 arriva il momento chiave del parziale: un game disastroso di Zverev, con due doppi falli e un ultimo errore di dritto, concede il break a Cobolli. Da quel momento l’azzurro non concede più nulla al servizio e chiude il set 6-4, ristabilendo la parità.
Zverev rimette la testa avanti
Il terzo set si apre con un’inerzia leggermente favorevole a Cobolli, che riesce a tenere bene anche con il rovescio, mostrando grande aggressività. Zverev però non si scompone e ritrova immediatamente efficacia al servizio, perdendo appena un punto con la prima nel corso del parziale.
Flavio annulla due palle break nel quarto game, grazie anche a errori di dritto del tedesco e a un coraggioso serve and volley sulla seconda palla break. Si arriva così sul 5-4 Zverev con Cobolli al servizio. Sul 30-0 sembra un game di routine, ma l’inesperienza dell’azzurro cambia tutto: tre errori di dritto negli ultimi quattro punti consegnano il set al tedesco
Un quarto set folle
Il quarto set si apre con un déjà-vu del 3-3 del secondo: due doppi falli di Zverev e un errore di dritto concedono subito il break a Cobolli. Fino al 3-2 per l’azzurro entrambi tengono il servizio con relativa facilità, poi succede di tutto. Cobolli va sotto 0-40 sul proprio servizio ma recupera grazie a due errori di dritto di Zverev. Tuttavia, nel momento decisivo commette due errori pesanti, uno di dritto e uno di rovescio, che gli costano il break.
Zverev però non approfitta del momento e si complica la vita a rete: sbaglia una volée facile per andare 30-0, poi viene infilato da un passante sul 15-30 e affossa un’altra volée tentando il serve and volley, restituendo il break.
Cobolli va così a servire per il set, ma Zverev riesce a rientrare fino al 5-5 nonostante qualche problema di mobilità. Nel frattempo, dal suo box gli viene anche somministrata una pastiglia nel tentativo di aiutarlo. Si arriva così al tie-break.
Tie-break folle
Il tie-break si apre con un grande passante di Cobolli, ma Zverev reagisce subito e sale avanti di un mini-break. Il tedesco però appare teso, quasi bloccato. Cobolli rientra e si porta sul 4-3 grazie a una buona prima e a un dritto a sventaglio. In quel momento riaffiora nella mente di Zverev il ricordo della finale degli US Open 2020 contro Dominic Thiem, quando aveva perso un tie-break decisivo dopo essere stato a un passo dal titolo.
Il finale è nervoso: doppio fallo di Zverev per il 5-3 Cobolli, poi l’azzurro sale 6-4 e conquista due set point. Il primo viene sprecato con una volée a campo aperto incredibilmente sbagliata, ma sul secondo Cobolli chiude con un dritto lungolinea che manda il match al quinto set.
Flavio senza energie, Zverev campione del Roland Garros
Il quinto set si decide nei primi giochi. Zverev fa valere la maggiore esperienza, essendo al suo 39° quinto set in carriera e alla quarta finale Slam consecutiva arrivata al quinto, a differenza di Cobolli.
Il tedesco parte subito forte e strappa il break grazie a un errore di dritto dell’azzurro, che appare visibilmente stanco. Cobolli annulla due palle break nel game successivo, ma poi cede il servizio. Zverev vola sul 5-1 e chiude definitivamente con un ultimo break. Il tedesco può finalmente lasciarsi andare sulla terra rossa di Parigi,dopo 4 ore e 20 minuti di gioco, questa volta in un’esplosione di gioia, dopo il grave infortunio del 2022 che aveva rischiato di interrompere la sua carriera.
Cobolli esce tra gli applausi del Philippe-Chatrier con un nuovo best ranking e la consapevolezza di essere arrivato fino in fondo. Per Zverev si chiude un cerchio: dopo le delusioni contro Thiem, Alcaraz e Sinner, il titolo più atteso arriva finalmente a Parigi.
A cura di Christian Mocerino
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